Surreale sul Corrierino: donna aggredita, colpa del tassista…

DALLA PARTE DEL CITTADINO

Il taxi che va via troppo presto
Aggredita davanti al portone

Gentile Isabella, ho 38 anni e vivo vicino alla Centrale. Ho sempre usato la massima prudenza e tutti gli accorgimenti per ridurre al minimo i rischi per la mia sicurezza. Tra questi includo ovviamente l’utilizzo del taxi dopo una certa ora, mezzo che prendo spesso per tornare a casa dal lavoro (faccio l’avvocato) a tarda ora. Scendo sempre dalla macchina con le chiavi già in mano, pronte per essere infilate nel portone, anche per far sì che il tassista non debba aspettare troppo, prima di ripartire, che io entri in casa. Una notte della scorsa settimana, mi sono fatta portare a casa da uno dei taxi, di cui mi ricorderò sempre la sigla. Appena sono scesa, il tassista è subito andato via. Nel preparare i soldi per la corsa e le chiavi di casa, non avevo potuto notare che un extracomunitario stava camminando sul marciapiedi. L’ho visto, oltre le macchine parcheggiate, quando mi sono avvicinata al portone di casa. L’ho visto mettersi a correre lanciandosi verso di me. Ho cercato di entrare e chiudere il portone il più velocemente possibile, ma la sfortuna ha voluto che fosse sufficientemente vicino per raggiungermi e impedirmi di chiudermi il portone dietro le spalle. Sono stata aggredita, scaraventata a terra e presa a calci nell’androne di casa mia, fortunatamente al «solo» scopo di rapinarmi la borsa. Dopodiché, fortunatamente, l’aggressore è fuggito col suo bottino. Questo malintenzionato ha colto l’occasione. Non è difficile immaginare che, se il tassista fosse rimasto fermo pochi secondi in più davanti alla mia casa, ad attendere che mi richiudessi il portone dietro le spalle, il delinquente avrebbe tirato dritto. Avevo preso il taxi apposta perché non mi succedesse nulla ed invece, lasciata da sola, è stato come se fossi rincasata a piedi di notte. Sono consapevole che, nella sfortuna, mi è andata tutto sommato abbastanza bene. So che altrove, ad esempio a Roma e a Novara, esistono accordi tra il comune e le cooperative di tassisti in base ai quali, fra l’altro, gli stessi sono tenuti, prima di ripartire, ad aspettare che le clienti siano al sicuro oltre il portone.
(lettera firmata)

Una scena così mi si affaccia alla mente — quasi— ogni volta che torno a casa di notte, anche perché il mio portone si richiude assai lentamente. Particolarmente spiacevole è la fretta di ripartire del taxi quando di sera si va in casa d’altri, dove si deve suonare e aspettare. Ora quel minuto di attesa è affidato alla buona creanza del tassista ma non dovrebbe essere così difficile introdurre a Milano una regola «di cortesia» come a Roma e a Novara.

Isabella Bossi Fedrigotti

http://milano.corriere.it/milano/notizie/caso_del_giorno/13_giugno_28/caso-2221884838360.shtml