Prandelli e il senso delle proporzioni

SALVADOR (BRASILE) – ‘Assolutamente, non abbiamo mai pensato di andare via anche se le cose sono cambiate. A Rio c’era la massima tranquillità, qui ci hanno consigliato di non uscire dall’albergo. Fa impressione vedere che i manifestanti sono diventati da 15mila a un milione’. Così Cesare Prandelli sulle violenze in Brasile. “Sarebbe una contraddizione inaccettabile – aggiunge il ct azzurro se qui noi e la Selecao dessimo spettacolo sul campo e fuori si verificassero scontri e contestazioni‘.

Ma quanto si prende sul serio miste ‘codice etico’. Questa gente ha perso completamente il senso della realtà. Credono – e la colpa è di chi li ha portati a pensarlo con la propria idiota adorazione – di essere al centro dell’universo. Milioni di persone in Brasile manifestano per una cosa leggermente più importante di una partita di calcio, la loro vita, e questo parla con tale prosopopea che viene voglia di dirgli: scendi in terra ciccio.

In realtà il calcio è business. E lui e i suoi bambinoni sono lì per business. E l’unico motivo per il quale l’evento marketing C.Cup verrà portato a termine, è il business. Null’altro.


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