Papa Francesco e il concetto di Patria

Man mano che sempre più squarci si aprono sul pensiero del nuovo Pontefice sui vari aspetti dell’esistenza, rimaniamo via via piacevolmente sorpresi. E’ il caso di queste sue affermazioni:

Lo scorso anno, alla messa per il 30esimo anniversario della guerra delle Falklands/Malvinas, Papa Francesco ebbe a dire ai fedeli: “Noi preghiamo per i caduti, per i figli della patria che andarono a difendere la loro madre, la loro terra, e reclamare cosa è loro: la patria che era usurpata.[nbnote ]http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/southamerica/falklandislands/9932873/David-Cameron-tells-Pope-Francis-white-smoke-over-Falklands-was-clear.html[/nbnote]

Tralasciando la querelle delle isole Falklands/Malvinas, ci interessa il pensiero del Papa sul concetto di “Patria”, di terra a cui un individuo e un popolo appartengono e ai quali quella terra appartiene.
Ed è un pensiero vicino se non identico al nostro: si parla di difesa della propria terra che è madre. Si parla di “usurpazione”, e quindi del fatto che ad ogni popolo la propria “patria” appartenga in modo esclusivo. Non si parla di “condivisione”, ma di difesa del territorio a cui si appartiene per diritto di sangue.

E su queste basi il Cristianesimo e l’Identitarismo possono convenire: nessuna guerra d’aggressione, perché ogni popolo ha diritto a vivere ed esprimersi a casa propria. Ma difesa della Patria, quando questa è invasa. E le invasioni, possono assumere molteplici aspetti.

Nella frasi del Papa vi è la negazione del “mondo senza frontiere”. Altro che “papa migrante”, come qualche invereconda nullità televisiva è andata blaterando: è un Papa identitario. Almeno nelle sue parole e nelle sue azioni. Speriamo che l’aria asfittica della Curia non ne contamini il pensiero.

PS. Già sento le ridicole puntualizzazioni sul fatto che questo è un “papa migrante” – GLI XENOFILI SONO PREVEDIBILI COME LA NOIA – perché figlio di Italiani emigrati in Argentina. E’ la solita tiritera dell’emigrazione italiana. Patetico. Quella non era immigrazione in un paese millenario, ma popolamento di una terra da colonizzare: quella terra non era di nessuno, se non dei poveri indigeni sterminati molto tempo prima. Quindi fare un parallelo con oggi è demenziale.

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1 comment

  1. Werner marzo 15, 2013 11:33 pm  Rispondi

    Esatto admin, quando gli italiani emigravano in Argentina non si recavano in uno “Stato nazione” come invece lo é l’Italia e gli altri paesi europei, ma in uno Stato che doveva ancora nascere, e che si sarebbe poi formato attraverso le varie immigrazioni provenienti dall’Europa, come gli USA, il Brasile, il Canada, il Cile, etc.

    Al giorno d’oggi, dal punto di vista etnoantropologico, é più EUROPEA l’Argentina che la Francia! (per forza in Francia esiste lo ius soli da cinque secoli pur essendo uno Stato-nazione).

    Hai fatto bene a puntualizzare sul fatto che gli spagnoli hanno snazionalizzato quei territori con lo sterminio delle popolazioni indigene.

    Qui la storia é diversa: gli italiani che emigravano nelle Americhe e in Oceania, andavano a stabilirsi in territori disabitati, mentre invece tutti questi magreba, negri, zingari, asiatici e quant’altro, vengono a stabilirsi in posti sovrappopolati, e già solo per questo, fare qualsiasi paragone tra l’immigrazione extracomunitaria in Italia oggi, e l’emigrazione italiana del passato, é ridicola, blasfema e in malafede, strumentalizzata da questi mentecatti immigrazionisti e xenofili.

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