Kenya: attacco a turisti italiani con machete

Un connazionale è rimasto ferito da colpi d’arma da fuoco. Un altro accoltellato ad una mano

ROMA – Nuovo attacco a turisti italiani a Malindi, in Kenya. Un commando di sei persone incappucciate ha assaltato con pistole e machete un gruppo di ville private per rapinarle. Un italiano è stato ferito a colpi d’arma da fuoco: trasportato in ospedale sarebbe fuori pericolo. Un altro è stato accoltellato a una mano. Lo dice un testimone all’ANSA.

La Farnesina ha confermato la notizia. Il rappresentante consolare di Malindi Roberto Macrì sta seguendo la vicenda sul posto. Appena due settimane fa in un resort di Mayungu, una turista italiana, Paola Boglio di Brescia, era sopravvissuta per miracolo a un colpo di pistola che l’aveva ferita alla nuca. Dopo 48 ore di ricovero nell’ospedale di Malindi, ha fatto rientro in Italia in buone condizioni di salute.

Fatti come questi sono di capitale importanza per studiare la vera natura delle popolazioni africane e prevedere quello che diventerà l’Italia quando sarà popolata in maggioranza da immigrati. Se credete che queste genti perderanno la loro natura selvaggia una volta instillatisi nel nostro paese o dopo aver ottenuto la cittadinanza state sbagliando di grosso. Immigrazione significa solo violenza, barbarie, ritorno all’età della pietra. Se vogliamo evitare che il nostro continente si trasformi in un teatro di sanguinosi conflitti etnici dobbiamo opporci all’importazione della “cultura del machete”.

 


5 Comments

  1. Marte Ultore febbraio 20, 2013 4:26 pm  Rispondi

    Alla cultura dei machete opporremo la cultura delle pistole. Governo e magistratura permettendo, questi sono capaci di imporre il ban delle armi per la gente incensurata mentre i delinquenti girano mulinando spadoni a due mani..

  2. Werner febbraio 20, 2013 7:34 pm  Rispondi

    Gli africani sono peggio delle bestie feroci, è impossibile poterli civilizzare, o addomesticare, quindi questo significa che se l’Italia continuerà a farne entrare altri e sempre più numerosi, la situazione diventerà ingestibile e irreversibile.

    Comunque, ben gli sta a chi frequenta quei luoghi, a me di mettervi piede non mi passa neppure per l’anticamera del cervello.

  3. Marte Ultore febbraio 20, 2013 8:42 pm  Rispondi

    alcuni devono farlo per necessità lavorative visto che l’africa è piena di risorse naturali… e poi non confondiamo il continente nero con la popolazione nera. L’africa è un continente magnifico, flora e fauna spettacolari, ambienti da mozzare il fiato. E’ la presenza di masse di colore selvagge che devastano tutto. Per decenni hanno fatto passare l’idea che i bracconieri fossero una specie di fuoriusciti bianchi che praticavano cacce e scorribande, ma la realtà è che sono Sempre africani a compiere massacri indicibili e con una insensibilità verso la natura che rende chiaro come quel po’ di ragione nelle loro menti sia davvero nociva al loro stesso ambiente, e a quello di tutto il mondo, perché l’africa è patrimonio naturale del mondo intero.

  4. Marte Ultore febbraio 20, 2013 8:45 pm  Rispondi

    admin chiedo il tuo sostegno su questa cosa che l’africa è patrimonio collettivo e non possiamo consentire agli africani di mandarlo a puttane, anche se è la loro patria.

    • admin
      admin febbraio 20, 2013 9:27 pm  Rispondi

      Il tuo è un ragionamento ipoteticamente giusto, ma non siamo nella situazione di poter pensare a questo, visto che sono già qui. Intanto liberiamo la nostra Italia e le nazioni occidentali, poi penseremo al resto. Fermo restando che considero il Sudafrica una “nazione occidentale” abbandonata al suo destino dagli interessi dell’élite occidentale.

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