Ingroia, e il vizio dell’uso politico della magistratura

Ingroia: “Sto costituendo un pool di avvocati per portare davanti alla Consulta la Bossi-Fini e alla Corte europea per i Diritti dell’Uomo” ha detto l’ex pm antimafia. Che la prossima settima sara’ a Lampedusa per incontrare il portavoce dei clandestini.

Questo post, non tanto per la cosa in se, Ingroia è un piccolissimo uomo con smanie da grande, il peggiore mix in un uomo, ma per mettere in evidenza lo spregio della democrazia di questi personaggi.

Si è presentato alle elezioni per abolire la legge sull’immigrazione, e nessuno l’ha votato – come tra l’altro nessuno ha votato Vendola&Boldrini, in Parlamento solo con i ‘resti’ – e allora, lui vuole fare lo stesso per via giudiziaria. E’ un suo vizietto.

Il primo passo che deve fare un governo identitario è quello di ‘depotenziare’ la Consulta. Perché non possono essere 15 parrucconi incartapecoriti – ma nemmeno quindici geni se per questo – a decidere se una legge è, o non è giusta. Questo spetta solo al Popolo. In democrazia ovviamente. Ma oggi viviamo in una repubblica oligarchica delle banane in cui qualcuno si è autonominato ‘più uguale degli altri’: questo deve finire.


1 comment

  1. Werner gennaio 21, 2014 6:40 pm  Rispondi

    Visto che in queste ultime settimane se ne parla tanto, anch’io sono favorevole all’abolizione del reato di clandestinità, purchè però invece di processarli i clandestini come avviene con la legge attualmente in vigore, li si espelle direttamente dal nostro territori.

    Più sicurezza e più risparmio di denaro pubblico.

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