In memoria di Kriss Donald: massacrato dagli invasori

Era il 15 marzo del 2004 quando il quindicenne Kriss Donald, camminando lungo una strada di Glasgow, è stato aggredito da una banda di cinque musulmani che lo hanno sequestrato facendolo entrare con la forza nella loro auto. Durante il viaggio di 200 miglia è stato sottoposto a orribili torture, tra cui l’estrazione dei bulbi oculari e l’evirazione. La banda musulmana ha poi portato il giovane in un campo da football dove è stato pugnalato per ben tredici volte. Infine gli aggressori hanno cosparso di benzina il corpo ancora vivo di Kriss, dandogli fuoco. Si ritiene che il ragazzo prima di morire sia riuscito a strisciare per qualche metro. I musulmani sono poi fuggiti in Pakistan, aiutati dalla comunità musulmana di Glasgow. Essi sono stati in seguito consegnati dal Pakistan al Regno Unito, nonostante il governo sia stato riluttante a interessarsi del caso per timore di essere accusato di razzismo.
L’8 novembre del 2006, tre uomini sono stati giudicati colpevoli di omicidio a sfondo razziale di Kriss Donald. Tutti e tre avevano negato l’accusa. Tuttavia una giuria presso l’Alta Corte di Edimburgo li ha condannati per rapimento e omicidio. Ognuno dei killer ha ricevuto sentenze di ergastolo, a Imran Shahid una pena minima di 25 anni, Zeeshan Shahid di 23 anni e Mushtaq di 22 anni. Due dei cinque sono ancora in libertà. Il caso è stato per lo più ignorato dai media e in Inghilterra e in Galles è stato trasmesso sulle reti televisive per un giorno solo. La storia Kriss è stata accuratamente nascosta sotto il tappeto come una sorta di verità scomoda che contrasta con l’utopia multietnica e che non si vuol far sapere. Intanto il genocidio dei bianchi continua.


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