Il governo eritreo si prende i morti, ma non i vivi

Roma, 10 ott. (Adnkronos) – “Sono veramente orgoglioso di essere cittadino eritreo, perchè un governo che, nonostante le difficoltà economiche, decide di assumersi le proprie responsabilità è un governo che ama il suo popolo”. Lo sottolinea all’Adnkronos Derres Araia, responsabile relazioni esterne della Comunità eritrea in Italia, commentando la decisione del governo eritreo di fornire ai superstiti della tragedia di Lampedusa l’assistenza necessaria e di provvedere alle spese per il rimpatrio delle salme.

“Questa – prosegue Araia – è una notizia che fa onore a tutti gli eritrei. Non è facile per un paese che ha delle difficoltà economiche assumersi l’onere dei costi del trasporto delle salme, questo è un atto concreto che inoltre – osserva Araia – spazza via ogni polemica di questi giorni”.

“L’Eritrea è un paese che ha delle forti tradizioni culturali, un paese che vuole seppellire i suoi figli in patria e il governo eritreo con quest’atto – conclude Araia- ha dimostrato grande amore per il suo popolo”.

Ma allora, non è un governo ‘cattivo’, come questa stessa associazione e il prete trafficante dicono sempre perché venga concesso Asilo Politico agli Eritrei. E infatti non ci sono guerre in Eritrea.

Ma allora, insieme alle salme, potremmo rimpatriare anche i clandestini che arrivano vivi, invece di mantenerli negli hotels. Se il governo eritreo ha questo ‘grande amore per il suo popolo’, come, questo combacia con le richieste di Asilo che vengono fatte in base a sedicenti persecuzioni dello stesso governo?

Lo stesso Araia propaganda ai quattro venti di un governo dittatoriale, quando qualcuno parla di rimpatriare gli eritrei, e ora ci dice di essere ‘orgoglioso di essere cittadino eritreo’?

Qui ci prendono per il culo.

Ci hanno sempre detto, queste associazioni e gli organi di stampa, che non si possono trattare gli Eritrei come clandestini, perché provenienti da un paese ‘non sicuro’ dove, una volta rimpatriati, verrebbero perseguitati. Balle, ora scopriamo trattasi di balle.


5 Comments

  1. Pietro ottobre 11, 2013 4:31 pm  Rispondi

    Siamo lo zimbello d’occidente…anche i baluba sottosviluppati ci prendono per il culo ed approfittano della nostra dabbenaggine.

  2. Adelmanno ottobre 11, 2013 5:16 pm  Rispondi

    Ci prendono per il culo?

    Ma che cosa vuoi che interessi agli italioti, troppo occupati a racimolare gli ultimi spiccioli che rimangono loro in tasca “pe’ annà a vedé a Lazio contr’a Roma!” oppure “per andà a ved el Milan cuntra l’Inter!”…

    • Mos maiorum ottobre 11, 2013 6:54 pm  Rispondi

      Aldemanno qui sopra….

      rileggete

  3. Derres Araia dicembre 4, 2013 1:43 am  Rispondi

    Vogliamo dire tutta la verità? E’ l’Italia che continua a tradire il popolo eritreo. Durante i trenta anni di lotta armata (1961-1991) per liberare l’Eritrea dall’occupazione del regime Ethiopia, Italia non ha mai riconosciuto asilo politico ai rifugiati eritrei. Ora che l’Eritrea è indipendente ed è vittima di un “ostruzionismo politico” da parte dei noti potenti che si attivano in pratica per destabilizzare commissionando guerre e tensioni militari in Eritrea e nel corno d’africa, il riconoscimento dell’asilo politico, anzichè rimanere nel proprio con i compagni, per difendere la sovranità nazionale dalle minacce continue, incoraggiano a disertare e cercare vita migliore. Inoltre bisogna che sia chiaro che non scappano da una dittatura feroce interna all’Eritrea, bensì da una situazione di destabilizzazione delle note potenze che per interessi propri favorisco di ingessare l’economia dell’Africa e mantenere situazioni di tensione militare e di difesa in tempi lunghi. Bisogna finire con questa ipocrisia di predicare bene e razzolare male. Il popolo eritreo non ha bisogno di accoglienza come rifugiato politico, ma ha bisogno di non essere minacciato nel proprio paese e chiede l’applicazione del verdetto del Tribunale internazionale di pace istituito dall’ONU nel 2000. Liberazione del suo territorio di Badimè dall’occupazione militare etiopica. Ritiro delle due sanzioni ingiuste emanate dall’ONU. Fine della falsa guerra mediatica di rappresntare il Governo eritreo come dittatore. L’Eritrea è vittima di aggressione e di attacco. Basta con l’ipocrisia.

  4. arden dicembre 5, 2013 6:55 am  Rispondi

    Parole sacrosante. E tutta la solidarietà con la vostra battaglia. E appoggio diplomatico in tutte le sedi internazionali. Poi, però, ve ne tornerete da dove siete venuti? Non stiamo palando di qualche centinaio o migliaio di profughi o non profughi. Ormai, città come Roma sono più eritree di Asmara. A voi non sta bene che l’Etiopia vi invada, che la loro legge sia la vostra legge. Perchè dovrebbe stare bene a noi che immigrati di ogni parte del mondo, per guerre o ‘sogni della speranza’, distruggano la nostra identità culturale, sociale, linguistica, religiosa o laica, demografico-genetica? Detto senza offesa: perché?

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