Grasso: “Cittadinanza a chi lavora” – E i disoccupati italiani?

Uno dei magistrati saltati in politica, oggi miracolato alla presidenza del Senato, tal Grasso, ci ha deliziati con uno dei suoi soliti ragionamenti sottili:

Cittadinanza a chi lavora, se la meritano

A parte la frase in stile ‘Checco Zalone’. Seguendo la ratio di questo ragionamento, se la discriminante per essere italiani o meno è avere o non avere un lavoro, gli italiani disoccupati dovrebbero divenire apolidi.

E poi, ci sono 4 milioni di disoccupati italiani – veri – e 4 milioni di immigrati in Italia. Razionalità vorrebbe che questi venissero rimpatriati e i loro lavori dati agli italiani. Invece Grasso, tipico rappresentante da Basso Impero, vorrebbe procedere in senso contrario. Completamente irrazionale.

Infatti non vi sono basi razionali per la cittadinanza agli immigrati – né lo Ius Soli, né i suoi derivati – tranne la smisurata voglia da parte di una classe politica alla frutta, di ‘eleggere’ un nuovo popolo.

Distorcere la legge sulla Cittadinanza infatti, permette agli eletti di divenire ‘elettori’ e scegliersi il popolo che vogliono rappresentare. Accade sempre, quando una élite o una classe politica perdono legittimità.

 

 

 


2 Comments

  1. Adelmanno settembre 19, 2013 4:17 pm  Rispondi

    A questo punto che si prendano pure la mia cittadinanza italiana… non la voglio: mollo tutto ed emigro a Malta! Almeno, nel minuscolo arcipelago maltese, non vedrò certe scene lampedusiane da far accapponare la pelle…

  2. Ivan.Italico ottobre 9, 2013 2:11 pm  Rispondi

    Lacittadinanza è Sua egregio adelmanno. Nessuno ha diritto di torgliere la cittadinanza a lei, ne Dio nè il Papa e tantomeno quelle mezze calzette che stanno sotto a Dio.

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