“Frasi sotto inchiesta”: l’Italia al tempo del totalitarismo

Sarà esaminata dalla Procura della Repubblica di Padova la vicenda riguardante le frasi scritte su Facebook dalla consigliera di quartiere di Padova Dolores Valandro contro il ministro per l’Integrzione Cècile Kyenge. La Procura ha aperto a suo carico un fascicolo con l’ipotesi di reato di istigazione all’odio razziale.

Su Facebook intanto è nato un gruppo a sostegno della consigliera espulsa dalla Lega, “Io sto con Valandro”, al quale hanno già aderito 400 pesrone. Non è escluso che nei prossimi giorni la questura di Padova possa sentire anche alcune persone che su Facebook hanno fin dai primi momenti difeso e appoggiato le dichiarazioni di Dolores Valandro.

La notizia appare – accolta con molto gusto – sul giornaletto online finanziato dallo speculatore Soros, con il titolo “le frasi della Valandro finiscono sotto inchiesta”. Nemmeno in Uganda, diceva una canzone.

Che dei giornalisti – pazienza per i manettari delle procure – non si sentano a disagio nel descrivere certe oscenità, fa rimanere basiti. La notizia fa il paio con questa:

Mentre il governo sta par liberare mafiosi, stupratori e assassini, un ragazzo viene rinchiuso in carcere per avere scritto una mail al suo datore di lavoro, violando, secondo il celeberrimo sostituto procuratore Luca Tescaroli, il regime degli arresti domiciliari. Arresti ai quali Mirko Viola, questo il nome del “pericoloso delinquente”, è costretto non, per orrendi crimini, ma per avere scritto e diffuso idee sul web. Possiamo a questo punto parlare di persecuzione.

Quest’ultimo, coinvolto nell’indagine sul sito “Stormfront”, oscurato al termine delle indagini della polizia politica – anche detta Digos – di Roma e della Polizia postale, era stato condannato lo scorso giugno alla pena di due anni e 8 mesi di reclusione. Per psicoreato.

Alla base della decisione dell’autorita’ giudiziaria ci sono alcune e-mail inviate da Viola alla societa’ datrice di lavoro. L’8 aprile scorso Viola, con modalita’ ancora in corso di accertamento, nello stesso giorno della emanazione della sentenza di condanna a suo carico, aveva anche spedito una cartolina al presidente della Comunita’ ebraica Pacifici, recante una citazione latina delle “Elegie” di Properzio, un testo con il quale si afferma la superiorita’ delle leggi “indotte dal sangue” rispetto a quelle applicate dalla giustizia. Un gravissimo reato, quello di “inviare cartoline” con citazioni latine.

Questa mattina gli agenti delle Digos di Roma e Milano e della Polizia postale hanno eseguito il provvedimento, sulla base del quale Viola e’ stato poi rinchiuso nella casa circondariale di S.Vittore. Nel corso della perquisizione dell’appartamento milanese dove Viola si trovava agli arresti domiciliari e’ stato trovato e sequestrato materiale informatico.

La domanda che credo chiunque abbia un cervello debba porsi è: l’Italia è un paese libero?
E poi, che magistratura è, quella che perseguita qualcuno per una frase – per quanto infelice – e lascia gli stupratori liberi di stuprare? E che paese è, quello che perseguita un’italiana per delle parole, e fa ministro una congolese entrata in Italia come clandestina?

Non è il nostro paese. E’ il paese che una combriccola di fanatici ha sequestrato. Il solo fatto che qualcuno possa venire indagato non, per delle azioni, o per delle minacce, ma delle frasi, è osceno.


5 Comments

  1. Ulisse giugno 16, 2013 2:06 am  Rispondi

    Condivido appieno, questa non è la nostra Italia. Però tocca a noi italiani riprendercela e al più presto possibile.

  2. braveheart giugno 16, 2013 7:20 am  Rispondi

    Il paese è allo sbando.Le “elites” sanzionano i probi cittadini per le loro idee, mentre i delinquenti sono lasciati liberi di agire.Di solito i sistemi diventano molto repressivi, quando sono sul punto di cadere.A quando la felice novella?Quando le manette saranno ai polsi dei menettari?

  3. braveheart giugno 16, 2013 7:25 am  Rispondi

    manettari non menettari. L’Italia con le sue istituzioni non è una patria per i cittadini, ma è una “matrigna” perversa e malvagia, che penalizza i migliori e che premia i “mostri” del sistema.

  4. Carluccio giugno 16, 2013 11:13 pm  Rispondi

    So che sembro patetico,
    Ma l’accanimento contro Mirko Viola sembra da regime dittatoriale: e se facesse appello al tribunale di Strasburgo? Ad amnesty international? So che e’ una provocazione ma qui oramai certa gente e’ in pieno delirio di onnipotenza: se dobbiamo fare una colletta per trovare un buon avvocato a Mirko Viola fatemelo sapere, siamo alla follia qui…

    Saluti

    • admin
      admin giugno 16, 2013 11:24 pm  Rispondi

      Noi non abbiamo contatti. Comunque non credo sia una questione di avvocato. Credo nemmeno l’avv.Mason potrebbe fare qualcosa. Siamo tutti in balia di una casta di delinquenti.

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