Anche nel reato di ‘femminicidio’ dominano gli immigrati

Per cercare di distogliere l’attenzione da un problema vero e drammatico – l’impatto dell’immigrazione sulla criminalità – i media di disinformazione di massa hanno inventato un nuovo reato e coniato un orrendo neologismo: il ‘femminicidio’.
Nella loro mentalità contorta, un crimine sarebbe da ascriversi a tale categoria di reato quando la vittima lo diviene in quanto femmina, e quindi vittima di una sorta di complotto globale maschilista. E, naturalmente, il carnefice deve essere maschio, se è femmina, trattasi di omicidio ‘normale’, quindi non degno delle prime pagine dei giornali.
Per questa volta però, non vogliamo evidenziare il totale senso della sproporzione che fa assurgere un reato praticamente inesistente alle prime pagine dei giornali, relegando reati che hanno un’incidenza 30 volte superiore negli sgabuzzini delle redazioni. Vogliamo invece svelare chi è che commette il reato di ‘femminicidio’.

Secondo le statistiche, sono state 124 le donne uccise in Italia nel 2012, in continuo calo da anni. Uno dei livelli più bassi del mondo.

Sono dati raccolti da un’associazione femminista, quindi da prendere con cautela: diciamo che, al massimo, nel 2012 ci sono stati 124 femminicidi*.

Evidenziamo subito però che il dato è sicuramente gonfiato. Per due motivi molto semplici: in quasi la metà dei casi, la vittima non è solo la donna, ma tutta la famiglia. Si tratta di stragi familiari legate alla disperazione. Definirle “femminicidi”, è solo un modo piuttosto meschino di ottenere attenzione mediatica e relativi fondi. Non solo, parte di questi numeri – che ridicolmente includono gli omicidi delle mamme da parte dei figli – ricadono nella categoria di reati commessi da uomini affetti da malattie mentali. Prendetevela con Basaglia, non con il ‘maschilismo’. Ecco che depurati da questi due fattori, i ‘femminicidi veri’ sono poco più di 30 in un anno. Per dare un senso delle proporzioni: muoiono più persone colpite da fulmini che – come capirete successivamente – donne vittime di ‘femminicidi’ da partners italiani. Due fenomeni rari a confronto.

Chi è infatti che ha ucciso queste donne?

A fronte di una popolazione residente che nel 2012 vedeva circa il 7% di immigrati e 93% di italiani, nei casi di “femminicidio”, il carnefice è il 27% delle volte straniero. Ecco che come in tutti i reati, anche in questo, l’incidenza dell’immigrazione è scioccante: gli immigrati hanno una propensione al ‘femminicidio’ che è circa 6 volte superiore a quella degli italiani.

Piuttosto prevedibile, tenendo conto delle culture dalle quali i nostri ospiti provengono.

Potete inventarvi tutta la propaganda che volete, ma i numeri sono questi. E ci dicono che il ‘femminicidio’ è un fenomeno raro in preponderanza commesso da immigrati.

Se volete limitare al minimo questo genere di reati, ci sono solo due cose da fare: bloccare l’immigrazione e riformare la legge Basaglia. Il resto è propaganda. E nemmeno fatta tanto bene.

*Per essere chiari: noi non vogliamo sminuire queste 124 morti, perché ogni singola morte è un dramma indicibile, vogliamo però mettere il tutto in un contesto. Vogliamo dare il senso delle proporzioni.


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