‘Affittare’ i porti libici e pattugliare le coste

Come hanno dimostrato i respingimenti e i pattugliamenti congiunti con i libici portati avanti fino a due anni fa, quando uno Stato ha la volontà di combattere l’immigrazione clandestina, questa, lungi dall’essere come i soliti sicofanti vaneggiano un ‘evento epocale che non puoi fermare’, è invece azzerabile con poche semplici mosse.

Poi sappiamo tutti cosa è accaduto. I vari Sarkozy – che doveva nascondere i finanziamenti illegali libici – il premio Nobel abbronzato e altri dementi hanno rovesciato Gheddafi, noi non abbiamo fatto nulla per evitarlo, per colpa di un altro demente venduto ai poteri stranieri. Quel demente abita sul colle più alto di Roma.
E da allora è stata la catastrofe.

Adesso è molto più complesso fare accordi con la Libia, per un motivo molto semplice: non esiste più. Esistono bande che si combattono e lo stato centrale è debolissimo se non inesistente in molte zone, anche costiere. Allora la soluzione più veloce sarebbe occupare direttamente i porti – con l’aiuto magari dei dementi che c’hanno messo in questa situazione, agli Usa occupare piace, quindi non sarà un problema – con l’assenso e la collaborazione delle autorità centrali libiche, magari vendendo la cosa come ‘addestramento’ così da far salvare loro le apparenze, e pattugliare le coste. Con il ritorno dei respingimenti, e il rimpatrio dei clandestini, che questo sono, visto che non sono né siriani né marziani in fuga da guerra interplanetarie, ma subsahariani della upper class in cerca di fortuna, gli sbarchi si azzererebbero, i morti anche. Perché una cosa è certa, oltre ad essere positivi per noi, e questo è quello che conta, sono anche molto più umani per loro. Inumano è vendere a questi sciocchi l’idea che qui li si aspetti a braccia aperte, quando invece nessuno, tranne Boldrini e accoglienza.Spa, li vuole.

Oltretutto ci costerebbe infinitamente meno di approntare un dispositivo di salvataggio in stile Apocalypse Now e ospitarli in hotels di lusso. Ospitiamoli in strutture sul territorio libico. Accordiamoci con un paese terzo dove inviarli, come fatto dal certamente non ‘nazista’ Israele con i suoi clandestini.

Questa è l’unica cosa sensata da fare. Quindi non sarà fatta, soprattutto da un diversamente ministro come Alfano. Uno che starebbe meglio dall’altra parte del Mediterraneo.

Resta una cosa. Non ostante quello che vaneggiano i media e i politici, ma che non è condiviso dalla maggioranza degli italiani, non abbiamo alcun obbligo verso queste persone. Nessuno li ha invitati, se affogano, la responsabilità è loro. L’idea poi di ‘chiedere scusa’ come fatto da quel pover’uomo che definiamo premier, è così demenziale da non essere nemmeno analizzabile: scusa di che? A nome di chi? L’unico obbligo morale che abbiamo è difendere il nostro benessere. Che non è qualcosa di indefinito e regalatoci una volta per tutte , ma un bene che ci siamo costruiti nei decenni senza altre risorse se non i nostri cervelli e che, se non stiamo attenti, finirà. Importare migliaia di clandestini senza alcuna qualità e pronti solo a sfruttare il nostro stato sociale è il modo migliore per farlo finire. E anche alla svelta.


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