Achtung! Achtung! La connazionale della Merkel chiede la censura sul web

In qualità di ministro per le Pari Opportunita, ma soprattutto come donna, desidero confermare la mia forte solidarietà alla collega Cecile Kyenge, per i vili epiteti razzisti che le sono stati rivolti sulla rete in alcuni siti web», ha detto Josefa Idem, preannunciando di aver dato mandato all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazione di avviare un’istruttoria. L’Unar, ha spiegato il ministro, «ha prontamente avviato un’istruttoria sulla fattispecie che costituisce un reato ai sensi della legge Mancino per l’istigazione all’odio razziale. L’Ufficio ha chiesto subito alla polizia postale la rimozione dal web delle espressioni razziste, che nulla hanno a che vedere con la libera espressione del pensiero».

L’ariana giuseppa parte di pagaia. Del resto non potevamo attenderci molta raffinatezza da un elemento del genere.
A costo di rischiare un’inchiesta della polizia politica agli ordini della Tedesca, le ricordiamo che nemmeno lei è Italiana, lo è sulla carta, come la sua collega.

Ormai dire la verità è reato, nulla di strano quando regna la menzogna universale. Dire che la ministra giuseppa è tedesca, sarà reato come dire che il pigmeo – non in senso figurato ma etnologico – all’integrazione è congolese?
E quali sarebbero le terribili offese razziste contro la signora africana? L’avere detto in qualche sito che è, appunto, africana? Perché, forse c’è qualcosa di degradante ad esserlo? Vale di meno qualcuno se non lo si definisce italiano, come ordini dall’alto impongono?

L’Ufficio ha chiesto subito alla polizia postale la rimozione dal web delle espressioni razziste, che nulla hanno a che vedere con la libera espressione del pensiero

E no, caro il mio goebbels in gonnella. E’ proprio nel decidere cosa è o meno degno di essere scritto o detto, che si lede la libertà d’espressione, sappiamo che è un ragionamento complesso per chi ha passato i tre quarti del tempo con un remo* in mano, ma così è. Chi decide cosa è “razzista” o non lo è?

Per essere chiari: se qualcuno da qualche parte ha offeso la signora congolese con termini volgari, si agisca come per qualunque offesa ad altro individuo. Ma se le presunte offese sarebbero il non volersi adeguare a definire italiano chi non lo è, allora avete un problema. Un grosso problema.

E mi rivolgo a tutti: i nostri avi hanno combattuto perché ci facessimo dire cosa dobbiamo dire o pensare da due straniere? Tutto questo sacrificio, tutti questi morti per divenire schiavi a casa nostra?

E l’Anpi non dice nulla? Tutta la loro retorica della liberazione, per avere una tedesca a dirci quello che dobbiamo fare? Tanto valeva farselo dire nel ’43, o no?

* Prima che qualche purista si agiti: lo so, si dice pagaia e non remo, anche io “pagaio”. Ma remo mi piaceva di più nel discorso.


5 Comments

  1. Stefano maggio 1, 2013 7:51 pm  Rispondi

    Ma si può ancora dire che gli stranieri NON CI PIACCIONO? Indipendentemente dal fatto che siano bianchi, neri, viola o turchesi, è legittimo NON GRADIRLI così come non si gradisce la musica rock, il tartufo o i gatti? Non gradirli non significa aggredirli, significa NON GRADIRLI e basta. Siamo LIBERI, in CASA NOSTRA, di sentir parlare italiano o dobbiamo essere costretti ad ascoltare muauahuahuabalabalaba, akbrrrtrppptrrl ed altre amenità? IN CASA NOSTRA, non ci spostiamo, restiamo in CASA NOSTRA, dove eravamo un mese fa, un anno fa, trent’anni fa… Per me, riempirci il vicinato di stranieri è come metterci antenne radio, una centrale nucleare, un inceneritore. Qualcuno li vuole? NO! Perché? Perché prima non c’erano ed i residenti HANNO IL DIRITTO DI SCEGLIERE SE E COME MODIFICARE IL PROPRIO HABITAT. La “società multirazziale”: chi l’ha proposta? Chi l’ha votata? CHI L’HA SCELTA? E’ stata mai sottoposta al giudizio dei cittadini? E’ inevitabile. Sì, anche la morte è inevitabile, ma vedo che tutti lottano per rimandarla più che possono…

    • Marte Ultore maggio 1, 2013 9:03 pm  Rispondi

      no non si può dire “tecnicamente” Stefano, sennò è odio ed incitamento all’odio razziale. Mi spiace dirlo….

  2. Stefano maggio 2, 2013 12:09 pm  Rispondi

    Non sono d’accordo, caro Marte! E’ reato la cosiddetta “istigazione all’odio razziale”. E’ reato la discriminazione razziale. Non potrà MAI essere reato la VALUTAZIONE PERSONALE. A me NON PIACCIONO gli stranieri tout court e non LI GRADISCO, così come non mi piace e non gradisco il tartufo e non mi piacciono e non gradisco i rinoceronti. Gusti personali. Mica vado a fare safari per far estinguere i rinoceronti o spargo acido solforico sulle tartufaie per distruggerle! Allo stesso modo non incito nessuno a detestare o a perseguitare o aggredire i migranti né faccio alcunché per danneggiarli. NON LI ODIO ed anzi non me ne può fregare di meno di cosa siano e di cosa facciano finché non mi danno fastidio ENTRANDO NELLA MIA VITA E PEGGIORANDOLA. Dico solo che NON MI PIACCIONO e quindi cerco in tutti i modi di evitarli: non vado in Africa, non vado dove ci sono tartufaie. Vediamo quale giudice può sanzionare una personale valutazione basata sul GUSTO personale. Forse lo stesso giudice potrà costringermi ad accogliere nel mio letto un africano omosessuale in nome dell’antirazzismo e dell’antiomofobia? Stamani, sul bus, due file dietro di me c’era un “migrante speziato”, dall’orrido e mefitico odore di… tartufo. Attorno a sé aveva creato il classico “alone di inibizione” fatto di sedili vuoti. Quando mi è passato accanto per scendere mi si è paralizzato il diaframma, ho commentato ad alta voce “Accidenti, ho dimenticato a casa la maschera antigas!” e sono rimasto in apnea per una ventina di secondi: dovevo forse dire che olezzava di gelsomino ed inspirare a pieni polmoni quella delizia solo perché me lo impone un giudice? Sono forse discriminatorio perché non sopporto la PUZZA DI LEZZO SECOLARE? E che cavolo, Marte, so bene che le leggi liberticide non sono fatte per “tutelare” i deboli ma solo per impedire che si possa discutere liberamente di loro e delle loro “bellezze”, ma dobbiamo essere intransigenti nell’impedire che una legge che difende le persone da “atti di ostilità” divenga una legge che impedisce di criticare, biasimare o semplicemente esprimere opinioni su quelle stesse persone. Altrimenti, tempo pochi anni, ci ritroveremo davvero l’africano omosessuale nel letto!

  3. Stefano maggio 2, 2013 12:48 pm  Rispondi

    Ecco il testo:

    (Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi)

    1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell’attuazione della disposizione dell’articolo 4 della convenzione, è punito:

    A) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;

    B) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

    Niente si dice in relazione al gusto personale. A me i migranti, che siano profughi, ignifughi o callifughi, NON PIACCIONO e preferisco essere circondato da persone che parlano la mia lingua ed hanno la mia stessa formazione culturale, le mie stesse tradizioni, il mio stesso gusto alimentare e culinario, i miei stessi interessi e la mia stessa religione, piuttosto che sentire voci incomprensibili, odori inconsueti, comportamenti ed atteggiamenti insoliti se non inquietanti. Sarà indice di provincialismo, di scarsa apertura al mondo ed alle sue”bellezze” ma, grazie a Dio, è ancora PIENAMENTE LEGITTIMO!

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