Il kamikaze Mattarella in missione suicida per conto della UE

E’ stato ingenuo pensarlo, da parte di Lega e M5s: le rivoluzioni non sono mai senza spargimento di sangue. Perché il Potere, come ogni organismo, tende all’autoconservazione: a resistere, a proteggere lo status quo oltre ogni legittimità. Fino a rendere inevitabile uno sbocco violento.

E’ quanto accaduto ieri con lo strappo costituzionale di Mattarella che, pur di difendere interessi ostili all’Italia, ha travalicato i suoi poteri costituzionali, ponendo il veto ad un ministro non, per questioni oggettive, ma di mero indirizzo politico: un colpo di stato istituzionale. Ma un ovvio atto di resistenza al cambiamento di una delle cariatidi della Repubblica.

Perché sia chiaro. Mattarella, della Prima Repubblica, è il peggio che è avanzato. Ha resistito fino ad oggi, non perché migliore degli altri suoi compagni di partito e di primavera politica, ma perché figura di terzo livello. Come un piccolo burocrate sovietico, è sopravvissuto al crollo di quel mondo. E ora, da sopravvissuto, è chiuso nel bunker.

Ma il gesto sconsiderato di Mattarella, che non può non provocare da parte del Parlamento la messa in stato d’accusa, e che è figlio della disperazione di un sistema di potere che sente il fetore della propria morte, ha un merito: ha svelato al popolo, oltre ogni dubbio, che la democrazia liberale è un simulacro di democrazia. Che poteri occulti ne manipolano dietro lo quinte lo svolgimento, indirizzando gli eventi: e ora che gli eventi sfuggono loro di mano, reagiscono in modo costituzionalmente violento.

Non solo in Italia. In Italia lo stiamo vivendo prima, solo perché siamo stati il primo paese ad avere data la maggioranza ai populisti. Ma se guardiamo al primo ‘evento populista’, la Brexit, già vediamo che sono passati anni e ancora il Regno Unito non è uscito dalla Ue. La sovranità, secondo questi poteri sovranazionali, appartiene al popolo finché vota in modo ‘corretto’.

E siccome, con l’avvento dei social, il voto diventa sempre più libero, e alla storiella delle fake news non ci crede nessuno tranne qualche decerebrato, sono costretti a mandare i carri armati, quelli post-moderni, non coi cingoli, ma con lo spread. E ad attivare le proprie cellule dormienti: Mattarella è uno di loro.

In conclusione, ci troviamo sull’orlo di un cambiamento epocale. Un cambiamento di regime politico. Questi cambiamenti non sono mai tranquilli. E’ stato illusorio pensarlo. Ma il cambiamento è inevitabile: quanto sarà traumatico, dipenderà dalle cellule dormienti à la Mattarella. Ma diciamoglielo: la vostra resistenza è inutile, abbiamo già vinto.


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