Gli Immigrati regolari non sono Italiani, sono ospiti

E’ in corso una sostituzione etnica di portata epocale. E quando ti sostituiscono, che questo avvenga dopo una guerra, perché sterminano la tua gente o perché chi comanda ha deciso che le frontiere non esistono più: non cambia il risultato. Un popolo muore, altri lo sostituiscono.

Non c’è differenza tra l’essere sostituiti da clandestini o da immigrati ‘regolari’, tra l’altro quasi sempre ex clandestini. E’ come se una famiglia italiana sfrattata da una casa popolare per fare posto all’assegnatario straniero, trovasse consolazione nel fatto che è regolare invece che clandestino. Sarebbe da dementi. Ed è da dementi pensare che per essere italiano basti ‘portare un contributo economico’ all’Italia. Posto che è impossibile quantificare questo contributo, se pagare le tasse fosse la discriminante, allora gli italiani troppo poveri dovrebbero perdere la cittadinanza: invece no. Perché essere cittadino non è un valore, non è un fatto ‘quantitativo’ o ‘qualitativo’, esula dalla convenienza: tuo figlio rimane tale anche se è un delinquente. Il figlio di un altro non diventa tuo figlio neanche se è un gentiluomo.

Essere italiani, ma anche polacchi o giapponesi, non può dipendere da un mero giudizio di merito. O si è italiani per diritto di sangue, oppure è poi impossibile restringere la platea. Perché una volta che hai attraversato il limes, hai concesso alla cultura dello ius soli quello che vuole: la Cittadinanza non è più un fatto oggettivo, ma casuale, mutevole nel tempo a seconda del comportamento. E come con i cosiddetti ‘matrimoni gay’ che aprono le porte alle adozioni e alla poligamia: perché aperte le porte, entra tutto. La realtà è fatta soprattutto di idee, se perdi nel mondo delle idee, perdi nella realtà. Se cedi il principio, cedi tutto.

Salvini: “Sono italiani anche gli immigrati regolari”

Per questo l’uscita, crediamo mal interpretata, di Salvini sugli “immigrati regolari italiani” è una resa alla “cultura” di sinistra: perché dà l’idea che essere italiano (o tedesco, giapponese, nigerino) dipenda dal comportamento e non dall’eredità. La Cittadinanza non è un fatto di elezione, ma di sangue. Si eredita e non dipende né dalla tua volontà, né dalla volontà di altri: come non si scelgono i propri genitori.

Le genti che abitano l’Italia sono le stesse da migliaia di anni. L’Italia come Nazione precede l’Italia come Stato di due millenni. Il PD vuole disperdere quest’eredità nel mare magnum dell’immigrazione. Salvini deve decidere se vuole guidare la resistenza, o se preferisce essere uno dei tanti politici che vuole assistere al declino e alla caduta della nostra civiltà: perché le civiltà non sopravvivono ai popoli, cadono con loro.

Nel Piave non scorre acqua, Salvini, scorre sangue. Italiano.


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