Fanno stragi di bambini, e il PD vuole lo Ius Soli entro il 15 giugno

La nostra Nazione è allo sfascio. Sembrano le ultime giornate di Sodoma. Abbiamo – avere è una parola un po’ grossa in questo caso – un governo che avrebbe il dovere di difendere i sacri confini e che, invece, crea un ponte di navi dall’Africa alla Sicilia. Tutto per mero guadagno monetario e fanatismo ideologico. Un lavoro costante di demolizione dell’identità e della sicurezza dei cittadini attraverso l’importazione forzata di africani e islamici.

Abbiamo un governo, abusivo e non eletto, che come ultima coltellata al cuore della Patria vuole, entro giugno, approvare una legge devastante come lo Ius Soli. In questo modo, loro, rispondono alle stragi islamiche commesse da cittadini per ius soli dei paesi dove avvengono: criminali.

E chi vuole approvare una legge fondamentale, che va a stravolgere quello che di più prezioso c’è – l’omogeneità etnica di un popolo – è un governo abusivo: sia perché guidato da un premier non eletto, sia perché nato grazie ad un premio di maggioranza incostituzionale, sia perché al Senato si regge dopo la compravendita di alcuni senatori di un partito di mafiosi.

Senza alcun mandato politico, Renzi e i suoi galoppini di Guardia Costiera e Marina Militare (dovrebbero vergognarsi, in questi anni sono stati i volenterosi scafisti dei governi PD, non hanno mosso un dito per i Marò, e pur di non rischiare lo stipendio raccattano migliaia di giovani maschi africani ogni giorno) vanno lungo le coste libiche per raccattare clandestini: E contro ogni legge razionale, li traghettano in Italia. A queste operazioni partecipano tutte le marine Ue. Ma i porti di sbarco sono sempre italiani.

Al governo c’è un partito che conta circa il 30 per cento dei consensi, questo secondo i sondaggi pilotati, oltretutto. In nessuna democrazia compiuta, un tale partito potrebbe governare. Figuriamoci legiferare su leggi che non hanno il consenso dei cittadini.

Al Quirinale c’è un presidente della Repubblica nominato da un Parlamento, giudicato incostituzionale dalla stessa Corte della quale faceva parte l’attuale PdR Mattarella. Quella Corte che, mentre lo giudicava tale, ne ha permesso la sopravvivenza: e, caso strano, uno di loro è finito al Colle.

Non è un semplice voto di scambio: è un colpo di Stato.

Dal PdR fino all’ultimo dei parlamentari, la classe politica al potere è tutta illegittima. E’ tutta illegale. Ogni decisione di questo governo, avallata da questo Parlamento, è illegale e non va rispettata.

Il prossimo provvedimento in cantiere di questo governo di abusivi è lo Ius Soli.

Un governo così non si combatte. Un governo così si abbatte. Con ogni mezzo.

Abbiamo ogni diritto di ribellarci nei confronti di un ordinamento ingiusto. Perché se è vero che ogni persona soggetta a un ordinamento giuridico, il cittadino, è soggetta all’obbligo politico, cioè al dovere fondamentale di obbedire alle leggi. Questo obbligo è annullato dal diritto di resistenza.

La filosofia individua tre condizioni sine qua non, perché la disobbedienza alle leggi sia lecita:

-ingiuste (non corrispondente a principi di giustizia)
-illegittime (emanata da chi non abbia il potere)
-invalide (contraria alla Costituzione vigente)

Le leggi emanate dal Parlamento attuale rispondono a tutti e tre i requisiti. Resistere alle leggi di Renzi è un diritto. Anzi, è un dovere di ogni Patriota. Se dovessero, contro ogni logica, e contro ogni diritto, approvare lo Ius Soli, sarebbe una dichiarazione di guerra, ne dovranno subire le conseguenze. Dure. Senza quartiere. Ogni politico abusivo che approvasse tale legge, sarebbe obiettivo (ovviamente in modo ‘pacifico’) lecito della resistenza.

Approvare oggi, con le stragi che avvengono perché i paesi che hanno lo Ius Soli da decenni non possono espellere gli estremisti islamici – divenuti cittadini -, e al tempo stesso non possono controllarli tutti, perché sono milioni, è folle. E’ folle e criminale. E alla follia e al crimine si risponde con la resistenza. Senza esclusione di colpi.

La speranza dell’Italia riposa nella forza di pochi. La speranza delle Civiltà è sempre stata riposta nei pochi che hanno combattuto per il bene dei molti. E’ il tempo. Il tempo di riprenderci ciò che è nostro per diritto di nascite. Siamo l’ultima linea di difesa.

Perché vorrei fosse chiara a tutti una cosa: noi siamo gli “ultimi”. Le ultime generazioni che possono ancora lottare contro l’invasione e cambiare un destino di schiavitù e degrado che chiunque abbia occhi per vedere, riconosce all’orizzonte.

Tra due decenni, forse anche prima in alcuni paesi europei come la Gran Bretagna, la guerra sarà finita. E quello che avremo fatto, o non avremo fatto, sarà decisivo per l’esito finale.
Perché siamo in guerra. Un guerra non dichiarata, de facto, un’invasione silenziosa che quotidianamente, vede migliaia di extraeuropei entrare nel nostro continente sotto il falso camuffamento del povero mendicante a cui viene offerta solidarietà pelosa e accoglienza. Ed è questa visione nichilista dell’esistenza, propagandata in modo mellifluo e ipocrita dai media di regime, che impedisce ai popoli d’Europa di guardare la realtà per quella che è, e di reagire. Opporsi alla guerra con la guerra.
Non è necessario avere fucili e indossare mimetiche, per invadere un paese, lo si può fare, e lo si fa oggi, dietro lo schermo del pietismo e dell’ostentata debolezza di fronte ai quali, “cadono” le difese dei meno intelligenti tra noi, che vedono lo schermo, e non ciò che esso nasconde.
E’ la prima volta nella Storia, che una civiltà in grado di respingere un’invasione in termini di “potenza” e capacità, non lo fa, perché sotto il ricatto “della colpa”. Non lo fa, perché sotto il pesante fardello di una debolezza, che non è “tecnica”, ma “morale” ha deciso di “arrendersi”. E’ come se, l’Occidente, non si ritenesse più, degno di “esistere”, e sentisse il profondo e patologico desiderio dell’autoannientamento.

Noi, dobbiamo essere la “cura” a questa malattia autoimmune che sta distruggendo la nostra civiltà dall’interno, e che indebolendo le nostre difese, favorisce l’invasione.
Molti, sono convinti che stiamo vivendo l’epoca in cui un’intera civiltà, la nostra, tramonta. Noi diciamo invece, che è questa stessa convinzione, a causare il tramonto.
Siamo in guerra, e in guerra servono soldati. La nostra, deve essere una guerriglia culturale che deflagri nel clima opprimente dell’egalitarismo moderno.
Deve essere chiaro a tutti, che dopo di noi, non ci sarà più alcuna altra linea di difesa. Dopo di noi, il nemico dilagherà e non avrà più ostacoli tra lui e le nostre case. E non importerà, che siano nemici armati o poveri straccioni, perché l’unica cosa che conterà, sarà che avremo perso la nostra terra. E l’avremo persa per sempre.

In nome dei bambini, dobbiamo fermarli. Con ogni mezzo.


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