Condannato a morte Dylann Roof: fece una strage di Neri nel tempio di BLM

E’ stato condannato a morte Dylann Roof, il giovane bianco autore del massacro nella chiesa della comunità afroamericana metodista a Charleston, in South Carolina, dove aprì il fuoco il 17 giugno 2015 uccidendo 9 neri. Lo ha deciso la giustizia federale.dyro

La chiesa – e non lo leggerete altrove – è uno dei centri da cui è nato il movimento para-terrorista nero Black Lives Matter, che nei mesi successivi ha visto morire per mano di loro simpatizzanti diversi poliziotti bianchi. Quindi, pur sbagliando, non ha colpito un convento di suore di clausura.

DyRo aveva rifiutato di presentare una difesa basata sull’infermità mentale, l’unica che poteva evitargli il carcere: è convinto di avere agito nel nome di una causa. E per quella vuole morire. In questo, la sua decisione somiglia molto a quella di Timothy McVeigh, che fece saltare in aria un edificio federale ad Oklahoma City, per vendicare la strage di Waco: anche lui scelse di morire.

Dylann Roof ha anche rifiutato di presentare testimoni: “ho fatto quello che dovevo fare”, ha detto. “Non voglio mentirvi con un falso pentimento”.

Seeming to abdicate one of his last chances to save his own life, the convicted killer Dylann S. Roof stood on Wednesday before the jurors who will decide his fate and offered no apology, no explanation and no remorse for massacring nine black churchgoers during a Bible study session in June 2015.

Instead, in a strikingly brief opening statement in the sentencing phase of his federal death penalty trial, Mr. Roof repeatedly assured the jury that he was not mentally ill — undercutting one of the few mitigating factors that could work in his favor — and left it at that.

Three minutes after walking to the lectern, Mr. Roof returned to the defense table, exhaling deeply.

Any prospects for mercy by the jury had perhaps already been drained by the prosecution’s disclosure, in its opening statement, of a white supremacist manifesto written by Mr. Roof in the Charleston County jail sometime in the six weeks after his arrest.

“I would like to make it crystal clear I do not regret what I did,” he wrote in his distinctive scrawl. “I am not sorry. I have not shed a tear for the innocent people I killed.”

Mr. Roof, who was then 21, continued: “I do feel sorry for the innocent white children forced to live in this sick country and I do feel sorry for the innocent white people that are killed daily at the hands of the lower race. I have shed a tear of self-pity for myself. I feel pity that I had to do what I did in the first place. I feel pity that I had to give up my life because of a situation that should never have existed.

“The point is that I’m not going to lie to you, not by myself or through somebody else,” Mr. Roof told the jury. As his paternal grandparents watched from the second row on the left side of the courtroom, several women on the right side, which is reserved for victims’ family members, left their seats, one of them muttering curses.

DyRo è l’altra espressione della rivolta populista che ha portato alla vittoria di Donald Trump: la popolazione bianca si sente sotto assedio. Alcuni reagiscono votando Trump, altri sparano. Forse, se Trump fosse arrivato prima, Dylann Roof non avrebbe sentito la ‘urgenza’ di agire facendo una strage. Perché deve essere chiaro: l’uomo bianco non scomparirà pacificamente, non si lascerà sostituire senza combattere. E alcuni, in questa lotta, prenderanno decisioni sbagliate, come fece in Italia Casseri, e come ha fatto DyRo in America.


1 comment

  1. David marzo 19, 2017 1:00 am  Rispondi

    Parole sante,sempre in prima linea pronti a morire per la causa e per punire i traditori. STORMFRONT SIMPATIZZANTE

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