E’ tempo di scaricare Renzi nel cesso della storia

No. Non passerà alla Storia, quella con la S maiuscola, il bullo di Rignano, dobbiamo farlo passare dal cesso della Storia, prima che il danno al nostro Paese, fatto da lui e dalle ballerine e peripatetiche politiche di cui è circondato, sia troppo esteso.

E’ un premier abusivo. Non è stato eletto. La maggioranza che lo sostiene è frutto di una legge incostituzionale, non è reale: non esiste nel paese. Il PD non ha mai vinto un’elezione. L’ultima, nel 2013, l’ha pareggiata. Non solo: al Senato, la maggioranza è frutto di senatori venduti, i verdiniani e l’accozzaglia dei figli di Alfano.

Solo questo basterebbe per rendere moralmente giusta ogni tipo di resistenza alle leggi approvate da questo parlamento. Solo questo. basterebbe a rendere giusta ogni azione per rimuovere l’abusivo da Palazzo Chigi.

Abusivo, che è a Palazzo Chigi con un solo obiettivo per il quale la Sinarchia lo ha elevato al rango di proprio pupazzo: indebolire e disarticolare il tessuto sociale italiano. Uno dei più resistenti all’entropia dilagante in tutta Europa.

In questo programma criminale, è l’approvazione delle famigerate ‘unioni civili’.

Per prima cosa è bene essere chiari su un punto: non è un caso che apertura verso l’omosessualismo e accettazione dell’immigrazione coincidano. I due ambiti sfruttano la stessa patologia sociale: il “disinteresse”.
E il disinteresse che oggi viene chiamato “tolleranza” è l’origine dei nostri mali. L’uomo moderno non è, “più buono” dei suoni avi: è più menefreghista. Non è l’empatia a causare il disastro sotto i nostri occhi, ma l’assenza di empatia. Si tollerano i campi nomadi perché il nostro interesse civico si è rattrappito alle mura di casa nostra; si accettano i matrimoni gay, per lo stesso motivo: non è affare nostro. Il concetto fatalmente moderno di “tolleranza”, è ciò di cui stiamo morendo, ed è riassunto nella formula del “vivi e lascia vivere”.
Una formula che sembra giusta, ma che nasconde la sensazione che non vi sia nulla per cui valga la pena vivere.
Chi crede in qualcosa non può essere tollerante, la tolleranza è dell’individualista, non di colui che ama il “prossimo suo” ma di colui che non è interessato a quello che fa il “prossimo suo”.

I custodi dell’ideologia moderna spacciano per “amore” verso l’altro, quello che risulta essere invece, puro e semplice disinteresse. Si vende per “amore dell’altrui libertà”, quello che invece è un “autismo dei sentimenti”, un ripiegamento verso noi stessi: oggi, non si tollera che qualcuno si droghi perché “rispettiamo” la sua libertà di farlo, ma perché ce ne freghiamo della sua esistenza. Tolleriamo il crollo dei valori, non perché lo condividiamo, ma perché non abbiamo interesse a quello che accade fuori casa nostra.

Il dis-ordine morale è figlio del disinteresse e del ripiegamento individualista della società. L’altro non è più un nostro simile, ma un mero oggetto per la soddisfazione dei nostri desideri. Lo è nel caso della sessuomania vuota e asettica dei media, lo è nel caso delle adozioni gay dove il bambino è solo un pupazzetto in provetta in balia dei capricci del Vendola di turno.

E siccome è solo “oggetto”, non siamo interessati a ciò che avviene nella società: perché non riconosciamo più nell’altro un nostro simile, i suoi comportamenti non ci riguardano.
Sì, ci piace pensare che sia frutto del nostro rispetto per le altrui opinioni e desideri, è in realtà l’amaro calice del nostro menefreghismo.

Per cui, se credi e ami, non voltarti dall’altra parte; ma lotta per proteggere la società dall’assalto di una minoranza fanatica che conta sul “vivi e lascia vivere” della maggioranza silenziosa.

Se credi e ami: è tempo di scaricare Renzi e il suo manipolo di abusivi nel cesso della Storia. Con ogni mezzo.


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