In ricordo di un eroe antico: Fabrizio Quattrocchi

quattrocchi

L’Italia è nota per il modo con il quale dimentica i propri eroi. C’è quasi un pudore nel riconoscere l’eroismo, probabilmente derivato dalla continua propaganda anti-nazionale degli ultimi settant’anni, che ha assimilato fino a confonderli patriottismo e fascismo.

E così, un eroe vero, uno che se fosse stato americano avrebbe generato decine di films, è relegato negli anfratti della memoria. Volutamente relegato da una minoranza di fanatici che considera l’eroismo come un male e l’autolesionismo etnico un valore, combattere è peccato e accogliere cosa buona. E per pudore dalla maggioranza silenziosa.

Se altri popoli avessero avuto uno di loro al patibolo in una terra straniera, con i macellai islamici che lo circondano dire, con la morte davanti agli occhi, ‘vi faccio vedere come muore un italiano’. Avrebbero eretto monumenti, ne parlerebbero nelle scuole.

Noi no. Forse anche perché siamo un popolo antico. Un popolo che, in fondo, ha visto molti, troppi eroi. E non conosce l’ostentazione della retorica. E questo è un tratto nazionale, essere chi siamo senza doverlo ostentare.

Ma accade anche perché un manipolo di animi pervertiti è al potere. Perché una classe dirigente di preti senza fede controlla lo Stato, i media, la cultura. Per loro, uno come Quattrocchi, perfino il ricordo di uno come Quattrocchi, è pericoloso. Parla di onore. Parla di Patria. Parla di qualcosa di antico che deve essere dimenticato. Dimenticato e sepolto. Come facevano i popoli conquistatori con gli dei dei conquistati.

Se insegnassero nelle scuole la ‘fine di Quattrocchi’ al posto di come ‘cambiare sesso’, se in tv ne esaltassero l’infinito coraggio, qualcuno potrebbe ricorda che cosa significa essere italiani. Qualcuno potrebbe essere pronto a sacrificarsi e a morire, per quello in cui crede: e questo, non può essere consentito.

Gli ‘eroi’, oggi, devono essere miliardari in mutande, meglio se diversamente bianchi. Devono essere personaggi televisivi equivoci. Individui che in una terra straniera, sul patibolo, con la morte davanti agli occhi, morirebbero la morte del coniglio.

Quattrocchi è un eroe antico. Sembra uscito dalle storia dell’antica Roma. Non è moderno, non è l’uomo nuovo che questa società vuole formare. Quattrocchi è la resistenza di una società che ancora esiste e non vuole morire. E che se proprio deve morire, lo ‘farà vedere, come muore un italiano’.


12 Comments

  1. Mos maiorum aprile 14, 2014 6:34 pm  Rispondi

    Grazie per il ricordo,belle parole che sottoscrivo.

    Ok forse la guerra in iraq è stata una delle tante porcate fatte degli americani,ma Fabrizio non indossava la loro divisa.
    Era un mercenario ? Si tecnicamente lo era,non si dovrebbe giocare sulle parole contractors= mercenario. Ma il suo ultimo gesto non ha nulla a che fare con la guerra al terrorismo nè con gli americani.

    Purtroppo non sono di genova ma abito dall’altra parte dello stivale e non mi capita nemeno di passare di lì,quindi non ho l’opportunità fisica di andare ad omaggiarne le spoglie.Però ogni tanto in passato ne ho ricordato la figura.Pochino ma meglio di niente.

    E’ importante il culto dei morti,in questo caso dei caduti,perchè se nemmeno si vuole riconoscere l’omaggio alla memoria storica che cosa si è sacriicato a fare Fabrizio?
    “mi immolo per un ideale nobile come la patria ma nessuno mi caga nemmeno di striscio.Chi me lo fa fare allora ?
    Ecco perchè si vuole IMPEDIRE di ricordare,si vuole togliere ogni slancio a possibili emuli.
    La situazione si aggrava perchè abbiamo smarrito il culto dei morti. Non abbiamo mai tempo per ricordare chi non c’è più.
    Che brutta società.

    Ma considerato che i beni materiali,di ogni genere,non ci seguono nell’oltretomba (quelli vanno agli eredi… o agli avvoltoi) resta solo il ricordo che gli altri hanno di te,delle tue gesta da vivo,e Fabrizio Quattrocchi con il suo gesto ha accumulato un grande patrimonio,diverso perchè fatto di stima e sincera ammirazione da parte di tanti identitari.

  2. arden aprile 14, 2014 6:56 pm  Rispondi

    L’identità di un popolo si fonda anche sul coraggio di pochi. La vigliaccheria, lo sciacallaggio di tanti, cioè, di quelli che oltraggiano fabrizio Quattrocchi e osannano come ‘partigiani’ i suoi assassini, è la vera novità dei nostri tempi: ma su di essa nulla può essere fondato.

    Quattrocchi era in Iraq per soldi? Certo, era lì senza divisa, ma per soldi, esattamente come i soldati di tutte le nazioni che si trovavano lì e come i loro nemici, armati e finanziati, loro e le loro famiglie, da sceicchi in petrodollari. Eppure, i morti di Nassiryah sono stati – e giustamente – celebrati come eroi o morti esemplari; per non parlare della Sgrena e delle due volontarie’ ovvero contractors del pacifismo a senso unico (anzichè insegnare alle donne arabe a togliersi il velo, almeno, per rispetto della cultura occidentale quando le donne arabe emigrano da queste parti, queste eroine ci tenevano a indossarlo nelle grandi occasioni) pagate più dei nostri soldati che rischiavano la vita, mentre le due giovincelle erano in ‘missione di pace’ per portare a termine la tesi di laurea, cambiare i pannolini ai bambini del posto e indossare la keyah in omaggio ai propri sequestratori, in spregio della gente pagata per metterle in salvo.

    Ecco, direi che la parabola sull’Italia di oggi è tutta in questo confronto fra eroismi in cui la retorica è in gran copia dalla parte di coloro che rinnegano l’Italia e l’Occidente prima ancora che la guerra o i soldi.

  3. triplebolt aprile 14, 2014 7:43 pm  Rispondi

    quattrocchi è lo specchio distorto della tua onanistica minorità mentale

  4. arden aprile 15, 2014 6:25 am  Rispondi

    Insultare senza nemmeno dare conto dei propri insulti, è una prova del tutto diretta di una minorità assoluta.

  5. Luciano aprile 15, 2014 4:37 pm  Rispondi

    Mi fa piacere che si sia ricordato Fabrizio Quattrocchi, caduto nell’oblio per questa società ormai priva dei valori fondanti le civiltà millenarie.
    Eppure, proprio oggi, il suo grido prima della morte rappresenta e rappresenterà in futuro un esempio di dignità e orgoglio millenario, così alto e lontano dai belati dei detrattori.
    Altri due nostri patrioti sono in india, fintamente difesi da uno stato di cartapesta che sicuramente non merita tali figure.

  6. Ugo aprile 15, 2014 10:11 pm  Rispondi

    Ciò che mi lascia davvero attonito, incredulo, e perdonatemi, anche un po’ incazzato è che in Italia è stata dedicata un’aula del senato (volutamente minuscolo) ad un pidocchioso vagabondo delinquente dal nome di carlo giuliani (idem come sopra)…. per poi vedere dimenticato quest’Uomo. Perfetto l’articolo, sintetizza tutto il mio pensiero. Se Fabrizio fosse stato americano a quest’ora sarebbe un eroe nazionale da studiare sui libri di scuola. Un abbraccio Fabrizio, ovunque tu sia.

  7. Ugo aprile 17, 2014 9:31 pm  Rispondi

    OK Bob…. attendo la querela da parte di carlo giuliani….

  8. Giovanni aprile 15, 2015 12:33 pm  Rispondi

    Condivido con Ugo, carlo Giuliano aveva intenzione di uccidere un giovane al servizio di noi tutti ,(vergogna Italiano) gli dedica un aula al SENATO,A Fabrizio che ha dimostrato al mondo, senza paura,di affrontare la morte dando onore a tutti gli italiani.Fabrizio ci sono e ci saranno i veri Italiani,che non dimenticheranno il tuo ultimo grido.Tutt’ora oggi mi viene le mozione.Grazie a chi lo ha onorato

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *