Congolese: “Immigrati commettono reati, ma lo fanno per colpa vostra”

E’ confusa la globetrotter congolese – si potrà dire, che è confusa, o è reato contro l’umanità? -, la ricordiamo, il giorno dopo la strage di Milano, asserire che tra immigrazione e criminalità non c’è alcuna connessione. Chiunque legga le statistiche sa, che questa è una enorme sciocchezza. Ed evidentemente deve aver capito – la ministro – che questa sua posizione era indifendibile. Così, per ‘scusare’ questa propensione al crimine dei suoi simili, se ne uscita con un’espressione che definire infelice è poco. Ha detto:

Gli immigrati delinquono perché trattati come animali.

Forse lei, si sbaglia con il suo paese, il Congo, dove i Pigmei vengono fatti a pezzi e mangiati. Perché sono ‘esseri inferiori’. In Italia agli immigrati vanno case popolari, pensioni sociali senza aver mai lavorato, contributi dagli enti locali, asili gratuiti e, qualcuno, viene fatto anche ministro. Ergo, la loro propensione al crimine non è legata a fattori diversi. In parte la loro natura, in parte la loro provenienza. In parte lo sradicamento: l’immigrazione genera criminalità per il solo fatto di generare individui che, perdendo i loro punti di riferimento – sia sociali che morali – regrediscono allo stato selvaggio. Ovvio che poi, dipende anche dalla natura dell’individuo, il grado di criminalità che questo genera quando sradicato. Ma, ceteris paribus, un individuo che ‘migra’ e vive al di fuori dei propri riferimenti culturali, commette molti più crimini dello stesso individuo nel proprio ambiente.

E’ evidente che questo non ha alcuna importanza, dal punto di vista pratico. E’ solo un divertissement culturale per onanisti della sociologia. Alla ragazza che viene stuprata, non interessa se il maghrebino lo fa, perché ‘fuori dai propri riferimenti culturali’ o perché ‘trattato male’. E il dovere primario di una società ospitante, è quello di difendere se stessa, non di comprendere i malesseri sociali dell’immigrato. Il perché gli immigrati stuprino 12 volte più degli italiani, non è importante: lo fanno. Certo, se regalassimo loro donne in ‘sacrificio’, non lo farebbero, forse è questo che la Kyenge considera come ‘giusto trattamento del migrante’.


14 Comments

  1. vaisacc giugno 21, 2013 6:46 pm  Rispondi

    “Forse lei, si sbaglia con il suo paese, il Congo, dove i Pigmei vengono fatti a pezzi e mangiati”

    Ecco: una cavolata del genere basta per screditare un articolo che sarebbe accettabile. Ridicolo.

  2. Carluccio giugno 21, 2013 7:45 pm  Rispondi

    Vaisacc e’ l’ennesima dimostrazione dell’ignoranza che c’e’ in giro: sta gente la manderei a vivere in Congo o posti simili, per fargli finalmente capire che le diversita’ esistono eccome! Poi magari uno si trova anche bene ma almeno che provino anziche’ fare i soloni

    Saluti

  3. Carluccio giugno 21, 2013 7:47 pm  Rispondi

    Consiglio a sto sempliciotto di Vaisacc di andarsi almeno. A leggere un libro sul terribile genocidio in Rwanda , qss e’ storia di 20 anni fa…..

  4. tony giugno 21, 2013 8:59 pm  Rispondi

    ragazzi consigliamo al sign VAISACC DI ANDARE NEGLI USA poi vediamo in un gran paese come quello se si permettono i migranti di fare le cose che fanno in ITALIA! ma possibile che solo in Italia tutte ste polemiche a favore del migrante che delinque devono avere sempre una scusante che vengono trattati male o non rispettati e varie stupidaggini che si sentono in giro!

  5. Stefano giugno 22, 2013 12:47 am  Rispondi

    Ma lo vogliamo dire o no che, se in Congo fosse stato nominato un ministro belga alla Colonizzazione (speculare all’Integrazione da noi), sarebbero scoppiate sommosse, saccheggi, sparatorie, massacri, assalti alle ambasciate, caccia al bianco finché non fosse stata data notizia della fuga del ministro dal paese? Ovvia, diciamolo, perché questa è la REALTA’ vista mille volte in TV. Pensate solo a Sonia Maino, nella cento volte più civile India (in Congo i nostri marò avrebbero fatto una ben più misera fine), costretta a rinunciare ad ogni velleità di premiership per le sue origini “straniere”…

  6. Adelmanno giugno 22, 2013 10:14 am  Rispondi

    Io non capisco… la ministra, sebbene non votata da persona alcuna, ci prende PALESEMENTE per il culo e la maggioranza degli italiani che cosa fa? Ringrazia!

    Ma io mi chiedo: come diamine si fa a partorire un pensiero come “gli immigrati commettono reati, ma lo fanno per colpa vostra”… è come dire “io mi drogo, faccio sesso non protetto contraendo l’hiv, ma è colpa vostra, della società, che mi spinge a fare stronzate perché le persone perbene non mi regalano ciò che io voglio senza fare un cazzo”.
    Sembrano i ragionamenti dei bambini di 3 anni (e, forse, l’età intellettuale di certi loschi figuri nascosti in parlamento è tale): “Ti ho fatto la bua pecché du non mi dai tue caramelle, gnè gnè gnè!”.

    Questo è un ricatto psicologico! IO NON CI STO!

  7. LIBICUS giugno 22, 2013 12:06 pm  Rispondi

    Signora ministra, come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato ma si indovina sempre. Lei, con le stupidaggini che dice sia in campo economico, sociale , politico, religioso ( ES ‘Cristianesimo africano’ = poligamia di suo padre ) mi sembra sia il ‘capro espiatori’ del governo INCIUCIO o bastardo o meglio METICCIO come piace dire a Lei . Questo mette Lei, signora, come parafulmine, utilizzando anche la normale reazione che viene fatta sembrare dai media asserviti al potere come RAZZISMO, alle deleterie, fallimentari per non dire di peggio iniziative di questo infausto governo in campo ECONOMICO , sociale politico specie riguardo ai rapporti internazionali. Il NEMICO, ce lo insegna Orwell in ‘1984’ bisogna trovarlo e bisogna fare “l’ora di odio’ su cui scaricare la rabbia del popolo per restrizioni economiche, fame, impoverimento , disoccupazione giovanile, mancanza di sicurezza personale e tutto il resto. Se poi scatta anche la lotta tra ‘poveri’ cioè disoccupati italiani contro gli IMMIGRATI specie CLANDESTINI, o reazioni contro i criminali importati dai Governi precedenti e che Lei vuole proteggere, ANCORA MEGLIO! Lei è il NEMICO su cui far convergere tutte le rabbie che si dovrebbero scaricare su LETTA, ALFANO ,su NAPOLITANO, su chi STA DIETRO LORO e ci impone questa politica economica criminale . Lei è PERFETTA come NEMICO:è NEGRA ( nella accezione italiana del ‘nero’), è EX CLANDESTINA, e stata SCELTA come ministra assieme alla tedesca e NON è stata ELETTA . fa parte della SINISTRA e fino a prima di farLa ministro NON LA CONOSCEVA NESSUNO in campo nazionale. Signora ministra molto strana, dello Stato Italiano, quando questo Governo crollerà sotto le idiozie economiche e politiche che sta facendo, Lei avrà sicuramente un OTTIMO POSTO statale o parastatale come altre PERSONE che hanno fatto da sgabello a Governi precedenti. Si ricordi però che tutti i nodi vengono al pettine e che forse quel giorno per Lei sarà più comoda avere la cittadinanza CONGOLESE che quella italiana per poter ritornare al SUO Paese a fare il medico a favore dei Suoi concittadini e non a fare il finto politico qui da noi!

  8. Luciano giugno 22, 2013 12:19 pm  Rispondi

    caro adelmanno, la donna africana è stata a sua volta addomesticata della sub-cultura sinistroide la quale teorizza sempre che chi delinque, lo fa per colpa della società! e questo lo dicono oramai da 50 anni… anche se dentro ciò c’è una minimissima ragione, il punto è che questa è pura teoria! e mentre loro teorizzano dentro i salotti con caviale, la donna di turno viene sequestrata, violentata e qualche volta ammazzata; dopodichè la poveretta viene ammazzata di nuovo (moralmente) da questi teorici secondo cui Ella rappresentava il catalizzatore della società cattiva!!!
    sono fatti così, lo facevano ai tempi delle brigate rosse e lo fanno oggi con gli immigrati.
    Gli assassini vanno sempre giustificati, MA SOLO SE SONO DALLA LORO PARTE!
    Se invece non la pensi come loro, beh allora basta solo che parli e devi essere condannato (vedi casi ultimi).

  9. Velio giugno 22, 2013 6:32 pm  Rispondi

    L’articolo é palesemente razzista e discriminante l’uscita della Congolese e molto triste. È da dire che gli immigrati che arrivano in Italia dopo aver dato TUTTI i loro averi a scafisti senza scrupoli si trovano in un paese che non era quello che sognavano di trovare e non avendo soldi per tornare a casa sono costretti a fare tutto ció che trovano e le scelte sono poche o illegalitá o schiavismo tutto questo genera uno stress che genera pazzia la colpa sta nel fatto che non si fanno applicare le leggi non si mandano via gli immigrati irregolari o quelli che si macchiano di gravi reati non si controllano le azziende che hanno immigrati clandestini che non sono registrati perció per lo stato sono fantasmi e vengono ridotti in schiavitú in parole povere tutto questo é creato da uno stato assente che non applica le le leggi

    • Antonella giugno 25, 2013 9:17 pm  Rispondi

      nessuno li ha obbligati a dare tutti i loro averi per venire qui. Ci vengono spontaneamente e usando il loro libero arbitrio, perciò tutto quello che gli accade poi, non è colpa nostra. E gli scafisti di cui tu parli non sono altro che loro connazionali che si spartiscono il lauto bottino ai danni della nostra patria. Bè, ci siamo stancati di questa minestra e di questi discorsi.

    • Manuel giugno 28, 2013 8:23 pm  Rispondi

      Non sono sicuro che – perlomeno una buona parte di loro – arrivi qui senza avere alcuna idea della realtà che troveranno. Molti di loro sbarcano con il cellulare e hanno sicuramente già conoscenti in loco o comunque avranno udito qualche passaparola. Per fare un es. nigeriani/senegalesi e magrebini sono presenti in Italia da parecchio tempo; tenendo conto di come molti internet point siano gestiti da loro e comunque vi gravitino attorno, possibile che della situazione italiana a casa loro non si sappia ancora niente? Non è più plausibile che ormai siano generalmente informati in merito, solo che valutando i pro e i contro decidano di venirci lostesso (anche perchè comunque sono disposti onde possibile a spostarsi in altri paesi europei)? Certo, non nego che la più rosea immaginazione tenda ad averla vinta fino a che non si sbarca, mettendo in secondo piano gli aspetti meno piacevoli.

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