A proposito di Venner, le flatulenze del Corrierino

Anche il Corrierino, ha scritto il suo articoletto sulla vicenda del suicidio dell’intellettuale Venner. Non avrebbe dovuto, come non avrebbero dovuto anche tutti gli altri giornaletti di regime; pennivendoli che non valgono un un’unghia di uno come Venner, dovrebbero avere almeno la decenza di tacere. Ma non ce l’hanno.

E così il Corrierino, anche in quest’occasione, si presenta con il solito articoletto ( scritto dal solito perbenista da salotto) per trattare anche questa notizia attraverso un uso altamente surrettizio delle parole.
Ecco ad esempio, un passo dell’articolo[1]:

Il gesto clamoroso di Venner davanti all’altare della cattedrale parigina arriva dopo una vita passata a difendere la sua visione reazionaria della Francia e dell’Occidente, ugualmente minacciati – nella sua visione – dall’immigrazione islamica.

Adesso, chi si preoccupa di questioni evidenti, come il sovvertimento etnico che l’immigrazione ha già causato nel nord Europa, oppure sostiene, in un paese che tra i tanti esempi, ha già conosciuto i disastri delle Banlieue e i fatti di Tolosa, che gli immigrati islamici siano una minaccia, è un “reazionario”.
Una volta reazionario era colui che si opponeva alle rivoluzioni popolari, era colui che circoscriveva i diritti a componenti privilegiate della società; adesso invece, per il pennivendolo del Corrierino, reazionario è chi si interessa al fatto che il proprio popolo e la propria terra, vengano stuprate dall’immigrazione.

E scommettiamo che per questo luminare, il politicante neo-liberista che difende un sistema che fa divenire i ricchi sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri, che propone l’abolizione di svariati diritti del lavoro, perché “anacronistici” ( rispetto ad un mondo che sta crollando in un capitalismo senza regole), scommettiamo che tale politicante sia un “libertario, rivoluzionario”.

Ma il culmine della demenza, il vero motivo per cui abbiamo dato spazio a questa flatulenza (pseudo) giornalistica, lo troviamo al termine dell’articolo. Leggete:

UN TEATRALE SUICIDIO – Il teatrale suicidio di Venner rappresenta il culmine di un processo di radicalizzazione contro le nozze gay, nel momento in cui l’iter democratico si è concluso in modo chiaro: Hollande aveva inserito la proposta di una legge a favore del matrimonio omosessuale nel suo programma elettorale; sulla base di quel programma elettorale è stato eletto

Cosa ci tocca leggere; ricapitoliamo dunque cosa è la democrazia, anzi cos’è l’”iter democratico”, secondo il Corrierino:
già i media e i film, fondamentali nella formazione delle “opinioni” nelle società odierne, lontani dal dare la possibilità a chiunque di esprimere la propria idea, sono veri e propri organi d’educazione, a senso unico su diversi temi, compreso quello “omosessualista”;
nonostante questo, la gente manifesta in massa contro la legge in discussione( manifestazioni oceaniche di oltre 1 milione di persone);
nonostante tali manifestazioni, la politica non punta ad alcun referendum, ma anzi, si assicura che le manifestazioni vengano represse, arrivando anche a imprioginare giovani ragazzi, in celle sovraffollate e sporche [2]; a quel punto, i politicanti del Parlamento votano a favore della proposta, con il successivo appoggio di qualche parruccone ( del tutto avulso dal popolo), dei cosiddetti organi “garanti”.

Nonostante tutto ciò, il popolo per tal Montefiori del Corrierino, avrebbe comunque scelto, perché ha scelto “Hollande”…
E’ ovvio allora, che secondo tale visione, il popolo potrebbe scegliere qualsiasi cosa; ad es., se deve scegliere tra due liste, che tra i vari punti, propongono, la prima, l’abolizione delle pensioni, e la seconda, una diminuzione del 50% dello stipendio, se votassero la prima, secondo Montefiori, significa che avrebbero votato volontariamente l’abolizione delle pensioni….

La verità è che casi come quello dell’imposizione di matrimoni e adozioni gay in francia, sono la prova del 9 di come il nostro, lungi dall’essere un regime democratico, sia solo un regime di potere che assicuri alle varie élite di poterci imporre qualsiasi punto sia di loro gradimento ( e cioè, di loro interesse ), dando però una parvenza di democrazia, che impedisca anche al popolo di ribellarsi a un Potere, che crede “legittimato”.

P.S. Viene da chiedersi se valga la pena di dare finanziamenti pubblici a tali giornaletti, per permettere loro di chiudere in attivo, anche se producono un enorme surplus e arrivano a dover bruciare quasi più quotidiani di quanti ne vendano. Allora, a proposito di democrazia, chiederei una cosa ai pennivendoli del Corrierino:” Che ne dite di un bel referendum sul finanziamento pubblico ai giornali?”
Note:
[1]http://www.corriere.it/esteri/13_maggio_21/parigi-dominique-venner-suicida-ritratto-montefiori_d8be2c5e-c232-11e2-a4cd-35489c3421dc.shtml
[2]http://voxnews.info/2013/04/23/vergogna-in-francia-carceri-sporche-durina-e-vomito-per-chi-manifesta-a-favore-della-famiglia/

1 comment

  1. Werner maggio 22, 2013 9:45 pm  Rispondi

    Come era prevedibile, Il Corriere della Sera, maggiore quotidiano nazionale controllato da tutti i gruppi di potere economico-finanziario esistenti nel nostro paese e perfettamente aderenti al Sistema di matrice giudaico-massonica, poteva solo sparare a zero nei confronti di Venner.

    Noi che scriviamo qui e che crediamo nei concetti di patria, identità e solidarietà nazionale, possiamo elogiare un grande intellettuale come Dominique Venner, che a dispetto dei suoi quasi 80 anni, ha dimostrato di avere fegato ed ha voluto sacrificare la vita per la sua Francia, la sua patria, un paese che da oltre 40 anni è stato letteralmente stuprato dall’invasione afro-islamica.

    Meglio reazionari come Venner che progressisti, liberisti e multietnicisti come l’autore dell’articolo, e di fatti per questo l’Occidente va a puttane!

    Con la morte di Venner se ne è andato l’unico libero pensatore di Francia assieme ad Alain de Benoist, rispetto al quale però era molto più conservatore.

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