Le “etichette”

Qualche giorno fa, analizzando le notizie che trattavano di come ( in perfetta sincronia) agenzie internazionali e italiane annunciavano l’intenzione di non utilizzare più termini come “clandestino”, abbiamo parlato di temi come la manipolazione del linguaggio.
Abbiamo detto di come l’impoverimento del lessico sia una caratteristica tipica di un controllo totalitario della società; volendo infatti annullare l’esistenza di determinati “pensieri”, nulla è più sicuro dell’eliminazione stessa delle parole che possono dar loro “forma”. In fondo, se non so spiegare un concetto a parole, è come se quel concetto neanche esistesse.

Ma la manipolazione del linguaggio, e la semplificazione dello stesso, non avviene soltanto eliminando parole “scomode”; avviene anche concentrando più significati negativi in una data parola.
E’ la strategia che possiamo definire, dell’”etichetta”.

La domanda che vi dovete porre, è sostanzialmente questa:” Perché mi devo affaticare oltremisura in argomenti logici contro un mio oppositore, se con l’utilizzo di un semplice vocabolo, io posso in un attimo decretare la mia vittoria, e la sua infamia?”

Ciò che allora c’è da fare è: in una prima fase, creare un termine che identifichi determinate idee che si vuole far condannare ad una società, legandole a comportamenti generalmente disapprovati ( come la violenza ), e in una seconda fase, collegare tale termine creato anche a significati differenti da quello iniziale: la speranza è proprio che, detto in modo grezzo, il sozzume di cui il vocabolo utilizzato è ormai pregno (per via del suo primigeneo significato ), “macchi” e “sporchi”, anche il nuovo significato.
Parlando con un linguaggio derivato dalla psicologia, possiamo dire che si tratta di un vero e proprio meccanismo di “transfert”: si trasferisce il disprezzo da un primo significato, ad un altro, usando come collegamento un determinato vocabolo.

Volendo fare un esempio di questo “ transfert semantico”, possiamo ricorrere a questo passo di un articolo di pochi giorni fa del Corriere della Sera [1]:

[…]Eppure stavolta non sembra soltanto una boutade utile a dargli visibilità e a far qualche titolone sui giornale, ma una vera e propria tesi negazionista nei confronti dei matrimoni gay[…]

Ecco come il corrierino argomenta a proposito di una battuta di un attore americano, contraria ai matrimoni omosessuali. Lasciando perdere la discussione in sé, è certamente più interessante concentrarsi sull’espressione del pennivendolo:” tesi negazionista dei matrimoni gay”.
Come è noto, “negazionista” è un termine a connotazione negativa, utilizzato per indicare coloro che negano l’olocausto.
Si vede dunque molto bene, in questo caso, come si utilizzi il termine “negazionista”, per cercare di “trasferire” il disprezzo che la società prova verso chi nega l’olocausto, anche verso chi è contrario ai matrimoni gay.

Esempio “archetipico” della strategia dell’etichetta

L’esempio più tipico di questa strategia è dato dal termine: “razzismo”.

Quest’ultimo nasce inizialmente dalla mente di Trotski, con un fine ben preciso: avere un termine a connotazione negativa, con il quale definire le teorie sulle gerarchie razziali. La necessità di definire negativamente tali gerarchie, nasce dal momento che esse sono avverse la modello di società che i bolscevichi vogliono impostare; e dunque anche avverse al mantenimento del loro potere.
Per essere sicuri che il razzismo sia condannato, la propaganda bolscevica si concentra sul dare ad esso una connotazione di reazione: insomma:” compagni, se siete razzisti, non siete contro la nobiltà zarista”.
Il termine razzismo ( e con esso, il suo primigeneo significato) con il passare dei decenni, viene a subire una riprovazione totale nelle società occidentali; principalmente questo avviene in quanto, sotto la direzione delle classi produttive e liberali dell’Occidente (che hanno necessità di condannare in toto certi sistemi di potere), esso viene associato con la violenza di cui sono considerati colpevoli i paesi dell’Asse.

A questo punto della storia, il termine razzismo designa già una pluralità di significati interdipendenti: chi è razzista non fa semplicemente gerarchie razziali, ma è anche un violento, oltre che un potenziale sterminatore.
Si è creato dunque un termine che racchiude un’enorme riprovazione sociale: una vera e propria “stigmate sociale”.
Ora, alle classi dominanti, non resta che imporre questa stigmate a proprio piacimento.

Nulla di meglio, dei primi sviluppi delle correnti migratorie. Il termine “razzismo” diviene ottimo per tentare d’infangare il più possibile, le opinioni contrarie al “Pensiero” egualitarista imposto dall’alto; il “Pensiero” per cui bisogna accettare i flussi, e divenire una cosiddetta “società multirazziale”. E se non sei d’accordo, sei un “razzista”, con tutto ciò che ne consegue.
E visto che tutti i “totalitarismi” ad un certo punto del loro percorso si induriscono, in quanto i potenti temono di perdere il controllo della società, in paesi come Italia appare anche una legge ( da noi, Legge Mancino ) che punisce reati finti e fumosi come l’”incitazione all’odio razziale” ( che può inglobare, a discrezione del magistrato, un po’ di tutto), chiudendo la bocca, anche legalmente, a chi vuole tutela delle identità, e lotta contro l’immigrazione.

Spiegato questo esempio, c’è da dire che questa strategia di manipolazione del linguaggio, è molto usata dai media ( la voce di chi comanda nel nostro sistema di potere), in quanto, dovendo nella “liberal democrazia” mantenere sempre una parvenza di libertà d’espressione, non si può limitare la diffusione di una determinata opinione, se prima non si abitua la società all’idea che essa sia intrinsecamente negativa; e che dunque, per essa non valgano le normali garanzie costituzionali.
Fioccano dunque, tante “etichette” che significano un po’ di tutto, a seconda del caso; tra le quali possiamo ricordare: “omofobia”, “islamofobia”, “xenofobia”, ecc.

Il procedimento è sempre lo stesso : prima queste parole( e con esse, i vari significati che via via assumono), subiscono riprovazione e condanna sociale; poi, arriva anche la condanna legale.
Difatti, in vari paesi europei, esprimersi su temi come l’immigrazione, l’islam, la famiglia, l’omosessualità, diviene sempre più difficile, essendo presenti, oltre a “leggi mancino” , anche leggi contro l’”omofobia”, o l’”islamofobia”.

E’ un sistema assolutamente subdolo, perché ti toglie la libertà, senza che te ne accorgi; e il guaio è che se non te ne accorgi, non ti ribelli.

1 http://www.corriere.it/esteri/13_aprile_05/irons-matrimoni-gay-tassa-successione_2f1ae36e-9dce-11e2-9da0-834a30d18cb2.shtml

24 Comments

  1. Argo aprile 7, 2013 8:41 pm  Rispondi

    Fra l’altro Trotsky era ebreo, la cosa non stupisce.

  2. Marte Ultore aprile 8, 2013 3:41 am  Rispondi

    tralasciando il penoso ed irrilevante intervento di Argo, faccio notare come ci sia anche l’altra faccia della medaglia. Vale per tutte le cose umane: un determinato processo porta sempre in se i processi del suo contrario e se i germi della distruzione sono trattenuti o assorbiti mentre il processo è ancora forte, essi finiscono fatalmente per travolgerlo e brutalmente quando esso inizia a perdere energia.
    Vale anche per le parole. Questo effetto di transfert, se abusato, conduce, in tempi lunghi certo, allo svuotamento del significato che si è imposto. Abbiamo esempi notevolissimi e lo slittamento semantico è caratteristica di tutte le lingue, tanto per fare un esempio il latino edere non è arrivato sino a noi, ma è stato preferito il termine, molto più forte nel suo significato latino: manducare, piuttosto che il verbo saltare, ma ci sono esempi anche moderni, basti pensare a quelli che una volta erano i bidelli e ora si parla di “personale non docente”, ecc. C’è sempre una corsa al rialzo o comunque al rafforzamento dei significati, salvo poi abusare di questi significati e nuova necessità di trovare nuovi termini.

    • Argo aprile 8, 2013 10:57 am  Rispondi

      Cosa c’è di penoso e irrilevante nel mio commento? Meno male che abbiamo qui, a pochi centimetri e scaricabile, il piano Kalergi.

  3. LIBICUS aprile 8, 2013 9:13 am  Rispondi

    Complimenti ADMIN per l’articolo! Mira al centro veramente del problema . Con una parola si può STIGMATIZZARE un comportamento, ma contemporaneamente dare un significato recondito migliorativo o peggiorativo del comportamento stesso a seconda degli intenti che si hanno nei riguardi di questo. RAZZISTA ad esempio, è il termine più usato per bollare idee diverse da quelle che chi ci vuol comandare ci impone tramite i media specie la TV di Stato. Infatti è diventato il termine più adatto e abusato a da parte degli IMMIGRATI per proteggersi da qualsiasi intervento che vada contro i loro comportamenti che contrastino con qualsiasi regole comune della nostra società che non aggrada loro. E’ usato se si vuole offendere e estromettere dalla discussione una persona che porta esempi riguardo ad abusi della Autorità contro i cittadini a favore degli stranieri. Il malcapitato si sente messo alla gogna e viene sottilmente indotto ad avere sensi di colpa per qualcosa che lui reputava giusto e sacrosanto esprimere .Razzismo è il termine con cui si può spaziare per impedire l’espressione di opinioni diverse dalla politica alla religione al comportamento sociale , direi in tutti i campi dello scibile umano escluse forse le scienze esatte.. In pratica sei razzista sia se dici all’immigrato che non accetti i suoi comportamenti incivili per la nostra società ( es urinare sul muro della tua casa) sia se esprimi concetti validi di confronto tra culture occidentali e altre diverse sia nell’arte che nella tecnologia che nella scienza che nel diritto (es. dire che noi abbiamo ereditato dai nostri Padri cattedrali che sono gioielli d’arte e che in Africa le costruzioni migliori ‘patrimonio dell’umanità’ sono solo castelli e moschee create con sabbia come a Timbuctù)..Giusta la conclusione dell’articolo :”E’ un sistema assolutamente subdolo, perché ti toglie la libertà, senza che te ne accorgi; e il guaio è che se non te ne accorgi, non ti ribelli.” Grazie nuovamente ADMIN!

  4. Werner aprile 8, 2013 4:17 pm  Rispondi

    Mi dispiace per Marte Ultore, ma Argo ha fatto bene ad evidenziare cos’era Trozsky, un lurido ebreo sionista, egualitaria, internazionalista e co-fondatore dell’ideologia totalitaria – il comunismo – più sanguinosa della storia dell’umanità.

    Forse molti di voi non se ne sono resi ancora conto, ma nel pianeta Terra è in vigore una dittatura internazionale di matrice giudaico-massonica, che ha come sede Gerusalemme, e che agisce per mezzo degli USA, ed è la stessa che impone l’immigrazione ai paesi dell’Unione Europea, e che fa un incessante lavaggio del cervello alle masse per convincerle ad accettare il fenomeno, perché altrimenti chi si oppone è “razzista”. C’è troppa ignoranza in giro, e i sionisti con l’ignoranza trovano terreno fertile.

    E comunque, se uno ci fa caso, “razzista” può significare come tutti gli “-ismi”, colui che “sostiene” cioè colui che sostiene la propria razza, non chi odia una razza diversa dalla sua: se uno è milanista è perché è tifoso del Milan, ma non necessariamente è tale perché odia l’Inter, in quel caso si parla giustamente di “anti-interista”: perché lo stesso ragionamento non lo si applica sul razzismo ? (che non mi stancherò mai di ribadire che è solo un’invenzione mediatica per far sentire in colpa chi è contro l’immigrazionista, concetto ripreso anche dall’admin nell’articolo)

  5. Marte Ultore aprile 8, 2013 5:41 pm  Rispondi

    va be’, con questi discorsi non faremo mai paura al circolo, che esiste, ma è ben lungi dall’essere “pluto-giudaico-massonico”, continuate pure a berciare e farvi marchiare con le solite “etichette”, io non ho nulla a priori contro Israele o gli Stati Uniti, anzi, ritengo che solo con una stretta alleanza con essi si possa arrivare se non a distruggere almeno a COLPIRE i nostri nemici storici asiatici e africani, di varie razze e religioni che da sempre minacciano l’Occidente di cui noi facciamo parte. Ma va be’, il problema sono gli ebrei e i protocolli dei savi di sion sono la bibbia degli identitari…..

  6. Antonella aprile 8, 2013 6:25 pm  Rispondi

    scusa, Marte Ultore, ma se abbiamo sempre detto che è proprio il sionismo giudaico-massonico che vuole l’immigrazione incontrollata per ridurci un popolo senza identità e facile da manovrare, come speri che si uniscano alla nostra lotta? E poi obiettivamente, dove gli ebrei hanno piantato le loro bandiere, hanno fatto danno

    • Marte Ultore aprile 9, 2013 2:20 am  Rispondi

      chi lo ha detto antonella??? certo non io, e nemmeno l’admin mi pare. Quindi o usi il plurale maiestatis, oppure quanto detto da te, Werner, poi non so, argo che mi pare nuovo, dovrebbe valere per tutto il forum? ne dubito, o almeno non credo, e sicuramente non vale per me.

      • Werner aprile 9, 2013 12:28 pm  Rispondi

        Marte Ultore, qui nessuno ha osato mancare di rispetto alle tue osservazioni, e soprattutto nessuno ha osato importi un’opinione.

        Nessuno è obbligato a credere o non credere ad una verità piuttosto che un’altra, ma prima di esprimersi bisogna sempre guardarsi attorno.

        • Marte Ultore aprile 9, 2013 1:34 pm  Rispondi

          ci mancherebbe, nessuno ha parlato di imporre nulla, tanto meno da parte mia né che l’abbia subito. Ma se mi guardo intorno non vedo neppure come pare intendersi dal discorso di sopra che tutti si sia antisemiti e non cominciamo con le solite chiacchiere dell’antisionismo che non è antisemitismo, non offendere la mia intelligenza che frasi come: <> si qualificano da sole.

          • Marte Ultore aprile 9, 2013 1:34 pm  Rispondi

            frasi come: E poi obiettivamente, dove gli ebrei hanno piantato le loro bandiere, hanno fatto danno

            i caporali hanno cancellato il testo

  7. Marte Ultore aprile 9, 2013 2:25 am  Rispondi

    quanto all’obiettivamente, è un tuo parere, potrei farti molti esempi di ebrei che si sono sentiti solo italiani e solo da un punto privato-religioso continuavano con le loro pratiche ebraiche. Certo non sono i Fiano o i Pacifici di oggi, ma in parte capisco gli ebrei di oggi che dopo aver dato tanto alla patria italiana nel risorgimento e nella grande guerra e anche agli inizi del fascismo furono amaramente ricompensati. Ma a parte tutto questo, io non ho MAI creduto che sia la religione a dare la patente di italianità. Io sono agnostico razionalista, al più deista, e solo per conformismo sociale, una cosa che peraltro riprovo ma di cui a volte non si può fare a meno sono “ascritto” alla chiesa cattolica, e come disse Giovanni Paolo II, male non fa, al massimo non farà bene. Preferisco avere un rapporto diretto con Dio, che mi ascolti o meno non so dire, ma di sicuro non mi ascolterà meglio, se non vuole o non può farlo se uso come intermediario un prete di santa “romana” (in realtà universale) chiesa. E invece a fronte di ben dubbi vantaggi spirituali che questa offre, conosco fin troppo bene i danni materiali che essa ha causato, all’Italia in primis, la mia Patria, che è la cosa più importante che un uomo possa avere, su questa terra finché vive. Ora antonella, capirai bene che su queste basi il “obiettivamente” a me suscita alcun entusiasmo e nessun convincimento.

    • Werner aprile 9, 2013 2:10 pm  Rispondi

      Anch’io metto prima la Patria e poi la mia religione di appartenenza, il cattolicesimo, ma non posso negare che quest’ultimo è un elemento fondativo della civiltà a cui appartengo. Di fatti io sono contro gli universalismi, anche quelli tanto propagandati dal Vaticano, altrimenti non sarei un identitario.

      Il fatto che gli ebrei, come ad esempio Manìn, abbiano contribuito al Risorgimento è riportato dalla storiografia ufficiale, ma non puoi negare che l’ebraismo, l’islamismo e le altre confessioni religiose, con l’Italia non c’entrano nulla, ma il Cristianesimo svolge invece un ruolo importante nella sua storia da sempre: si pensi alla conversione di Costantino in epoca romana e alle lotte guelfi e ghibellini nel medioevo.

      • Marte Ultore aprile 9, 2013 3:17 pm  Rispondi

        appunto, il cristianesimo come “istituzione”, e non come religio personale è sempre stata un danno, dal tempo di costantino, per passare ai longobardi, a berengario, ad arduino d’ivrea, ai guelfi e ghibellini con le loro guerre laceranti, a manfredi di svevia, ad agnadello e via via fino a porta pia. Poi c’è una bella differenza tra islamismo, religione “aliena”, radicata in Italia a parte durante le invasioni arabe in sicilia e negli ultimi anni, ed espansiva, rispetto all’ebraismo presente in Italia dai tempi di giulio cesare, se non già prima (quindi antecedente alla nascita stessa del cristianesimo in oriente) e sicuramente una religione ben poco “espansiva”. Di fatto una religione nazionale con nessuna vocazione universalistica al contrario delle altre religioni del libro.

    • Antonella aprile 9, 2013 9:02 pm  Rispondi

      Toglierò la parola “obiettivamente” che tanto ti infastidisce ma ribadisco che dove sono state piantate le bandiere di Israele ci sono state solo guerre. Puoi smentirmi? Non credo. La Palestina ti dice niente? Tutto il medio oriente si trova in quella situazione esplosiva “grazie” a quello staterello e 60 anni di conflitto israelo-palestinese. Quando ci si appropria giorno dopo giorno della terra degli altri con ogni strattagemma prima o poi si paga dazio. Quando si tolgono le terre piu fertili, l’ acqua e la dignità a un popolo non si può pretendere nè la pace, nè il rispetto. Gli ebrei sono proprietari della maggioranza dei media sia nazionali che internazionali influenzando l’opinione pubblica su molte questioni. Gli Usa sono comandati una lobby ebraica potentissima e come vedi fondano guerre ovunque. E in quanto a noi non ci saranno certo di aiuto sulla causa identitaria. Ecco perchè non mi aspetto nulla da loro, anzi..
      Inoltre in questo blog mi pare che se ne sia parlato qui e in post piu vecchi
      http://identità.com/blog/2013/03/23/caro-pacifici-noi-non-possiamo-fare-lalyah/

      • Marte Ultore aprile 10, 2013 1:20 am  Rispondi

        no non ti smentisco, ma sai con chi ha a che fare israele? no? ti informo io, con gente che dove mette il suo lercio e puzzolente piede un muslim quella diventa terra “araba” e non può essere ceduta a nessun costo. Per gli arabi la Spagna, la Sicilia, i Balcani, e ovviamente i territori turchi che MAI hanno avuto a che fare con l’islam se non dopo la conquista sono terre “sante” e attendono solo che noi ci indeboliamo per riprendersele e di lì ripartire alla conquista. Ma continua pure a prendertela con gli ebrei… loro sono alla fin fine innocui, avranno i soldi ma sono pochi, gli arabi invece meglio tenerseli buoni, nella peggiore tradizione craxiana.

        • Antonella aprile 10, 2013 6:50 pm  Rispondi

          ti sbagli Marte Ultore, io detesto dal profondo del cuore gli arabi musulmani, in particolar modo marocchini e gli ipocriti corrotti sauditi. Tenermeli buoni? Se potessi li caccerei dal mio Paese a pedate e gli farei pagare cara la loro arroganza. Spero e mi auguro che non ci indeboliremo così tanto da permettere loro di avanzare ancora nella conquista-Tu lo sai benissimo però che non dipende da noi, ma da chi ci governa, e da chi, per qualche ragione trae profitto dai sedicenti “profughi”. Ciò non toglie che mi debbano piacere i metodi di Israele.

          • midalps maggio 15, 2013 10:31 pm  Rispondi

            L’attuale politica israeliana è certamente censurabile. Sulla lobby massonico-giudaica tralascio perchè vorrei restare serio. L’assetto geo-politico del Medio Oriente è una delle tante belle eredità lasciateci dall’Impero Inglese. Ti consiglierei di farti un corsettino di Storia, dai primi insediamenti in Palestina, ai kibbuz, all’odio degli arabi che vendevano le terre incolte e le vedevano fiorire in orti. Perchè quelli dei kibbuz le LAVORAVANO invece di farci pascolare le capre. Forse troverai anche qualche statistica sulle ragazze ebree rapite e stuprate e mutilate e poi uccise, provaci. Fatti ‘sti cent’anni di storia e poi ripassa.

        • Stefano aprile 10, 2013 7:22 pm  Rispondi

          Certamente! Quando scoppiò la crisi con la Danimarca per le vignette, i giornali arabi ricordarono che soprattutto dalla Danimarca erano originati quei maledetti Normanni che li avevano estromessi dalla Sicilia e, con la conquista di Malta e delle coste africane, da buona parte del Mediterraneo, dando momentaneo respiro all’Europa vessata dalle continue e secolari incursioni saracene. Così come, per loro, noi non siamo italiani, austriaci, ungheresi o portoghesi ma sempre e solo “i Franchi”, i crociati che li hanno invasi nell’XI secolo, poi in fondo l’altro ieri…

          • Marte Ultore aprile 10, 2013 8:41 pm  Rispondi

            a me invece piacciono i metodi di Israele, magari avessimo le palle per adottarne solo la metà dei loro. Ma sono solo sogni, almeno per ora.
            Comunque Stefano, so che per gli arabi gli europei erano “Franchi” e per i bizantini “Latini”, ma quest’ultimo termine, abbastanza abusato, ancora oggi visto che si chiamano latini gli afrosudamericani così “calienti” (niente di più lontano dal vero spirito latino antico) è l’unico che possa riconoscerci in qualche modo. Noi dobbiamo riprendere il nostro orgoglio di antichi Italici e Romani, non abbiamo bisogno di nient’altro. Possiamo innestare in questa tradizione longobardi e goti, ma la radice è quella Romana. Riguardo gli altri popoli europei riassumessero la loro identità, io ne sarei felice, ma non posso parlare per loro. Francesi come Galli e Franchi, Danesi Norvegesi gli antichi vichinghi, gli Svedesi i Goti, i tedeschi, be’ ancora nel nome ricordano certamente la congerie i popoli germanici e via dicendo. Questo orgoglio può preservare la nostra stirpe, le nostre nazioni e la nostra forza.

  8. Alda aprile 18, 2013 12:35 pm  Rispondi

    Siete tutti razzisti e ignoranti, fate pena e fate anche schifo, sareste da denunciare.

    • Marte Ultore aprile 18, 2013 12:37 pm  Rispondi

      per il fatto di essere razzisti, ignoranti o per farti schifo?

    • Mr X aprile 18, 2013 12:52 pm  Rispondi

      Sparati in bocca, CRETINA!

    • Werner aprile 18, 2013 2:01 pm  Rispondi

      Quelli come Lei mi fanno ridere…..poveraccia ha il cervello completamente lavato dai mass media, che parlano sempre a favore degli immigrati.

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