Ora ci dicono anche chi votare…

La notizia arriva dalla Sicilia, dove gli elettori saranno costretti a scegliere, per forza, “un uomo e una donna”:

Il Modello Sicilia è durato appena sei mesi. Osannato da Beppe Grillo e dai parlamentari del Movimento 5 Stelle, spesso citato dai vertici del Pd e dallo stesso governatore Rosario Crocetta, adesso si è sgonfiato in aula.
All’Assemblea regionale siciliana si è aperta la prima crepa. Quell’appoggio esterno garantito dal M5S non c’è più. A sostituirlo è arrivato uno strano asse tra Pd e pezzi di Pdl.

Il tutto è avvenuto, dopo una lunga maratona d’aula, ieri in tarda serata. Pomo della discordia il ddl sulla doppia preferenza di genere. Dalle prossime elezioni amministrative ( che si terranno a giugno), i siciliani potranno esprimere un voto per un uomo e un voto per una donna. A dire sì alla legge sono stati 52 deputati, mentre 18, tra i quali i 15 esponenti del Movimento 5 Stelle, hanno detto no.

Secondo i grillini vi sono perplessità legate alla possibilità che questa riforma faciliti il condizionamento del voto e per questo motivo i deputati siciliani avevano proposto di superare l’ostacolo con l’istituzione del “seggio unico” per ogni Comune. Niente da fare però. Quello approvato ieri da Palazzo dei Normanni è solo l’articolo sulla doppia preferenza di genere; a questo seguirà una riforma della legge elettorale più approfondita, che comporterà tra le altre cose, una discussione sulle soglie di sbarramento. Il rischio di una seconda crepa è dietro l’angolo.

Non ci interessa mettere in evidenza l’inconsistenza del governo di minoranza del povero Crocetta, ma il fatto che ancora una volta i politici, per interessi o per assuefazione al dogma del politicamente corretto, sequestrino il diritto di ogni cittadino a scegliersi il rappresentante che preferisce.

Ovviamente il termine in neo-lingua “potranno” si legge “dovranno”.

La convergenza Pd-Pdl è demenziale, e non potrebbe essere altrimenti, vista la caratura intellettuale delle due classi dirigenti: la “doppia preferenza di genere”. Roba da torneo di briscola o da distopia orwelliana.
In sostanza, il cittadino elettore non avrebbe il diritto a scegliere chi vuole, ma dovrebbe, nel caso volesse esprimere due preferenze, alternare uomo e donna. Tu vuoi votare due donne che ritieni più vicine al tuo pensiero? Non puoi. Vuoi votare due uomini? Non puoi. Devi “alternare”.

E’ una evidente violazione del diritto di voto. Anche incostituzionale, visto che impedisce al cittadino elettore una libera scelta eliminando tutto un numero di opzioni – candidati – che questi non può scegliere.
E perché una “doppia preferenza di genere”, e non una “doppia preferenza di età”? Oppure, un giorno, “di partito”? Ma allora siate onesti, nominate direttamente voi gli “eletti”, ed evitate ai cittadini la “fatica” di scegliere.

E’ un’imposizione, l’ennesima, del dogma – ridicolo oltretutto – di un femminismo decrepito e fantozziano. Con i risultati che vediamo: mogli, amanti, figlie e nipoti dei politici cooptate nelle assemblee elettive. Chiunque abbia un minimo di cervello – basta un’indagine demoscopica – sa che le donne sono meno interessate all’attività politica, quindi è ovvio che vi siano meno donne nelle assemblee elettive, se invece si “impone” per legge e in modo anti-democratico un ampliamento, si rende un brutto servizio a loro e al paese, perché nell’ampliare artificialmente il loro numero, si abbassa la qualità delle elette: Minetti, Carfagna, Boldrini e le varie figlie, nipoti, mogli e amanti. Molto meglio una Fallaci, di cento Boldrini.

A questa assuefazione al politicamente corretto, non sfugge nessuno. I due governatori di Lazio e Lombardia hanno entrambi cooptato delle giunte con una parità di uomini e donne: demenziale. Deve contare il merito e la capacità: se ci per caso ci fossero donne più capaci per certi ruoli, allora anche una giunta tutta al femminile, ed è vero anche il contrario, ma 50/50 è solo un pietoso inchino ad un’ideologia morta e sepolta che ha effetti solo perché ad applicarla sono politici loro stessi, morti e sepolti.

E non è un caso che una tal legge, illegittima, incostituzionale e sciocca venga da una giunta presieduta da un omosessuale.


4 Comments

  1. Werner aprile 5, 2013 6:36 pm  Rispondi

    Che gran cazzata, é ridicola questa cosa, non ha nulla di sensato, é incostituzionale., è un modo per far salire più mignotte in parlamento, quelle di cui parlava Battiato e per la cui frase é stato rimosso dalla giunta da Crocetta.

    Come ha scritto l’admin nell’articolo, per essere eletti deve contare il merito e la capacità, no il fatto che il candidato abbia l’uccello o la farfallina!

  2. LIBICUS aprile 5, 2013 7:55 pm  Rispondi

    Werner hai espresso dei concetti forse con parole un po’ troppo poco forbite . Se mi permetti credendo di interpretare il tuo pensiero direi: MA VALE PIU’ IL SESSO DELLA COMPETENZA E DELLA ONESTA’? E’ NECESSARIO CHE SI VALUTI SOLO IN BASE A DATI STATISTICI LA PRESENZA DEI NOSTRI COSIDDETTI RAPPRESENTANTI ALLE CARICHE ISTITUZIONALI? Poi, considerato il fatto che oltre a uomini e donne esistono anche il terzo ed il quarto sesso ( gay maschi e lesbiche) dovremmo creare le quote anche per loro. Di questo passo bisognerebbe creare le quote anche per immigrati (INVASORI) ma secondo non solo la nazionalità di provenienza ma anche in base alla religione! Allora , se mi permettete, parafrasando i francesimi di Werner: MA ‘STI C…I!!!

    • Werner aprile 6, 2013 11:12 am  Rispondi

      🙂 hi hi hi, ma vedi quando si supera il ridicolo in un un momento difficile come questo, l’incazzatura è d’obbligo ed uso quel linguaggio.

  3. Stefano aprile 6, 2013 1:09 pm  Rispondi

    Attenzione perché non è questa “cassata siciliana” il grave dell’iniziativa… E’ nell’espressione “PREFERENZA DI GENERE”. GENERE, non SESSO. Ormai lo squallore della cosiddetta “Ideologia Gender”, lo strumento col quale sodomiti e pedofili scardineranno definitivamente la famiglia, sta dilagando. Anche ieri sera ho sentito la solita trombona dell’ennessima associazione parassitaria parlare di “statistiche per genere”, non di “statistiche per sesso”. Già, perché il SESSO, inteso come MASCHIO o FEMMINA e stop, deve essere sostituito dal più malleabile GENERE: STRAIGHT, GAY, BISEX, TRANSSEX, CROSSDRESSER etc…etc… Così, presto potremo finalmente contemporaneamente votare un eterosessuale, un gay ed un trans, oltre naturalmente ad un migrante. Leggetevi il “pensiero” di Mario Mieli, l’ideologo del gaysmo italiano, apprezzato e lodato anche all’estero: lì c’è tutto ciò che si sta pian piano dipanando ed attuando silenziosamente, verso il riconoscimento del bambino come onnivoro “polisessuale” e quindi non da “educastrare”, facendolo diventare UOMO o DONNA, bensì da educare alla assoluta promiscuità sessuale fin dall’asilo, in forza del suo “diritto ad una sessualità con altri bambini E CON GLI ADULTI”. Essere pedofilo probabilmente varrà un sacco di punti nel proprio curriculum di insegnante…

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