Inaffidabili

Spiace per Grillo, ma questo è il termine che più si addice a quelli che grazie a lui sono finiti in Parlamento.
Ed era inevitabile. I parlamentari sono troppi, inevitabile che una gran parte di loro siano individui mediocri pronti al salto della quaglia.

Prendiamo un tale che si chiama Currò ma che potrebbe benissimo chiamarsi Mastella. In un’intervista a La Stampa, inconsapevole di essere stato eletto in quanto “estensione politica” di Grillo e non per meriti personali filosofeggia: “Io non sono uno schiaccia bottoni per conto terzi. Se entri nel Palazzo grazie a otto milioni di voti, devi prenderti le tue responsabilità. Col Pd la sensibilità è comune su molti temi. Penso agli immigrati, all’ambiente, ai diritti civili. Bisognava discuterne”.
Qualcuno potrebbe spiegare al neo-deputato che nessuno degli otto milioni lo conosceva, e che hanno votato – bene o male – Grillo, e non lui. Che se voleva “dialogare” con il Pd, forse doveva candidarsi con Bersani e non con chi lo definiva “morto che cammina” e “gargamella”.

E’ lapalissiano che una fetta importante dei parlamentari grillini è feccia. Infiltrati che hanno sfruttato la rabbia contro il sistema per farsi eleggere e poi dialogare col sistema stesso. Poveri miracolati da Grillo che ora si sentono tanti piccoli statisti investiti di un’autorevolezza che non hanno.

E’ il difetto principale della democrazia rappresentativa: i rappresentanti, una volta eletti, fanno quello che vogliono. Spesso – quasi sempre – in contrasto con la volontà di chi li ha eletti.
I parlamentari, checché ne dica il mediocre Currò, dovrebbero essere degli “schiacciabottoni” per conto terzi. Per conto del Popolo.

Quel popolo che, nel suo caso, lo ha eletto per abbattere la casta marciscente, non per darle soccorso. Per abbattere i privilegi, e non per occuparsi di “immigrati e diritti civili”.

Per evitare il fenomeno dei “mastella”, l’ideale sarebbe la nascita della democrazia diretta: in questo modo il problema del rappresentate infedele verrebbe risolto alla radice. In attesa di questo, sarebbe già ottimo ridurre il numero dei parlamenti a circa 100 unità, delle mille attuali. Questo renderebbe possibile una migliore cernita e un miglior controllo.

Chi ha votato Grillo e ora si ritrova Currò, ringrazi che a Bersani mancavano molti, troppi senatori, altrimenti qualche “currò” lo avrebbe irretito.

6 Comments

  1. Marte Ultore aprile 4, 2013 5:25 pm  Rispondi

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    Mai frase fu più corretta, e sia incisa nella pietra. Da ben prima della campagna elettorale ho rilevato, tra i lazzi e le perplessità dei grillini che questi poveracci privi di ogni esperienza sarebbero ben presto divenuti delle mine vaganti attratti dalle sirene dei loro antichi partiti che, come ampiamente dimostrato, sono dell’estrema sinistra.

  2. Werner aprile 4, 2013 7:44 pm  Rispondi

    Io personalmente non mi stupisco di nulla, sappiamo tutti che oltre il 70% dell’elettorato e della base militante del M5S è di sinistra, quindi è prevedibile che una parte di loro, si venderà al PD assicurandogli la tanto agognata maggioranza parlamentare, la stessa che serve ai democratici per poter eleggere Prodi a presidente della repubblica.

    • admin
      admin aprile 4, 2013 10:09 pm  Rispondi

      L’elettorato è differenziato, gli eletti sono un’altra cosa.

  3. Stefano aprile 4, 2013 8:46 pm  Rispondi

    Scusate, ma perché e di cosa vi stupite? Facciamo un semplice ragionamento… Come sono stati individuati, tra le decine di migliaia di partecipanti al blog di Beppe Grillo, unica “sede” del movimento che nel mondo reale non esiste, i candidati alle Elezioni Politiche 2013? Tramite le Parlamentarie, come sapete, una votazione elettronica on-line… Bene. Ciò significa che, per emergere tra decine di migliaia di voci e di nomi, ci si deve pur essere distinti in maniera encomiabile ed inequivocabile, tanto da raccogliere numerosissimi voti. Ora, come ci si distingue in un blog? Con i contenuti? Sì, in un blog normale ed umano, dove si postano venti commenti al giorno. Non certo in mezzo a decine di migliaia di post quotidiani. Quindi, per emergere tra decine di migliaia di post, si devono postare centinaia di commenti ogni giorno, ad ogni ora del giorno. Conclusione: si deve stare per dieci e più ore davanti al PC, connessi al blog di Beppe Grillo. Per mesi e mesi. Vi verranno ora dei dubbi? Mi sembra ovvio che chi sta per dieci ore al dì a postare commenti a raffica su di un blog non sia un gran lavoratore. Men che meno un bravo studente (ma ci sono le lauree cinesi, non preoccupatevi). In conclusione: con questo sistema si seleziona il peggio del peggio della cosiddetta “società civile”. I più fancazzisti, i più sballati, i più fanatici, i più ossessivi, i più alienati, i più asociali. Perché le persone di valore lavorano o studiano NELLA VITA REALE, là dove c’è il sole, il vento, la pioggia, il rumore e le voci della vita, e non hanno tempo di stare dieci ore al dì incollati davanti ad un monitor per farsi conoscere ed eleggere da altri come loro. Quindi, perché stupirsi? Corollario a quanto sopra. Visto che i comunisti sono maestri in ogni forma di infiltrazione, sabotaggio, quintacolonnismo, manipolazione e controllo occulto, è pure OVVIO che le Parlamentarie siano state più che facilmente taroccate con migliaia di voti fasulli per permettere l’elezione di infiltrati comunisti. Ancora in sonno (non si bruceranno se non per un risultato certo) ma pronti a guidare la “rivolta contro il despota Beppe” per spostare voti al Senato verso il governo comunista, ove si intraveda la possibilità di metterlo in piedi…

    • admin
      admin aprile 4, 2013 10:10 pm  Rispondi

      Giusta riflessione e analisi.

  4. Ulisse aprile 4, 2013 8:57 pm  Rispondi

    Molti grllini non sono di una sinistra nazionale, ovvero di idee socialiste e nazionali. Molti sono solo dei sinistrati, termine che si addice molto a tutte quelle persone che si ritengono di sinistra , ma che in realtà non esprimono niente di sociale e di aiuto alle classi più povere del Paese. E si sapeva che molti sinistrati si sarebbero candidati con il M5s per entrare in Parlamento, a guadagnarci e pronti a sostenere il Pd, visto che hanno le medesime idee. Gli italiani sono stati ingenui a votare per il M5s, pensavano di aver votato un partito anti-casta ed invece hanno votato un partito salva-casta.

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