Caro Pacifici: noi non possiamo fare l’Alyah

La dichiarazione rilasciata ieri ad un quotidiano israeliano da parte di Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica romana, ha fatto giustamente scalpore per la pacchiana stupidaggine di aver paragonato Grillo a Hitler. Ma nell’intervista c’è qualcosa di molto più interessante e dirompente, una contraddizione che giornalisti seri avrebbero notato e messo in evidenza. E infatti non è stato notato né messo in evidenza.

Il leader degli ebrei di Roma parla al quotidiano israeliano Haaretz ed esprime tutta la sua preoccupazione per i cambiamenti in atto nel nostro Paese.
Pacifici non usa mezzi termini. Data la situazione attuale gli ebrei che risiedono nel Belpaese dovrebbero “cominciare a prepararsi lentamente a fare i bagagli per andare in Israele”.
(…)
Accanto a questi aspetti c’è una crescente presenza di immigrati, i cui “sentimenti non sono positivi nei confronti degli ebrei e dei cristiani“.
(…)
Quindi, l’amara constazione: “Per noi l’Alyah (il ritorno in patria, ndr) è una polizza di assicurazione. Molti della nostra gente trovano che Israele sia il nostro futuro”

Avete letto bene. Uno dei fans più scatenati della persecuzione degli identitari è “preoccupato per la presenza di immigrati in Italia”. Il riferimento è ovviamente agli immigrati islamici: i fatti di Tolosa e lo strisciante anti-ebraismo di Arabi e Nordafricani in Francia, sono in questo illuminanti.

E qui è bene approfondire. Andiamo dicendo da tempo agli Ebrei residenti in Italia, che il loro vero nemico non è “l’identitarismo”, ma l’immigrazione. Perché l’immigrazione porta in Europa milioni di islamici che sono nemici comuni. A questo punto, verrebbe da chiedersi se la strategia di criminalizzazione di chiunque osi opporsi all’immigrazione, strategia portata avanti dalle associazioni ebraiche, non sia suicida: lo è.
E questa dichiarazione del povero Pacifici ne è in sostanza una candida ammissione. E’ come dire: “abbiamo combattuto il nemico sbagliato; abbiamo, con le nostre campagne antirazziste, indebolito gli anticorpi della società nella quale viviamo, favorendone la malattia, ovvero l’ingresso di corpi estranei”.

Insomma, Pacifici ammette che l’immigrazione è male. E lo pensa a tal punto da dichiarare: “cominciare lentamente a fare i bagagli per andare in Israele. Per noi l’Alyah (il ritorno in patria, ndr) è una polizza di assicurazione. Molti della nostra gente trovano che Israele sia il nostro futuro”.
Ecco signor Pacifici, a differenza vostra, noi non abbiamo una “polizza di assicurazione”. Noi non abbiamo altra “terra dove andare”. Non abbiamo un’altra patria. Abbiamo solo questa, e intendiamo difenderla, come voi sareste pronti a difendere la vostra, che dalle sue parole si comprende non essere l’Italia.

Gli Ebrei residenti in Italia dovrebbero comprendere che è nel loro interesse, oltre che nel nostro, collaborare nella lotta contro l’immigrazione. Liberandosi delle incrostazioni di vecchie contrapposizioni.

Gradiremmo quindi, caro Pacifici, la cessazione della criminalizzazione delle idee identitarie, criminalizzazione che favorisce l’immigrazione. Gradiremmo anche, la cessazione dei finanziamenti che le vostre organizzazioni fanno alle associazioni xenofile.

Perché vede, signor Pacifici, noi non possiamo fare Alyah. Noi siamo già a casa.


6 Comments

  1. ENZO marzo 23, 2013 5:46 pm  Rispondi

    OLANDA, ROTTERDAM, C’E UNA FORTE PRESENZA DI MAOMETTANI E IL SINDACO E DI ORIGINE MAROCCHINA, AL CINEMA, TEATRO HANNO GIA SEPARATO I POSTI PER LE DONNE. QUALCHE ESTREMISTA HA GIA GRIDATO IN FACCIA AGLI OLANDESI CHE SE NON VOGLIONO AVERE PROBLEMI DEVONO GOVERNARE INSIEME ALTRIMENTI QUESTA E DIVENTATA LA LORO TERRA E ALLORA GLI OLANDESI POSSONO BENISSIMO PENSARE DI EMIGRARE

  2. Werner marzo 23, 2013 6:32 pm  Rispondi

    Ma ddai, proprio il rappresentante degli ebrei in Italia che ha da sempre sponsorizzato l’immigrazione, adesso fa l’anti-immigrazionista!

    Lui come molti ebrei in Europa, se non sbaglio, ha doppio passaporto, in questo caso italiano-isreaeliano, ed ha servito l’esercito di Israele: che se ne vadano gli ebrei dall’Europa, il declino civile, morale, sociale ed economico dei nostri paesi é farina del loro sacco, perché coi loro soldoni hanno corrotto le classi politiche dei paesi europei, sia moderate che progressiste.

    Ben gli sta questo diffuso sentimento anti-sionista da parte degli islamici, così imparano a predicare l’accoglienza a tutti i costi. Comunque, sono dell’idea che gli Ebrei d’Europa hanno pianificato da tempo l’Alyah, così una volta lasciatoci a noi soli cristiani la patata bollente dell’Islam, loro in Israele saranno ancor più forti e potranno meglio dominarci: non sono gli USA il paese più potente al mondo, ma Israele attraverso gli ebrei.

    Noi l’Alyah non la possiamo fare perchè siamo autoctoni, ma la possono fare i tanti milioni di oriundi, italiani etnici come noi sparsi nel pianeta, piantando radici nella Patria dei loro avi: Isreale una cosa simile la fa, accetta solo immigrazione ebraica, non vedo perchè noi che abbiamo un serbatoio di 70 milioni di oriundi non potremmo fare un’immigrazione identitaria!

  3. Albi marzo 24, 2013 11:53 am  Rispondi

    è nel nostro interesse collaborare con gli ebrei ? stiamo scherzando ??

  4. alda marzo 24, 2013 3:01 pm  Rispondi

    Non esiste al mondo allearsi con gli ebrei, che senso ha questo discorso? E’ la cosa più assurda che abbia mai letto. Se ‘tornano’ in Israele mi fanno un piacere, mi dispiace solo per quei palestinesi che ci rimetteranno case e terreni per fargli posto.

  5. Marte Ultore marzo 24, 2013 5:24 pm  Rispondi

    alda, il consiglio dell’amministratore è totalmente condivisibile, e il tuo è il bieco razzismo che ci ha cacciati in questo vicolo cieco, intollerati dalle istituzioni e perdenti contro il vero nemico, i milioni e milioni di africani e muslim.

  6. Asterione aprile 1, 2013 7:03 pm  Rispondi

    Per gli ebrei sarà sempre un male minore l’immigrazione islamica piuttosto che vivere in una società omogenea, poiché solo indebolendo l’identità del popolo in cui vivono possono sentirsi al sicuro. Per questa ragione paventare la minaccia dell’Islam è solo l’ennesimo stratagemma per continuare ad ingannare l’opinione pubblica, portando dalla loro parte anche quegli europei che pur essendo contrari all’immigrazione ignorano che gli ebrei ne sono i principali promotori e sostenitori.

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