In difesa del “mostro” Mirko Viola

La lettera dal carcere del dissidente politico Mirko Viola

Questa la lettera dal carcere di un 42enne incensurato e detenuto per avere idee non aderenti a quelle approvate dal Sistema e avere osato “diffonderle” sul web. Uno scandalo indegno di un paese democratico. Uno scandalo, per il quale tutti i soliti “amanti della libertà” tacciono: ed è un silenzio avvilente.

Dove sono i Radicali che visitano stupratori e assassini e ne chiedono la scarcerazione? Dove sono i difensori un tanto al kilo della libertà d’espressione?

In una società completamente rovesciata nei propri valori, gli spacciatori girano liberi, mentre chi pensa oltre gli schemi finisce in carcere. E il motivo è semplice: gli spacciatori sono utili al sistema, perché la loro merce “anestetizza” le menti. I pensatori invece, sono pericolosi.

Mirko Viola non lo conosciamo personalmente – un peccato, perché chi non rinnega sul patibolo, è persona da conoscere – e non condividiamo le sue posizioni ideologiche, ma il diritto di ogni individuo a poterle esprimere è un diritto che ognuno di noi deve difendere. Anche con la vita. Non importa “quali idee”. Non importa chi le esprime.

Se uno storico revisionista presenta una ricerca nella quale nega l’esistenza delle camere a gas, per questo deve essere imprigionato? E poi cosa, la lapidazione in pubblica piazza?

Può essere reato o perseguibile esprimere un’opinione su una vicenda storica qualunque essa sia? Non in un paese democratico e civile. E’ roba da barbari. Roba da seguaci di religioni mediorientali.

Tutto questo fa venire in mente ciò che avveniva in epoche andate a chi negava i dogmi della religione: i suoi libri venivano messi all’indice e l’eretico bruciato in piazza. E’, forse, l’olocausto, l’ultima religione sopravvissuta alla morte di Dio? Religione che impone a tutti – credenti e non credenti – l’assoluta professione di fede?

Io comprendo la sensibilità degli Ebrei nell’affrontare questo argomento, capisco il loro “scandalo” verso chi nega ciò su cui si basa tutta la loro esistenza, ma non è imprigionando, non è processando, non è minacciando che si difende la verità. Le idee, si combattono con altre idee. L’olocausto è un fatto storico, come tale va affrontato e discusso. E se qualcuno ne mette in dubbio l’entità o i mezzi d’attuazione – del resto una recente ricerca lo fa in senso inverso -, lo si contesta coi numeri, non con le denunce. Altrimenti qualcuno potrebbe iniziare a pensare che in fondo, il motivo di tanto accanimento processuale e della messa all’indice di libri revisionisti,  altro non sia, che debolezza delle proprie tesi.

Voglio – vogliamo – essere liberi di leggere qualunque sciocchezza e tesi ardita. Non c’è bisogno di tribunali e di ministeri della verità che censurino libri e arrestino chi li scrive.

Ma c’è chi non condivide questo nostro amore per la libertà d’espressione. Ad esempio la signora Di Veroli, assessore ben pagato alle Politiche della memoria del Municipio XI – pensate dove finiscono le tasse – prontamente emette una nota dove chiede addirittura che al prigioniero Mirko Viola sia impedito di scrivere lettere all’esterno. Roba, questa si, da Gestapo:

Il ripetuto oltraggio alla memoria di uno dei sopravvissuti alla Shoah come Shlomo Venezia, ci consegnano intera la riflessione sull’urgenza dell’approvazione in Italia di una legge contro la diffusione di idee revisioniste e negazioniste: lo ha detto in una nota Carla Di Veroli, assessore alle Politiche della memoria del Municipio XI, commentando le offese rivolte a Venezia da parte di Mirko Viola.

Dalla sua cella di isolamento del Carcere di Regina Coeli, Viola, uno dei quattro neonazisti arrestati per crimini informatici compiuti sul sito ‘Stormfront’, ha scritto 4 lettere in cui continua la sua opera di negazionismo e propaganda antisemita.

“Torna ad offendere la memoria di Shlomo Venezia, ex deportato scomparso ad ottobre del 2012, definendolo bugiardo. Lo fa – prosegue Di Veroli – attraverso alcune lettere diffuse dal suo legale su alcuni forum e blog neofascisti. Lo fa, incurante del fatto che il prossimo 28 marzo sarà processato con rito abbreviato. Non contento di questo, definisce ‘ignorante’ il Pm del processo Tescaroli. Mi chiedo come sia possibile permettere ad un detenuto di far uscire dall’Istituto di Pena dove è recluso lettere di questo genere, se le stesse siano state sottoposte a controllo da parte della polizia penitenziaria e se non siano da considerare come aggravante del reato per il quale Viola è detenuto.

Non so chi sia questo “assessore”, ma le sue parole sono agghiaccianti, degne di un regime marcio e terrorizzato. Le sue considerazioni, se pensiamo che si riferiscono a “parole”, sono ridondanti e gonfie di una inutile rettorica: definire “ignorante” un Pm – che ancora non è una divinità – è una considerazione personale legittima, come lo è definire bugiardo – magari sbagliando, ma questa è un’altra storia – il sig. Venezia.

Ed è il motivo per il quale abbiamo deciso di pubblicare anche noi parte delle lettere. Abbiamo fame di libertà e difenderemo chiunque ne sia privato. Difendiamo il “mostro”, perché non si fermeranno a lui, tutti coloro che pensano e scrivono sono nel mirino del Sistema di potere. E i pennivendoli sotto contratto sono già all’opera.

E lasciatemi dire che è un’oscena vergogna che quattro ragazzi siano tenuti segregati in cella da mesi, per quello che hanno pensato e scritto. Siamo tutti con loro, non importa quali siano le loro idee.


16 Comments

  1. Marte Ultore marzo 11, 2013 8:42 pm  Rispondi

    Da leggere anche la quinta ed ultima, per ora, dove torna a parlare di Shlomo Venezia e del disappunto della madre per queste accuse di denigrazione del “popolo che piange” (riporto le sue parole), non facendo mancare ai lettori e a se stesso tanta amara ironia.
    Per quel poco ho sempre dibattuto con biomirko, così come gli altri 3, ritenendo la loro condotta non solo lesiva di se stessi, ma di tutto un movimento teso a riconquistare il diritto ad essere partecipe della vita nazionale, cosa che oggi è preclusa a chi non sia conformato al sistema. Così come ho sempre difeso da accuse del tutto infondate gli ebrei italiani, grandi patrioti nel Risorgimento come nella Grande Guerra, ed anche nel fascismo delle origini, anche se ora non si dice.
    Ma la Verità non si difende con la disinformazione, con le accuse pretestuose, addirittura alle intenzioni. La civiltà giuridica, di cui i nostri giudici e pm vanno così “fieri”, è marcia e deforme, ormai nella mania di controllo, che pure una popolazione terrorizzata per ogni filo di vento chiede a più non posso non rendendosi che conto che più controlli equivalgono in ogni tempo e in ogni società a minore libertà. E andiamo esultanti verso lo schiavismo, certo non si chiamerà così, un po’ come gli imperatori di Roma, mica si chiamarono mai Re, nemmeno dopo secoli e secoli, era troppo abborrito il nome, ma il significato, be’ su quello si era andato molto oltre i primi moderati re. E pensare che il sito informazionecorretta è uno dei migliori che si possano incontrare sul web, ma le sue regole vanno applicate a tutti, sì, anche a Mirko Viola aka biomirko.

  2. tzao marzo 12, 2013 4:47 am  Rispondi

    Sbavano e schimano di rabbia, i dati fattuali dei cosiddetti “revisionisti” che di revisionismo non hanno nulla per inciso, sono sempre piu’ inattaccabili da un punto di vista storico e puramente logico.

    Per questo fanno paura, perche’ per lor signori la festa della menzogna e’ finita.
    Ora come belve rabbiose a cui e’ stato strappato l’osso si gettano a sbranare gli indifesi, badando bene a non far torto ai loro padroni che se solo provassero a strusciare con il loro lurido pelo ermellinato si prenderebbero sacchi di radendellate sui denti.

    continuate cosi’, state dichiarando la vostra sconfitta davanti alla storia.

  3. Doook marzo 12, 2013 11:03 am  Rispondi

    Che vergogna, adesso si finisce in carcere solo se si “pensa”. Il reato d’opinione è usato come scusa dal sistema per non far parlare coloro che dicono verità scomode.
    Solidarietà a Mirko Viola, grande uomo.

  4. luciano marzo 12, 2013 11:26 am  Rispondi

    e’ importante diffondere questa lettera x aprire le menti del popolo.
    vogliono reprimerli xke’ pensano siano a soli come cani
    un movimento di opinione sbriciolerebbe le loro ridicole tesi accusatorie

  5. Werner marzo 12, 2013 12:24 pm  Rispondi

    Vengono le orticarie a leggere che una persona che ha soltanto espresso dei pareri sul web non approvati dal Sistema sia in cella d’isolamento, come se fosse uno stupratore seriale o un terrorista.

    Togliamola quella scritta “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI” dalle aule dei tribunali, perchè non rapperesenta la realtà.

  6. Pietro marzo 12, 2013 5:40 pm  Rispondi

    Semplicemente allucinante la sedicente giustizia itagliana che concede i domiciliari a stupratori, ladri, drogati ed ubriachi che alla guida ammazzano persone e poi tiene in carcere cittadini incensurati per il reato d’opinione.
    Bisogna trovare il modo di rendere nota questa ingiustizia a tutto il mondo per far sapere che in Italia la legge non è uguale per tutti.
    Tutta la mia solidarietà a Mirko, Dani, Luca, e Diego.

  7. Marco marzo 14, 2013 1:21 am  Rispondi

    E’ proprio da questo evento di arresto ed oscuramento del sito Stormfront che ho deciso di documentarmi su questo benedetto “Revisionismo” dell’olocausto. Ebbene, il semplice fatto che si metta a tacere qualcuno significa che quel qualcuno possa dire verità scomode. Altrimenti che motivo si avrebbe di nasconderne i contenuti? Internet è un’ottima forma di informazione, apre le menti e predispone a nuove visioni della storia, quella non raccontata dai Media.

    • Marte Ultore marzo 14, 2013 4:08 pm  Rispondi

      il problema non è mai stato, almeno in Italia, il “reato” di revisionismo, che non esiste, ma le liste e gli insulti, per biomirko la faccenda del revisionismo è solo un altro pacco ma il grosso è stato quello.

  8. gianmarco marzo 14, 2013 5:48 pm  Rispondi

    Evidentemente Marte Ultore non ha letto i capi d’imputazione a Mirko Viola che sono a dir poco ridicoli . Gli insulti al contrario sono solo un pretesto per poterlo mettere a tacere sulla faccenda revisionismo dove biomirko ha sempre stravinto in tutte le discussioni in rete con ebrei. Del resto se si trattasse solo d’insulti Complottogiudaico, ma soprattutto Costantino dovrebbero essere i primi ad essere al gabbio invece sono solo indagati che non è poco ma nulla a che vedere con un isolamento di 23 ore al giorno.

    • Marte Ultore marzo 14, 2013 9:02 pm  Rispondi

      vorresti dire gianmarco che se non ci fossero state le liste di costantino e gli insulti di complottogiudaico Mirko sarebbe stato comunque arrestato? Magari indagato, sicuramente intercettato e controllato, ma non credo arrestato.

  9. gianmarco marzo 14, 2013 9:12 pm  Rispondi

    No, sto dicendo che sono stato il pretesto per arrestarlo.

  10. Una Persona maggio 9, 2013 2:18 am  Rispondi

    Sono molto contento di questo articolo,menomale che c’e gente che la pensa come voi,pultroppo in questo paese (soprattutto nel governo) la maggior parte non la pensa così (alla faccia della democrazia!)

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