Massiccio attacco mediatico all’Ungheria: finanza globale in allarme

“In Ungheria un golpe bianco e l’Europa sta a guardare”. Roberto Saviano arma la penna e chiama a raccolta i suoi via Facebook: “Il Parlamento di Bucarest, presieduto da Viktor Orbàn…”.

A parte l’ignoranza pacchiana del sedicente scrittore, per il quale Bucarest diviene la capitale dell’Ungheria, è da mettere in evidenza come tutti i radical chic sotto contratto della finanza internazionale si siano da tempo lanciati in una campagna denigratoria contro l’Ungheria e il suo esperimento identitario.

Qual è il peccato originale dell’Ungheria? Ha messo in Costituzione la difesa del matrimonio tradizionale, ha tolto alla Corte Costituzionale l’immenso potere di bocciare le leggi votate dal parlamento espressione della sovranità popolare, ha inserito la difesa del territorio in costituzione. E tutto questo è “sporco, brutto e cattivo”, se visto dalla parte dei fautori dell’entropia. Ma quello che veramente terrorizza la finanza internazionale, è un’altra cosa. E ce lo spiegano quei simpatici pennivendoli di Repubblica. Mi raccomando, leggete tutto l’articolo, è un pezzo essenziale per comprendere la servitù morale dei giornalisti italiani e quali sono, veramente, le sfide in atto:

Nuova, gravissima sfida di Viktor Orbàn ai principi del mondo libero e alle sue istituzioni economiche e finanziarie, dalla Banca centrale europea al Fondo monetario internazionale. Il premier-autocrate nazionalpopulista ed euroscettico ungherese, nel suo consueto “colloquio settimanale con la nazione” trasmesso in diretta ogni venerdì mattina dal primo canale della radio pubblica, ha annunciato come si attendeva che il nuovo governatore della Magyar Nemzeti Bank (Mnb), la banca centrale, sarà il suo braccio destro Gyorgy Matolcsi, finora discusso ministro dell’Economia criticato e mal visto dagli ambienti ecofinanziari europei e mondiali.

Matolcsy, che l’opposizione ma anche molti economisti e banchieri occidentali giudicano un pericoloso incompetente e un fautore di politiche economiche piegate al volere del regime, nonché un nazionalista, sostituisce il governatore uscente della Mnb, Andras Simor, il quale al termine dei sei anni di mandato per statuto non poteva ripresentarsi.

Ma con Simor esce di scena un banchiere centrale apprezzato e stimato in tutto il mondo, da Draghi, da Bernanke, dalla Merkel e da Obama, e soprattutto l’ultimo difensore del principio-chiave della separazione dei poteri, costitutivo di ogni democrazia, e dell’autonomia della Banca centrale. Matolcsy adesso promette che difenderà stabilità dei prezzi e ruolo della Mnb, ma finora da ministro dell’economia ha spudoratamente (e servilmente) appoggiato gli ordini del premier-autocrate, il quale ha chiesto più volte di attingere alle riserve dell’istituto per diminuire il debito pubblico, e di obbligare la Mnb ad acquistare titoli sovrani ungheresi.

Finora, il pressing di Ue, Bce e Fmi hanno bloccato questi tentativi dirigisti di Orbàn, ma adesso, dichiarano alla Afp e alla Reuters molti economisti internazionali, fonti di Londra e di Francoforte, con Matolcsy alla Magyar Nemzeti Bank Orbàn  –  introdotte le leggi-bavaglio contro i media sorvegliati dall’autorità-grande fratello Nmhh, normalizzate magistratura e corte costituzionale, messa mano ai vertici di forze armate, polizia, pubblica amministrazione inserendovi i fedelissimi del suo partito, la Fidesz, e infine mentre si prepara a iscrivere nella Costituzione il diritto del governo di limitare la libertà d’espressione in nome “della difesa dell’onore della nazione” – completa la presa in controllo di tutte le istituzioni.

Tra l’altro proprio ieri Matolcsy si è fatto notare per un discorso pubblico pazzesco: ha sostenuto che “i big di economia e finanza europei e internazionali complottano e tramano contro la nostra patria“. La frase evoca apertamente quelle di Joseph Goebbels, il demoniaco ministro della Propaganda di Adolf Hitler, contro la “grande finanza ebraica internazionale”, o quelle di Mussolini sulla “demoplutocrazia massongiudaica”. Sempre severissima per i conti allo sbando contro Grecia e Spagna, la Ue tace indifferente contro l’addio di Budapest a trattati e valori costitutivi dell’Europa e del mondo libero.[nbnote ]http://www.repubblica.it/economia/2013/03/01/news/l_ungheria_di_orban_sfida_l_ue_e_il_fmi_a_rischio_indipendenza_banca_centrale-53645312/[/nbnote]

Leggere i servi accusare altri di servilismo, è sempre un’esperienza di travolgente comicità.  A parte un paio di stupidaggini aggiunte per dare un tono drammatico all’articolo come le inesistenti leggi-bavaglio ( in occidente non c’è bisogno di “bavagli”, i giornalisti sono bravi ad imbavagliarsi da soli, magari dietro lauto compenso)  e il parallelo privo di senso tra un ministro che esprime un’opinione con il “demoniaco” Goebbels che solo una mente cerebralmente allo sbando poteva concepire, poi tutto il resto dell’articolo tradisce quelle che sono le paure della finanza globale: il controllo del denaro.

Il peccato originale del governo ungherese – a parte essere nazionalista e populista,  e quindi empio secondo gli eurofanatici  – è l’avere posto la banca centrale sotto l’autorità del parlamento eletto dal popolo, e non, come avviene in Italia e in tutto quello che il giornalista – eufemismo –  definisce “mondo libero”, sotto il controllo diretto delle banche. La Banca d’Italia ad esempio è di proprietà delle banche private: in sostanza il controllore è un dipendente dei controllati, che infatti non lo sono per nulla.  Un altro grave affronto, secondo Repubblica, è l’avere costretto la banca centrale a ridurre il debito ungherese attraverso l’acquisto di debito pubblico, attingendo alle proprie riserve: ma di chi sono, le riserve di una banca centrale, se non del popolo?

Tutto questo li terrorizza, fosse mai, che qualcun altro in Europa decidesse di riprendersi la propria sovranità in ambito bancario: crollerebbe tutto il sistema di potere che come una piovra comprime la libertà dei popoli. E questo non deve assolutamente accadere: nazisti, sporchi e demoniaci che non siete altro! Non vi vergognate ad andare contro il volere della Bce e del Fmi?

Poi c’è la nomina a banchiere centrale di Matolcsy, che apprendiamo dall’articolo, viene giudicato dai banchieri occidentali un “pericoloso incompetente”: direi che è un ottimo biglietto da visita, essere giudicati pericolosi e incompetenti dai responsabili del peggior disastro finanziario del dopoguerra.

Ecco perché è in corso, contro l’Ungheria, un attacco massiccio del sistema di potere finanziario attraverso i propri mezzi di disinformazione di massa. Un tempo furono i carri armati sovietici, oggi il bombardamento è mediatico e finanziario. Inutile dire qual è la parte sbagliata della barricata, basta osservare con chi si schiera Napolitano e andare dalla parte opposta.

Difendere il governo ungherese è difendere il diritto di ogni popolo alla propria sovranità.

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2 Comments

  1. Marte Ultore marzo 7, 2013 8:55 pm  Rispondi

    Te l’ho detto admin, più andiamo avanti e più la riscossa nazionale sarà difficile, rischiamo le bombe umanitarie se solo “osiamo” provare a riprenderci la nostra sovranità.
    Anzi, temo che abbiamo già superato il PNR, con tanto gaudio degli anti italiani nostrani. che si fingono amanti della “patria” e poi fanno di tutto per annichilirla e farla annichilire da vari potentati stranieri e internazionali. Gente da mettere al muro, se fossimo in altri tempo. Ma oggi la lancetta della storia, o almeno le armi, in senso vero, non metaforico, le hanno loro, i “democratici”, il mondo “libero”. E se noi non vogliamo rinunciare alla Patria diventiamo automaticamente “nemici”, e della democrazia, e del mondo libero, e quindi perché no, della Patria stessa che, secondo la loro visione deforme della realtà avrebbe tutto da guadagnare a scomparire in un mostro cosmopolìta. Ma io spero sempre, auspico, che il troppo che ci stanno imponendo, con sempre maggior audacia ed efferatezza alla fine farà trasalire non solo gli italiani, ma tutti i popoli europei che vorranno essere veramente liberi. E allora chi si compreranno per difendersi, certi signori miliardari che odiano il libero spirito delle nazioni? I loro pochi ed ingrugniti mercenari? Uhm no, sono sicuramente cattivi, ma sono pochi, troppo pochi, forse si varranno sugli immigrati, che sono ancora pochi. Ma non è detto che tra qualche decennio non saranno tali (in alcune città europee già sono maggioranza) e tanti da costituire una seria minaccia alla ripresa del potere da parte dei liberi popoli europei, mentre i loro burattinai continueranno ad abusarne minacciando severe contromisure per chi non si adegua, per chi è “razzista”; almeno fino al giorno che questa turba informe e multicolore non vorrà fare piazza pulita pure di questi burattinai, e allora saranno conto molto molto salati da pagare per costoro, per i loro crimini. Anche se non pagheranno tanto per i crimini commessi contro i loro popoli, perché questi saranno annichiliti prima. Il Grande piano ha questa profonda frattura, questa incoerenza, che io non so se l’abbiano mai seriamente presa sul serio. Forse pensano che tanto finché campano andrà tutto bene. Ma tra cento anni i loro bisnipoti? Proprio vero, forse, quel proverbio cinese che dice che gli occidentali ragionano in termini di vita umana, mentre loro in termini di dinastie.

  2. Werner marzo 7, 2013 11:04 pm  Rispondi

    Allora cominciamo col dire che La Repubblica é una fonte inattendibile, in quanto non ha nessuna serietà rispetto a molti argomenti, soprattutto per quel che riguarda identitarismo e immigrazione.

    La Repubblica è controllata dal rotschildiano Debenedetti (che ricordiamoci tutti è il primo evasore fiscale d’Italia essendo residente in Svizzera e naturalizzato svizzero), quindi fa informazione per conto della finanza internazionale, per cui il nazionalismo e l’identitarismo che tanto fastidio danno al Sistema vengono abiurati dai suoi giornalisti.

    Quanto ad Orban è un’altra truffa alla Grillo: è tutto un teatrino, infatti Orban è uno messo al governo da Soros!

    http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-16390574

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