Criminalità: l’impatto devastante dell’immigrazione. Dati e numeri

Come promesso, rispondendo all’invito del sociologo Barbagli, usiamo i suoi numeri più recenti – direttamente dal suo sito – per mettere in evidenza come l’incidenza dell’immigrazione sull’aumento della criminalità sia devastante.

Stiamo anche preparando un rapporto “immigrazione e criminalità” con numeri fino al 2012, in attesa, questi sono i dati fino al 2007.

La tabella in oggetto è presa dal “rapporto sulla criminalità in Italia” (presentato il 18 giugno 2007) che fotografa la situazione fino al 2006.
Il professor Marzio Barbagli ne è stato consulente del Ministero dell’Interno come direttore scientifico [1].
L’intero rapporto lo si trova tramite il sito web di Barbagli o in quello del ministero degli interni. [2]
La comprensione di questa tabella è estremamente semplice ed è disarmante per quanto sono clamorosi i dati riguardanti la percentuale di stranieri denunciati/arrestati.
Per rendere evidente a tutti, anche chi è meno avvezzo ai numeri, abbiamo voluto aggiungere l’indicazione del rapporto tra i tassi di criminalità tra i cittadini stranieri ed italiani utilizzando un semplice calcolo. [3]Posto che la parità è rappresentato da “x1”, si tenga conto che un “x2” non rappresenta un vago “un po’ di più” ma IL DOPPIO (quindi già un’enormità); “x4” equivale al quadruplo… e così via.
Di seguito riporteremo la descrizione originale presente nel rapporto in merito alla tabella in oggetto [*Tab. IX.17] dove viene evidenziato anche il dato (altrettanto grave e clamoroso) sugli omicidi e tentati omicidi («oggi, nel 2006, gli stranieri sono un denunciato per omicidio consumato su tre»… che corrisponde ad un tasso di criminalità “x9” rispetto agli italiani).

Questi numeri non fanno altro che evidenziare, mettere nero su bianco, ciò che ognuno di noi conosce perfettamente dalla semplice osservazione del mondo che lo circonda: le nostre città, i fatti che ci accadono in prima persona o a conoscenti.
Allo stesso modo è evidente a tutti come ora, a 6 anni di distanza la situazione sia nettamente peggiorata in conseguenza dell’ulteriore sconsiderato aumento della presenza di stranieri. In attesa di avere a disposizione dati certi (sperando che il regime non ritenga di sbianchettare) possiamo osservare i dati sulla drammatica situazione nella città di Milano. [4]
Un’ulteriore certezza la si può trarre dalla [*Tab. IX.27] che differenzia le percentuali di reati commessi da immigrati per aree geografiche: all’aumentare della percentuale di immigrati corrisponde un aumento esponenziale della percentuale dei relativi reati.
I predicatori del multiculturalismo e i persecutori dell’identità dei popoli negheranno sempre ogni associazione tra immigrazione e criminalità. Quando, come in questo caso, i numeri non gli consentono più questa strategia, essi iniziano a tirare in ballo mille precisazioni, cavilli, aspetti psicologici, fattori ambientali ecc. tutti ragionamenti chiaramente pretestuosi.
Solo uno di questi è degno di nota e assolutamente vero. Purtroppo per loro, che non se ne rendono conto, è la classica zappa sui piedi ed una vera e propria ammissione di fallimento.
«La maggior parte dei reati è commessa da stranieri irregolari “privi del permesso di soggiorno”».
Ebbene… una domanda sorge spontanea: “allora perché non vengono espulsi?”. E comunque, anche escludendo i “clandestini”, pur diminuendo l’incidenza, il numero di reati commessi da immigrati regolari rimarrebbe abnorme.
Se si analizzassero i dati relativi ai soli stranieri irregolari avremmo dei tassi di criminalità da far impallidire persino quelli presenti nella tabella. Uno stato degno di questo nome userebbe quel minimo di autorevolezza necessario per impedire questo scempio sia nei confronti dei cittadini italiani che degli stranieri regolari, con posto di lavoro e incensurati. Comunque non illudetevi: pur scorporando le percentuali di reati commessi da immigrati irregolari, gli stranieri regolari COMUNQUE presentano tassi di criminalità molto al di sopra di quelli dei cittadini italiani.
Ad esempio, per le violenze sessuali (il 62% dei denunciati stranieri sono irregolari) si passerebbe da un “x12” a un “x5” che rappresenta comunque un’enormità (il quintuplo o il 500%).
Forse che agli occhi di uno xenofilo un tasso di criminalità “solamente” quadruplo o quintuplo viene visto come insignificante. Per fare un termine di paragone facciamo presente che si è chiusa l’ILVA, Il più importante stabilimento siderurgico italiano e d’Europa perché a Taranto, secondo il più pessimista degli studi, vi sono registrati dei tassi di mortalità “x1,14” e delle incidenze per ALCUNE malattie che si aggirano attorno al “x2”. [5]

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[Tab. IX.17]
Tratto dal “rapporto sulla criminalità” in merito alla tabella in oggetto (la tabella si trova a pag. 356):
A pag 355 leggiamo:
«La Tab. IX.16 mostra che nel 1988 la quota di stranieri sul totale dei denunciati per omicidio consumato era del 6%; dieci anni dopo questa quota era arrivata al 18%, ma oggi, nel 2006, gli stranieri sono un denunciato per omicidio consumato su tre. Anche gli omicidi tentati mostrano una crescita analoga. Nel 1988 gli stranieri erano il 5% dei denunciati per questo reato, oggi sono il 31%. Un aumento che del resto accom- pagna i tassi di incremento della popolazione straniera: si tenga presente che la popo- lazione straniera residente – quindi quella costituita da stranieri regolari – in Italia in quegli anni era dello 0,8% nel 1988, dell’1,7% nel 1998, meno del 5% oggi.
Questa crescita si è registrata per quasi tutti i reati violenti e predatori, come emerge dalla Tab. IX.17, che riporta la percentuale di stranieri sul totale dei denunciati per i reati secondo l’attuale classificazione nel triennio 2004-2006, e dalla Tab. successiva, IX.18, che riporta i dati relativi all’ultimo anno della serie precedente, il 2000, secon- do la classificazione precedente.
L’incidenza degli stranieri tra i denunciati, però, varia molto a seconda dei reati. Si va da incidenze basse, come il 3% per le rapine in banca o il 6% per quelle negli uffici postali, al poco meno del 70% che caratterizza i borseggi, ovvero quelli che la classi- ficazione riportata definisce “furti con destrezza”. Tra questi due estremi, gli stranieri costituiscono il 51% dei denunciati per rapina in abitazione o furto in abitazione, e il 45% dei denunciati per rapina in pubblica via, il 19% per le estorsioni, il 29% per le truffe e le frodi informatiche.
Intorno ad un terzo dei denunciati troviamo gran parte dei reati violenti. La quota di stranieri qui va dal 39% dei denunciati per violenze sessuali al 36% per gli omicidi consumati e al 31% per quelli tentati, al 27% dei denunciati per il reato di lesioni dolose. Simili sono poi le percentuali di stranieri sul totale degli arrestati per alcuni reati predatori strumentali, come i furti di autovetture (38%), gli scippi (29%).»

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[Tab. IX.27]

«I dati presentati in Tab. IX.27 confermano le differenze tra aree del Paese e la crescita
energica della quota di stranieri sul totale delle persone denunciate e arrestate per altri
13 reati. Nelle regioni del Centro-Nord questa quota ha già superato di gran lunga la
metà del totale dei denunciati per alcuni reati: i furti con destrezza (ovvero i borseggi,
71%), le rapine in abitazione (61%), le rapine in pubblica via (57%) e i furti in abitazione
(61%). In un altro gruppi di reati tale quota oscilla tra un terzo e la metà: i furti
di autovetture (48%), le violenze sessuali (45%), gli omicidi volontari consumati
(42%) e quelli tentati (46%), le rapine in esercizi commerciali (42%), i furti con
strappo (34%). In altri casi questa quota è inferiore a un terzo, ma resta superiore alla
quota di stranieri sul totale della popolazione, che al Nord è del 6%, che arriva
all’8,4% anche se si considera la classe di età in cui questi comportamenti sono più
diffusi»

[1]
http://www.marziobarbagli.com/Marzio_Barbagli_Home_Page/Bio.html
Nota: i link dei due pdf proposti nella pagina sono invertiti.
[2]
http://www.marziobarbagli.com/resources/RapportoAmato.pdf
oppure
http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/14/0900_rapporto_criminalita.pdf
[3]
I risultati non vanno intesi precisi al decimale ma per ordine di grandezza e si rifanno ai dati relativi al 2006.
In base a quanto letto nel suddetto rapporto, nel 2006 la percentuale di stranieri residenti in Italia era “meno del 5%”. Volendo essere generosi abbiamo utilizzato il 5% e non un numero inferiore.
Quindi questa è la formula applicata per ogni tipologia di reato analizzato:
(% di reati commessi da stranieri / 5%) / (% di reati commessi da italiani / 95%).
Risulta evidente che la situazione ideale vedrebbe il 5% (stranieri) commettere il 5% dei reati e il 95% (italiani) commettere il 95% dei reati: in questo caso il risultato sarebbe “1” che equivale alla parità tra i tassi di criminalità. Per chi dovesse essere scettico sulla formula ipotizziamo uno scenario dove stranieri e italiani siano metà e metà (50 e 50%) della popolazione ma gli stranieri commettessero il doppio dei reati (66,67 contro 33,33). La formula darebbe, ovviamente, risultato “2”, che equivale al doppio.

[4]
Di seguito un breve prospetto della Questura di Milano sui dati riguardanti la sicurezza riscontrati, nel 2012, nella nostra città:
– furti con strappo, 1.971 (164 al mese e 5 al giorno)
– furti con destrezza, 25.517 (2.126 episodi al mese e 70 al giorno)
– rapine in pubblica via, 2.621 (218 rapine al mese e 7 al giorno).
– furti in abitazione, 21.591 (1800 furti al mese e 60 al giorno).
– furti in auto in sosta, 28.165 (2347 al mese e 78 al giorno)
– stupri, nei primi 4 mesi del 2012 aumentati rispetto all’anno precedente del 45,7%.
– raddoppio della presenza dei rom, con l’istituzione di un tavolo permanente da parte della Prefettura
qui: http://www.cronacamilano.it/cronaca/35071-rapina-cellulare-corso-lodi-milano-quanti-furti-avvengono-in-un-giorno.html
e poi:
Le segnalazioni dei nostri lettori, del resto, si intrecciano con i dati della Questura, la quale ha comunicato le seguenti informazioni circa i crimini registrati a Milano nel 2012:
AUMENTO DELLE RAPINE IN NEGOZIO – Le rapine in esercizi commerciali sono aumentate del 23% rispetto al 2011.
AUMENTO DEI FURTI IN ABITAZIONE – I furti in abitazione hanno raggiunto la cifra record di 21.591 casi nel 2012, (58 furti in abitazione al giorno, pari a1800 al mese).
AUMENTO DEGLI STUPRI – Le violenze sessuali, nei primi 4 mesi del 2012, sono aumentate del 47,5% rispetto al medesimo periodo del 2011.
AUMENTO DELLE RAPINE CON STRAPPO DELLA CATENINA – Il fenomeno del “furto con strappo”, nel 2012, è aumentato del 42,41% rispetto al 2011.
Qui: http://www.cronacamilano.it/cronaca/35052-minorenne-rapinato-via-magolfa-milano-il-bollettino-da-guerra-dei-crimini-nella-citta-dellexpo-2015.html

[5]
http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/10/22/news/ilva_peggiorano_i_dati_sulla_mortalit_allarme_dal_rapporto_del_ministero-45062404/

 


5 Comments

  1. Werner febbraio 1, 2013 9:14 pm  Rispondi

    I dati forniti da Barbagli mostrano quanto aveva notato il sito Identità.com: ad eccezione dei furti e della rapine in abitazione, e delle estorsioni, i reati commessi dagli immigrati in Italia sono in costante aumento, e tale rimarrà finche ne faranno entrare ancora altri.

    Se la matematica non è un opinione, mi sembra evidente che nelle regioni del Nord e del Centro, registrano i maggiori tassi di criminalità immigrata, perchè nelle suddette aree la concentrazione di extracomunitari è maggiore che nel Sud, dove i crimini maggiormente commessi sono perlopiù legati alla criminalità organizzata, ovvero spaccio di stupefacenti ed estorsione.

    Ma al Sud gli immigrati delinquono meno non perchè siano più “buoni” di quelli che vivono altrove, ma perchè tutto sommato la loro incidenza sul totale della popolazione di quell’area è inferiore alla media registrata al Nord e al Centro.

    Eppure già qualche crimine commesso da stranieri al Sud si è consumato, e sono sempre più in aumento. A delinquere sono un po’ tutti ad eccezione degli immigrati provenienti dall’Asia Centrale (India, Sri Lanka, Bangladesh), che va detto, sono molto tranquilli e pacifici.

  2. Marte Ultore febbraio 1, 2013 10:05 pm  Rispondi

    ma non è che tra un po’ Barbagli farà sparire questi dati e si “dimenticherà” di pubblicare quelli relativi al quinquennio successivo?

  3. Luciano febbraio 2, 2013 11:35 pm  Rispondi

    Da questo cuor di leone (barbagli) ci si può aspettare di tutto… anche che rinneghi sua madre a favore dei suoi cari compagni
    Grazie dei numeri, caro admin.
    le chiacchiere isteriche le lasciano agli xenofili

  4. Paolo Mirandola febbraio 4, 2013 4:10 pm  Rispondi

    congratulazioni al redattore dell’articolo. Chiaro, preciso, drammaticamente inconfutabile.

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