L’identità non si difende candidando gli Africani

Follie elettorali. Cosa non si fa per ‘accreditarsi’ nei salottini chic.

MILANO –  Tony Iwobi da Gusau, Nigeria, sarà in assoluto il primo leghista di colore a correre per il Pirellone. Iwobi, 54 anni, è del resto stato anche il primo leghista venuto dall’Africa eletto in un Consiglio comunale (nel 1995 a Spirano, provincia di Bergamo, comune al cui centralino viene chiesto se si vuole continuare a parlare in italiano o in dialetto bergamasco n.d.r). Iwobi è stato il primo capogruppo di colore della Lega Nord diventato nel gennaio scorso assessore con delega ai Servizi Sociali, nomina avvenuta grazie anche alle preferenze record ottenute alle ultime elezioni.
In Italia dal ’76, Iwobi di professione fa l’informatico: nel suo Comune da presidente della commissione Cultura, ha promosso iniziative  per la promozione del dialetto, dalla segreteria telefonica bilingue, ai corsi di dizione. Iwobi, a chi gli chiede perché abbia scelto la Lega Nord,  risponde spiegando che in “Nigeria il federalismo ha dato soluzioni”. A proposito dei tanti immigrati che vivono in Lombardia, il leghista di origini nigeriane spiega:“E’ giusto che tutti rispettino le regole. Gli immigrati onesti, integrati e perbene sono i primi a essere d’accordo”.

Molti sono stati scremati, ora tocca alla Lega lombarda, che arriverà a nove. Iwobi sembra essere uno dei favoriti, visto anche il bacino di voti rappresentato dall’area della Bassa che lo ha indicato. La certezza non è assoluta, ma le possibilità che il lumbard africano di Spirano diventi una delle opzioni fra cui i bergamaschi potranno scegliere in vista del voto di febbraio è concreta”.

Se l’idea della Lega e’ difendere il dialetto e le tradizioni lombarde – e del resto d’Italia – insegnandolo a qualche milione di Nigeriani, allora non e’ un movimento identitario. Una Lombardia tra vent’anni abitata da dieci milioni di Tony Iwoby – e un Veneto e un Piemonte e un’Italia – non sarebbe piú tale, anche se questi avessero imparato a ‘mimarne’ dialetti e lingua alla perfezione.
Perche’ l’identità non e’ qualcosa che si impara, un Africano potrà imparare il Mandarino e vestirsi da Cinese, ma mai diverrebbe tale. Credere che questa – l’identità – si riduca ad un mero esercizio verbale o di mimetizzazione nelle tradizioni del luogo ospitante, e’ fallace e pericoloso.
Una domanda porrei a questi pseudo-identitari: se l’identità e’ qualcosa che si acquisisce e muta, come dimostrate di credere candidando degli Africani, allora cosa difendete? Se qualcosa muta e viene acquisito, allora non vi e’ nulla da difendere, proprio perché mutevole e privo di valore in se: oggi ci sono le Chiese, domani le Moschee, oggi i Lombardi bianchi domani quelli neri. Il vostro e’ il concetto bizzarro di ‘identità liquida’ che ben si accompagna all’idea moderna di società caotica e priva di equilibrio, dove nulla ha valore in quanto tale, ma solo in funzione del suo eterno divenire.

Ma l’identità non e’, insegnare ad un Nigeriano a scimmiottare il dialetto bergamasco, e’ bensì difendere questo dialetto dal Nigeriano. L’identitario e’ geloso della propria tradizione e cultura, perche’ e’ consapevole vi siano due modi di perderla: per annientamento e per assimilazione. Voi non intendete difenderla, avete semplicemente scelto la seconda strada per distruggerla.
Infine, lingue e tradizioni non sono che espressioni esteriori di entità materiali chiamate ‘uomini’. E gli uomini non sono intercambiabili. Un Nigeriano potrà ‘mimare’ la cultura che lo ospita, ma non potrà mai esprimerla, non piú di quanto un Lappone possa concepire la Sistina. Potrà copiarla, mai ‘immaginarne’ la creazione.
Pensate seriamente che ‘difendere’ l’identità dei popoli – e del nostro popolo – sia una mera questione di ordine pubblico? Quello e’ solo un aspetto importante ma non sufficiente – potrebbero essere anche educande, i nuovi arrivati, ma non sono ‘noi’ – nella lotta per la sopravvivenza. Evolutivamente parlando sopravvive chi manda avanti la propria genia, e assimilare africani alla propriacultura e’ un suicidio evolutivo.
Noi non siamo suicidi. E nemmeno la stragrande maggioranza dei leghisti, che infatti c’hanno contattato dicendosi schifati da questa notizia.

Ps. Non e’ essenziale, perche’ questo individuo non lo giudichiamo per il suo valore intellettivo – potrebbe anche essere un genio giapponese, quello che conta e’ che non e’ uno di noi – ma venire a tessere le lodi del ‘federalismo nigeriano’ e dei suoi meravigliosi effetti, denota anche una scarsa propensione al ragionamento.


6 Comments

  1. Werner dicembre 28, 2012 12:10 pm  Rispondi

    Ecco come la Lega Nord, partito pseudoidentitario prende letteralmente per i fondelli i nostri compatrioti dell’Italia settentrionale.

    Dopo aver fatto la morale, dando dei ladri a tutti gli altri partiti – quando in realtà loro stessi hanno rubato e rubano tutt’ora – hanno fatto voto di scambio con le cellule lombarde della ‘Ndrangheta, aver già candidato una negra come sindaco a Viggiù, nel varesotto, ecco quest’altra “eccellente” candidatura: un nigeriano.

    Nel mio piccolo e da questa sede, ESORTO GLI ITALIANI DEL NORD, IDENTITARI E VERI DIFENSORI DELLE LORO TRADIZIONI A NON VOTARE PIU’ PER LA LEGA, PERCHE’ VI PRENDE PER IL CULO!

    La cosa è ancora più grave se si pensa che la Lega non è un partito di sinistra: cioè io dico, la gente non vota a sinistra proprio perchè è ostile all’immigrazione, e poi arriva un partito come la Lega e candida i negri.

    Mi assumo le piene responsabilità di quello che scrivo, LEGHISTI ASCOLTATE BENE, DA MARONI A CALDEROLI A BORGHEZIO A COTA A BOSSI ETC. ETC., FINO ALL’ULTIMO MILITANTE: SIETE UN PUGNO DI TESTE DI CAZZO!

    ROMA LADRONA VI PIACE QUANDO OCCUPATE I POSTI ALLA CAMERA E AL SENATO, VERO? VI AUGURO DI FALLIRE MISERAMENTE ALLE PROSSIME ELEZIONI E NON ENTRARE PIU’ IN PARLAMENTO!

  2. Lupo Bianco dicembre 28, 2012 2:53 pm  Rispondi

    Io sono totalmente convinto che a la Lega Nord non gli importa di salvaguardare e proteggere gli interessi degli italiani del Nord ovvero i “padani” come lì chiamano loro. Le mie convinzioni partono dall’aver candidato un sindaco negro in un paese del Varesotto, ma anche dal fatto che ci sono elementi allogeni ovvero non italiani o bianchi dentro la Lega e arriva fino ad oggi in cui come candidato della Lega Nord per la presidenza alla Lombardia c’è un negro. Non si salvano i “padani” sostituendoli con degli allogeni ai quali lì si insegna i dialetti ed usi tipici degli italiani settentrionali. Pure io concordo con l’utente Werner, nell’augurio che questo partito fallisca e non entri in Parlamento. Ormai sono dei buffoni che prendono in giro gli italiani del Nord che in buona fede lì votano pensando che possano risolvere i problemi del Nord, in particolare l’immigrazione e la presenza di allogeni che devono essere rispediti nei loro Paesi d’origine.

  3. gamma dicembre 29, 2012 1:09 am  Rispondi

    Penso proprio che non voterò più lega, un po sono deluso. Meglio forza nuova? Non so. Ormai…La Padania e i padani è perduta..

  4. Antonella dicembre 30, 2012 11:34 am  Rispondi

    hanno tradito chi credeva in loro

  5. Marcovalmar gennaio 14, 2013 2:42 pm  Rispondi

    Sono atterrito da quel che leggo nell’articolo e nei commenti.In effetti per capire cosa stia succedendo all’interno della Lega,bisogna avere uno stomaco da struzzo. Ho solo la sensazione che tutto questo disegno,sia dettato dai padri genetici Clerico-Democristiani, perchè solo loro hanno sempre propugnato,propagandato a parole il buonismo,la solidarietà,la misericordia,l’assistenzialismo a iosa,la raccomandazione,la falsa morale ecc…per presunto convincimento d’indottrinare l’umanoide e trarne in seguito il dovuto ritorno. Convenienza che a voler essere positivi per forza,si può ipotizzare a qualche migliaio di anni luce di distanza. Non ci resta che aspettare per vedere la qualità dei risultati elettorali,con questo sistema di far politica somigliante al funambolismo.

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