Riccardi pensa ai soldati africani e se ne frega dei Marò

ROMA – La Comunità di Sant’Egidio segna un altro passo in avanti nella mediazione di un conflitto decennale in Africa. Questa mattina, con il sostegno logistico della Croce Rossa Internazionale, Sant’Egidio si è fatta consegnare 8 soldati senegalesi che da un anno erano prigionieri dei guerriglieri del Casamance, la regione meridionale del Senegal che da più di trent’anni è percorsa da una insurrezione armata.

La famigerata associazione di Sant’Egidio, che tanti danni provoca al nostro paese a causa della sua sconsiderata propaganda a favore dell’immigrazione e della costruzione della squallida società multietnica ,  mostra, in questa vicenda,  quella che è la sua vera natura. Tale associazione odia il prossimo e ama il lontano, facendo l’esatto contrario rispetto al noto invito rivolto da Cristo ai suoi discepoli, messaggio che in teoria dovrebbe ispirare questo ente. Mentre il suo direttore d’orchestra, tal ministro Riccardi , si prodiga tanto per salvare dei soldati africani di cui sinceramente, a noi italiani, non è che ci interessi molto, due valorosi soldati italiani, Latorre e Girone, sono sotto rapimento in India da quasi un anno senza alcun motivo valido, giuridicamente e moralmente parlando. Per questi signori sono più importanti i militari senegalesi, ovvero i lontani, dei militari italiani, ovvero i nostri prossimi, i vicini.  D’altronde loro sono l’associazione xenofila per antonomasia, non si può pretendere molto. Questo perverso e autolesionistico modello di condotta ha pervaso la nostra società in vari settori, il disturbo psichiatrico si è insinuato nelle istituzioni. Pensiamo alla condotta della Guardia Costiera, ridotta a taxi marittimo che trasporta migliaia di africani in Italia a tutto danno degli italiani stessi. Pensiamo ai comuni che fanno a gara per concedere sussidi, case popolari, ridicole cittadinanze onorarie senza valore e privilegi vari agli ultimi arrivati, tanto pagano gli italiani. Pensiamo semplicemente al fatto che il “capo” di questa struttura di stampo xenofilo è anche Ministro della Repubblica, ancora per pochi giorni sia lodato il cielo. La nostra società è malata e il patriottismo identitario sarà la cura, tutti siamo chiamati a partecipare alla rivoluzione culturale che dovrà impedire il declino.

Guardate quanto impegno ci mettono i seguaci di Riccardi quando si tratta di Africani:

Da poche settimane a Roma Sant’Egidio ha avviato una mediazione fra il governo del nuovo presidente del Senegal, Machy Sall, e i guerriglieri il cui capo militare è l’islamico Salif Sadiò. A Roma il Senegal e l’Mfdc (il Movimento per le Forze Democratiche del Casamance) hanno accettato la mediazione e il 14 ottobre si sono incontrate una prima volta per provare a individuare un percorso di pace. Negli ultimi anni alcuni soldati dell’esercito senegalese erano stati catturati dall’Mfdc: Sant’Egidio ne ha chiesto la liberazione al capo dell’Mfdc Sadiò “come gesto umanitario e come atto teso a creare un clima favorevole al negoziato”. “Questo primo gesto può aiutarci in una fse delicata, quella dell’individuazione dell’agenda del negoziato”, dice Mario Giro, uno dei dirigenti di Sant’Egidio impegnati nelle mediazioni africane. Sul campo gli uomini di Sant’Egidio don Angelo Romano e Mauro Garofalo questa mattina sono entrati dal Gambia in Casamance (quindi legalmente nello stato del Senegal), in una zona controllata dal Mfdc: con l’assistenza della Croce Rossa hanno formato un convoglio che ha raggiunto i guerriglieri dell’Mfdc e si è fatta consegnare gli 8 soldati. Rientrati in Gambia, i soldati sono stati consegnati all’incaricato d’affari dell’ambasciata del Senegal a Banjul, e adesso stanno per partire per il Senegal con un aereo militare messo a disposizione dal Gambia stesso.

Vogliamo rivolgere un invito a Sant’Egidio, che ovviamente resterà inascoltato: se potete, dedicate anche solo il 10% delle energie spese per i soldati africani per tentare di salvare i nostri Marò, ve ne saremmo molto grati. L’ultimo pensiero vogliamo però rivolgerlo ai nostri Marò: noi, a differenza di Sant’Egidio e delle istituzioni italiane, non vi abbiamo dimenticato. Siete sempre nei nostri cuori, siete i nostri “prossimi”, gli unici che vogliamo salvare.

3 Comments

  1. Antonella dicembre 10, 2012 12:44 pm  Rispondi

    non ho parole. e non capisco per chè Latorre e Girone sono ancora imprigionati in India. Non è forse vero che sono stati pagati con un cospicuo risarcimento i familiari delle vittime tanto da renderli ricchi per generazioni? Quindi, che cosa vogliono ancora le autorità indiane? Non è che per caso ci sia sotto qualche losca manovra del nostro governo per spartirsi una fetta di torta ancora piu grossa?

  2. Werner dicembre 10, 2012 3:47 pm  Rispondi

    A quest’ora Riccardi avrà fatto un’orgia con quelli!

  3. Marte Ultore maggio 3, 2013 6:10 pm  Rispondi

    vedi admin, il fatto è che anche se si conquistasse il governo nazionale, anche se si riuscisse a mettere in ogni posto possibile un uomo di fiducia e di provato amore per la Patria, questi comunque rimarrebbero, e in gran numero a far danno e a suscitare sommosse e aperte ribellioni… Il problema è culturale, il terzomondismo deve essere annientato con le armi della ragione ed eradicato dalle menti di tanti rimbambiti, mentre chi tira le fila, conscio di fare del male al proprio popolo, deve essere punito secondo quanto previsto per chi, intenzionalmente, causa danno allo stato nazionale.

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