La Tommasi stuprata sul set e la società stuprata dal Potere

«Mi sono fidata di quelli che mi dicevano che sarebbe stato un bel lancio pubblicitario e che mi sarei divertita. Io in quel periodo ero fuori di me. Sul set mi avevano dato degli stupefacenti, non mi rendevo conto di quello che stavo facendo. Ricordo solo omaccioni grandi e grossi, che mi prendevano, mi usavano, non ricordo neppure più con quante persone ho fatto sesso. Quando prendi certe sostanze, non ti ricordi più niente».

«Forse perché una parte di me voleva capire cosa si provasse a toccare davvero il fondo. Per poi vedere se riuscivo a rialzarmi. Dopo sono stata malissimo, mi sono sentita sporca, brutta. Ho passato ore sotto la doccia nell’illusione di potermi togliere di dosso la sporcizia che mi sentivo dentro di me. Potevo anche morirci, perché mi avevano dato un sacco di sostanze. “Se non bevi tutto fino alla fine, ti facciamo bere l’acido muriatico”, mi urlavano. Io ero terrorizzata, tremavo e mandavo giù. Era una sostanza simile al crack, fortissima. Avevo la tachicardia alle stelle. Per due giorni di fila a girare quelle scene. Sono anche svenuta un sacco di volte. E ogni volta bisognava ricominciare. Ricordo la violenza, il dolore fisico, la nausea che a un certo punto mi ha preso. Alcune scene le ho girate senza nemmeno essere cosciente. Ma che gli importava a quelli della mia faccia?».

«Mi facevano fare un sacco di serate nei locali, discoteche. Non capivo più nulla. Alcol e droga. Alcol e droga. Impossibile uscirne. Lo staff di Corona. Non Fabrizio per carità, lui è una brava persona, ma tutte le persone che lavorano con lui. Continuavano a offrirmi serate su serate, droghe e sesso facile. La colpa è stata anche mia, intendiamoci. Non riuscivo a dire di no. Soldi, soldi, soldi, erano diventati un’ossessione. Non mi bastavano mai».

Perché parlare di questa vicenda? Perché esemplifica bene l’abisso della modernità.
Modernità che viene continuamente esaltata dalla mediocrazia dei vari giornali e giornaletti, ormai il cosiddetto gossip è uscito dai suoi binari di semplice curiosità per divenire un mezzo con il quale intontire le masse.
Questa ragazza, ovviamente non molto equilibrata neanche prima della vicenda, è una vittima di questo sistema di potere che esalta la stupidità ergendo i protagonisti dello showbiz a modelli di comportamento.
Il potere ha sempre cercato di controllare e manipolare le masse attraverso la “mediazione” di personaggi famosi, ergendoli a modelli.
Ma oggi siamo davanti ad una novità sostanziale. Un tempo infatti, il sistema di potere – pensiamo non solo ai sistemi totalitari ma anche quelli democratici fino a qualche decennio fa – gestiva i media e la censura in modo da creare modelli di comportamento positivi e moralmente integri. Oggi, questo si è ribaltato, e l’obiettivo del potere è rovesciato: si esaltano modelli di comportamento totalmente degradanti. E non si riuscirebbe a comprenderne il motivo – perché il Sistema vorrebbe manipolare le masse attraverso modelli negativi? – se non si analizzassero le motivazioni profonde di quesa strategia: il Sistema attuale tende a controllare l’individuo con un metodo opposto a quello utilizzato dai sistemi di potere precedenti perché si è reso conto che, il modo migliore per dominare una società, è distruggerne i legami interni e aumentarne l’entropia.
E quale miglior modo, se non quello di inocularne all’interno comportamenti bizzarri che indeboliscono “l’unità” della società e la sua morale?
La Tommasi è, la società nel suo complesso, alla fine del trattamento al quale il Sistema l’avrà sottoposta. Una fase che conduce dall’estremizzazione dei comportamenti all’autodistuzione. E quindi alla sottomissione al potere.

Ecco perché la mediocrazia dei giornali non perde occasione di esaltare – non si sa se coscientemente o perché parte anch’essa dell’entropizzazione della società – i comportamenti e le abitudini moralmente riprovevoli ergendole a modello di comportamento.
Ormai giornali come Corriere.it e Liberoquotidiano.it sono un gradino sotto Novella2000.
E così la ragazza svampita e drogata che “frequenta” tanti uomini, ancora meglio se qualche donna, e meglio ancora se qualche africano, diventa il simbolo da ostentare in mille articoli e da festeggiare in mille trasmissioni tv, per imporre alle masse un modus vivendi comportamentale.

Temi fino a pochi anni fa considerati tabù perché moralmente osceni, sono ormai sulle prime pagine dei giornali on-line. Mentre si cerca, in modo ridicolo, di far passare la “normalità” per oscena.
Nel mondo alla rovescia della mediocrazia moderna, è osceno difendere la famiglia, mentre è moralmente giusto fare la prostituta. E’ osceno difendersi dalla diversità mentre è bene sottomettersi all’altro.
Nel mondo orwelliano di oggi, l’omosessualità è la “normalità da difendere” da un manipolo di esaltati che non si adeguano al nuovo dogma.

Ovviamente, sono tutte cazzate partorite da menti malate e da insule anteriori atrofizzate. Ma sono “cazzate” con uno scopo. E lo scopo è l’assuefazione della società a questi temi, attraverso la somministrazione a dosi di dis-ordine sempre maggiori, con il consequenziale abbandono al disordine morale e alla sottomissione al potere.

Noi, questo lo combattiamo. Siamo i guerriglieri dell’entropia, coloro che difendono “l’ordine naturale delle cose”.
E non sarà affatto facile, sottometterci.


3 Comments

  1. Werner dicembre 7, 2012 7:39 pm  Rispondi

    Mi riesce difficile vedere come “stupro” una vicenda di sesso in cui è protagonista una come Sara Tommasi, che di genitali maschili in vita sua (come tante altre showgirl) ne ha visti e “utilizzati” talmente tanti da essersi dimenticata pure il numero e l’età in cui ha avuto la sua prima volta.

    Cioé qui stiamo parlando di mignotte, non di ragazze della porta accanto, di verginelle, in cui le parole “morale” e “dignità” non appartengono ai loro dizionari, a cui invece appartengono i termini “cazzo” e “fellatio”.

    Addirittura sembra che la Tommasi in passato se la sia fatta con Baruwah, quindi già solo questo dimostra la sua mignottaggine.

    La cosa più grave è che purtroppo oggigiorno anche le ragazze che vediamo in giro e non fanno parte di quell’ambiente sono troppo mignotte, e quelle che invece non lo sono, quasi quasi devono vergognarsi di non esserlo, quando in realtà QUESTE ULTIME SONO LE LORO “PADRONE”.

    Le rivoluzioni anticulturali del ’68 e del femminismo, assieme ai mass media, in tutto questo c’hanno messo del loro, “mignottizzando” le nostre donne, inculcandogli concetti moralmente sbagliati, e rincoglionendo i padri, che ahinoi, non sono più tali e non sanno comandare a casa loro.

    Ormai le ragazze di oggi pensano solo a fare spettacolo, cinema e televisione, e non a fare le cose che fanno parte della vita, ovvero matrimonio e famiglia, e se vogliamo, anche lavoro, perché non vi è nulla di male se le donne vanno a lavorare onestamente e dignitosamente, anzi tutt’altro.

  2. Antonella dicembre 8, 2012 12:34 pm  Rispondi

    Hai perfettamente ragione.
    “lo scopo è l’assuefazione della società a questi temi, attraverso la somministrazione a dosi di dis-ordine sempre maggiori, con il consequenziale abbandono al disordine morale e alla sottomissione al potere”
    io ti ammiro perchè metti in evidenza i piani non tanto nascosti di questi ass@ssini della società. Continua a parlarne, è importante.

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