Il mercato degli immigrati: “5 euro e votate noi”

[nbnote ]http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/piacenza-primarie-choc-centrosinistra-stranieri-pagati-euro-perche-votassero/189370/[/nbnote]“Ci sono state irregolarità e, sebbene non infici il risultato finale, c’è qualcuno che ha pagato stranieri per andare a votare alle primarie del centrosinistra”. Il segretario del Pd di Piacenza, Vittorio Silva, non ha dubbi: alle primarie che dovevano indicare il candidato sindaco del centrosinistra alle comunali del 2012 c’è chi ha giocato sporco. Lo stesso responsabile del Pd piacentino racconta di essere stato testimone di una serie di irregolarità – a cui hanno assistito anche alcuni cronisti – e parla della possibilità di “voto di scambio, con gente che fotografava la propria scheda elettorale e la cui preferenza veniva comprata con 5 euro“.

Ma la cronaca delle primarie di ieri, quando 7.453 “piacentini” si sono recati alle urne, è convulsa. Tutto inizia di prima mattina, poco dopo le 8,30 nel seggio allestito in centro storico, quando viene segnalata la presenza di un folto gruppo di ecuadoriani e peruviani che fotografano con il telefonino la propria scheda elettorale già votata. Un meccanismo che mette in allarme alcuni dei volontari del Pd e lo stesso segretario democratico, che invitano i sudamericani a riporre i telefoni cellulari. Dal seggio del centro storico si passa quindi alle verifiche sugli altri otto seggi disseminati per la città cercando di circoscrivere episodi del genere.

Una pratica che, però, con il passare delle ore diviene consuetudine proprio all’ombra di palazzo Gotico. Alcuni filmati amatoriali riprendono quindi gli spostamenti dei sudamericani sino a fuori dal seggio: gli stranieri, completate le operazioni di voto, incontrano all’angolo di una delle vie del centro almeno due uomini italiani che cedono qualcosa (soldi?) in cambio di una “occhiata” al cellulare per appurare che il voto inserito nell’urna sia giusto.

Gli appostamenti attorno al seggio di viale Garibaldi continuano dopo pranzo. Questa volta ai

sudamericani non viene più richiesta la fotografia sul telefonino, ma l’attestato di voto.

Stesso angolo, stessa storia. Due uomini italiani, sempre gli stessi, che incontrano i sudamericani dopo il voto e scambiano qualcosa. Nonostante i partiti del centrosinistra non si sbottonino – anche se si sono espressi tutti con parole di condanna –i muri della città di Piacenza hanno già un colpevole: l’Italia dei valori. “Idv uguale mafia” recita un graffito apparso questa mattina nella centralissima viale Risorgimento. “Idv vergogna” e soprattutto “un voto per Raggi uguale 5 euro”.

E proprio sul candidato dell’Idv, Samuele Raggi, si sta scatenando una bufera che sembra avere poco a che fare con le nuove geometrie politiche in vista delle elezioni.

Come volevasi dimostrare. Le primarie sono, come tutti gli scrutini con relativamente pochi elettori, l’occasione ideale per pilotare il voto di scambio. E quale migliore serbatoio per questa attività degli immigrati? Per pochi spiccioli orde di Senegalesei, Maghrebini e Romeni sono pronti a votare chiunque.
Per questo dare il “voto agli immigrati”, è un attentato alla Democrazia.
Questo schema verrebbe infatti ripetuto “in grande” nelle elezioni generali, soprattutto ove fossero approvate le “preferenze”: le primarie sono infatti solo un “allenamento” per i virgulti del pd-idv.
E’ quello che accade negli Usa, dove è stato un fattore decisivo per la risicata vittoria di Obama: pulmini di messicani e roba simile pagati per accorrere ai seggi. Spesso, senza essere nemmeno cittadini. Grazie alle stravaganti leggi Usa infatti, in quasi tutti gli Stati americani non viene richiesto neanche il documento, vanno sulla fiducia.
Per questo, immigrazione e democrazia sono incompatibili. Perché le comunità di immigrati sono i serbatoi ideali per il “voto di scambio”. Spesso questo non è così plateale come nel caso piacentino ma del tipo: “noi vi diamo finanziamenti per le moschee e voi votate noi”. Formalmente legale, ma democraticamente illegittimo.

Gli immigrati sono i “bravacci” dei politici, assoldati, come avveniva con gli schiavi nell’ultima Roma repubblicana, per asservire il popolo e servire i potenti.

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4 Comments

  1. Werner dicembre 5, 2012 5:01 pm  Rispondi

    Le primarie non sono voti nel vero senso della parola, non è richiesto un documento e quindi si può fare ciò che si vuole.

    E poi stiamo parlando del PD, che vorrebbe concedere il diritto di voto agli immigrati, esattamente come tutti gli altri partiti di sinistra (e quello di pseudodestra, FLI), quindi non vi è nulla di cui meravigliarsi, e almeno da questo punto di vista non prendono per i fondelli nessuno.

    Chi prende per davvero per i fondelli le persone è la Lega Nord, che tanti comizi fa sul contrasto all’immigrazione, e poi che succedete che nelle sue riunioni di partito ci sono tesserati negri con le magliette verdi, oppure altri negri che in cambio di pochi spiccioli vanno ad affiggere i loro manifesti.

  2. admin
    admin dicembre 5, 2012 5:22 pm  Rispondi

    Questo è scandaloso. Hai dettagli?

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