Torino: fumi e rifiuti tossici dal Campo Nomadi – Video denuncia

La disperazione di chi abita dalle parti di corso Vercelli e via Ivrea è arrivata al culmine.
I cittadini hanno postato l’ennesimo video su Youtube. Un documento di due minuti che racconta la vita da prigionieri degli abitanti di questa periferia torinese.
Prigionieri del degrado portato dagli Zingari e delle esalazioni provenienti dal vicino campo nomadi di via Germagnano.
A girarlo alcuni residenti del quartiere Pietra Alta, stufi di dover continuare a respirare veleno senza che nessuno alzi un dito per porre fine a questa storia.

Fassino dorme. Gli ambientalisti tacciono. I girotondini e i popolini viola non girotondano. Perché loro frequentano solo i circolini chic del centro, non certo le periferie, né, tantomento, quelle infestate dagli Zingari.

Nei due minuti di video si vedono colonne di fumo alzarsi al cielo, immissioni di fumi nocivi nell’aria derivanti dalla combustione di pneumatici, sacchetti di plastica, rame ed altri materiali velenosi. Episodi che in circoscrizione Sei rappresentano la quotidianità e che hanno costretto i comitati spontanei a preparare un nuovo esposto alla magistratura. Che ovviamente, se ne sbatte.
Guariniello, sempre valido nell’indagare ogni possibile problema di salute pubblica, si occupi dei fumi tossi provenienti dai Campi Nomadi. Ne ordini lo sgombero e arresti i responsabili. Invii un bell’avviso di garanzia a Fassino per “omessa vigilanza” e “disastro ambientale”.

“Sono anni che andiamo avanti a fotografare queste incredibili colonne di fumo – denuncia uno dei residenti della zona -. Gli Zingari di via Germagnano cominciano a bruciare i rifiuti dalle prime ore del pomeriggio e non la smettono fino a notte inoltrata. Soprattutto in inverno. Quando passiamo da quelle parti a piedi siamo costretti a metterci un fazzoletto davanti al naso per non rischiare l’intossicazione”.

L’ultima volta che l’Arpa si è degnata di intervenire, è stato nel lontano 2010.
Nei terreni fu rilevata la presenza di oli esausti e di fusti contenenti sostanze tossiche. Oltre a quantità enormi di rifiuti di altra natura tra cui pneumatici, televisori e carcasse di frigoriferi. Tutti oggetti che quando vengono dati alle fiamme rilasciano nell’aria polveri contenenti agenti chimici patogeni.

Del resto è notorio da indagini svolte da alcune associazione che l’incidenza di tumori nelle vicinanze di Campi Nomadi è doppia, rispetto al normale. “Grazie”, alle attività illegali di smaltimento che vi si svolgono.


2 Comments

  1. Werner dicembre 3, 2012 9:09 pm  Rispondi

    Gli zingari sono tossici per definizione, e per loro infestare gli ambienti è una consuetudine.

    Sono convinto che questi problemi durano dal 2007, ovvero dall’anno in cui la Romania approfittando del suo ingresso nell’Unione Europea, ha sostanzialmente scaricato a tutti gli altri paesi comunitari il loro pattume zingaro, e liberarsene definitivamente, visto che è noto a tutti che i Rom davano fastidio sia alla popolazione rumena che alle autorità.

    Ovviamente l’Italia, lo stato europeo più vulnerabile alle migrazioni, ne ha accolti tanti, e concedendo loro molti benefici, pur sapendo che questi sono dediti all’accattonaggio, ai furti, alla prostituzione minorile, agli stupri, e molto altro, visto che la delinquenza e l’immoralità sono elementi fondanti del loro DNA.

    Fanno troppa carità a questi parassiti, i quali ovviamente approfittano della coglionaggine delle nostre istituzioni e dei vari enti come la Caritas, che sono troppo benevoli con loro.

    Purtroppo se si volessero attuare le espulsioni in massa degli zingari, non è possibile, perchè poi l’Unione Europea rompe le palle con accuse di xenofobia, sanzioni, etc. etc.

  2. Il Comico dicembre 6, 2012 8:18 pm  Rispondi

    Come sentirsi ospiti in casa propria.
    Ecco la barzelletta di questo paese, dove, di fatto, siamo ostaggi degli “altri”.
    In questo caso i nostri amici zingari, che sono quanto di peggio si possa desiderare da questo bellissimo fenomeno chiamato “immigrazione”.
    Io non ci sto!

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