La piovra antirazzista contro i dissidenti: adeguatevi al Sistema!

A volte capita di leggere articoli deliranti, confusi e scritti male. Articoli che, viste le giravolte concettuali che devono fare, finiscono per contraddirsi riga dopo riga.
Questo è uno dei casi. Leggere con attenzione, è istruttivo.

[nbnote ]http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/12/03/news/razzismo_web_cresce-47986469/[/nbnote]”IL NAZISMO ci ha messo due anni a fare il cluster delle persone a cui ha dedicato le sue attenzioni, oggi basta un click per farlo”. L’allarme non viene dalla Polizia postale ma da Franco Bernabè, presidente di Telecom Italia, durante la presentazione alla Bocconi di Milano del suo libro “Libertà vigilata. Privacy, sicurezza e mercato nella rete”. Una stoccata ai comportamenti poco virtuosi degli OTT (i cosidetti Over The Top, i grandi attori della rete mondiale) in tema di privacy che fa riflettere. L’intensa attività di profilazione resa possibile oggi dalle tecnologie elettroniche che categorizzano gli individui in base a etnia, orientamenti e abitudini – il vero tesoro dei social network – possono favorire razzismo e discriminazioni facilitando l’individuazione del “diverso”. In aggiunta, con l’aumentare delle persone connesse, la scarsa consapevolezza del valore della propria privacy, unita a fenomeni di esibizionismo e di presunta immunità per quello che in rete si fa e si dice, sono aumentati del 50% negli ultimi tre anni, secondo la Polizia postale, anche i siti razzisti, i cosiddetti “hate sites”, i siti dell’odio. Cioè i siti che diffondo, professano, incitano all’odio e all’intolleranza razzista.

Il razzismo ovviamente non dipende dalla presunta mancanza di leggi su Internet, come Bernabè ha anche detto, – e come dimostrano i cori allo stadio – ma è un male antico che da sempre nasconde la difficoltà dell’incontro con l’altro da

sè, definito e categorizzato come diverso e quindi inferiore per caratteristiche somatiche e comportamentali. È però vero che lo “spazio del razzismo” si allarga sempre sotto la pressione di cambiamenti sociali e politici che il singolo non può controllare, e aumenta nei periodi di crisi laddove viene meno un principio unificatore in grado di parlare per tutti, come quando i partiti sono delegittimati, i sindacati deboli, e la società civile non riesce a rispondere positivamente alle necessità generate dal cambiamento.

Per affrontare questo problema da qualche mese è online il sito Red (Rights, Equality and Diversity) un network europeo che ha l’obiettivo di mappare proprio i casi di razzismo e intolleranza offrendo una serie di strumenti per imparare a riconoscerlo e combatterlo. Nato su impulso della commissione europea, è affidato a un team di volontari cui contribuiscono 27 organizzazioni ed enti di ricerca europei che pubblicano l’”Atlante del Razzismo”.

Iniziativa meritevole perché se il razzismo è una risposta difensiva che esprime un bisogno di rassicurazione, troppo spesso si esprime in forme aggressive, gli “hate crimes” che, oltre a manifestarsi in reati veri e propri – minacce o aggressioni -, hanno la seconda natura di essere perpetrati verso gruppi con caratteristiche simili legate all’etnia, alla religione, all’orientamento sessuale.
L’antisemitismo è una forma di razzismo. L’Islamofobia è una forma di razzismo. L’omofobia è una forma di razzismo. Il razzismo si nutre di stereotipi e pregiudizi. Come ci dice Santino Spinelli, artista rom abruzzese, dopo l’inaugurazione con Angela Merkel di un monumento al genocidio dei Rom nella seconda guerra mondiale: “I Rom non sono ladri per natura, sono poveri, e pochi ne conoscono la storia e cultura, perciò vengono discriminati”.

Il razzista in rete può essere anonimo, parlare a una platea virtualmente infinita, e con la scusa della libertà d’espressione pretendere di irradiare al mondo la sua farneticante idea di purezza. Però non servono nuove leggi per il web. Infatti dopo le minacce al ministro Riccardi e alla consigliera romana Carla Di Veroli la magistratura ha oscurato dall’Italia il sito dei suprematisti bianchi Stormfront.org in un’operazione che ha portato a quattro arresti. Per reagire al razzismo e alla discriminazione è necessario un mix di soluzioni che va dall’informazione all’educazione alla cittadinanza, dal dialogo all’applicazione delle leggi esistenti.

Per questo l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio (UNAR) ha convocato per il 12 dicembre un tavolo di lavoro con le associazioni per combattere la trans-fobia e le discriminazioni sessuali e sembra la direzione giusta per contrastare il fenomeno. Altrimenti aumenterà la voglia di fare da soli. Anonymous (sigla sotto la quale gruppi di hacktivisti organizzano proteste e altre azioni sul web) ha denunciato più volte in rete gli autori della persecuzione online di giovani donne e di omosessuali ma ha anche messo online sia il sito Nazileaks per denunciare i nomi dei sostenitori della destra razzista tedesca, sia i riferimenti di 35.000 funzionari israeliani per denunciare l’uso sproporzianato della forza a Gaza, che hanno giudicato un’azione di pulizia etnica e quindi razzista. E hanno messo ripetutamente offline il sito di Casapound Italia i cui esponenti si sono spesso pronunciati contro “il meticciato culturale biologico”. Razzismo fa da sempre rima con fascismo.

Si parte con il sig. Bernabé che comanda Telecom senza meriti particolari, tranne l’essere membro di una certa élite, che parla di “nazismo che schedava” – fa sempre chic partire col nazismo – e quindi mettendo in evidenza i rischi alla privacy di chi oggi utilizza la rete. Ma poi – ecco la prima giravolta – si passa all’esaltazione di chi, quella schedatura vuole portarla avanti in nome della “lotta al razzismo”. In realtà una bella scusa per “silenziare” comportamenti anti-sistema.
Insomma, se la schedatura la fanno i “nazisti” è male, se la fa la Ue o qualche altro organo globale del nuovo ordine – i veri “nazisti” del nuovo secolo – allora è bene.
Poi gli schedati li si chiama “fascisti”, che fa sempre un bell’effetto, e la massa inerte è “tranquillizzata”.
Anche nell’Unione Sovietica i dissidenti venivano accusati di “fascismo”. Era una delle accuse con le quali si spedivano intellettuali e scienziati in Siberia.

Non c’è alcuna differenza tra la società globale attuale e quella sovietica, tranne la diversa forma di controllo mentale che si utilizza – lì il collettivismo esasperato, qui il consumismo folle – e, mentre allora c’era il kgb e i “volontari della delazione”, oggi abbiamo organismi inutili e parassitari come l’Unar e i volontari a pagamento delle varie organizzazioni a delinquere di stampo xenofilo.
Ognuna delle organizzazioni citate dall’articolo riceve finanziamenti dallo speculatore Soros. Uno molto preoccupato del benessere del prossimo.
C’è poi la rete molto oscura di hacker anonimi, che poi tanto anonimi non sono, e i cui reali obiettivi – mascherati da un fasullo “ribellismo” – sono l’Occidente e la sua identità. Piccole pulci da tastiera al servizio del Sistema che in nome della libertà – solo la loro – cercano di far tacere chi ha idee diverse.

Un punto esilarante dell’articolo è quello dove si vorrebbe mischiare in un calderone, quelle che loro chiamano “forme di razzismo”. Con effetti paradossali.
L’Israeliano islamofobo in quale categoria lo mettiamo? in quella delle vittime, o in quella dei carnefici? E l’omosessuale antisemita dove lo mettiamo? Vittima o carnefice?
E non è surreale, leggere il sedicente artista zingaro “abruzzese”, la regione dove gli Zingari hanno il monopolio del crimine organizzato, lamentarsi perché membro di un gruppo perseguitato da “immeritati” stereotipi? Loro non sono ladri per “natura”, lo sono perché “poveri”. Al che uno potrebbe rispondere di non essere “razzista” per natura, ma perché loro sono ladri. Ma non sarebbe politicamente corretto e scaterebbe il nuovo mostro informatico R.E.D. a caccia di pericolosi dissidenti alla società multietnica.

Il tratto tipicamente consolatorio – per i lettori malati di xenofilia – di questo articolo, è cercare di presentare l’immigrazione come inevitabile e coloro che vi si oppongono come degli individui che non riescono ad adeguarvisi, e che verranno perdonati e riammessi nel consesso dei “buoni”, qualora si pentano cospargendosi il capo di cenere.
Bè, se fosse inevitabile, non sarebbero così terrorizzati da chi esprime la propria opinione liberamente, tanto da creare organismi mangasoldi che si occupino di reprimerle.
E poi ci sarà sempre qualcuno che non si adeguerà. E saranno sempre di più, coloro che non si adegueranno. E faremo così tanto rumore che non basterà tutta la sporcizia che hanno nelle orecchie per fuggire dalla verità.

L’antirazzismo è una malattia. Una patologia psichiatrica che colpisce gli autolesionisti.
Nella Storia, è la prima volta che qualcuno odia talmente se stesso da desiderare la fine della propria cultura, e la scomparsa del proprio gruppo etnico. Questo è profondamente innaturale. L’antirazzismo, o meglio, il discriminare il simile a favore dell’estraneo, è ciò di più innaturale che possa esistere.

Da una parte il Sistema e i suoi galoppini finti “ribelli” dei centri sociali e della setta di anonymous. Soros e i suoi volontari a pagamento.
Dall’altra tutti quelli che non si adeguano. La Resistenza Nazionale è appena cominciata.


14 Comments

  1. Padroni a Casa Nostra! dicembre 4, 2012 5:04 am  Rispondi

    Un caso di scuola di “antirazzismo” nell’informazione…

    La notizia (come conosciuta dal 99% dei boccaloni che leggono solo i giornali)

    Tragedia nel calcio giovanile OLANDESE. Un dirigente del Buitenboys che stava svolgendo il ruolo di guardalinee è morto dopo essere stato picchiato e preso a calci da alcuni ragazzi dell’ AMSTERDAM Nieuw Sloten. Richard Nieuwenhuizen è crollato ed è stato ricoverato per diverse ore in ospedale ma non ce l’ha fatta a causa delle ferite riportate.

    La notizia è stata data dallo stesso club per cui lavorava Nieuwenhuizen. Tre GIOCATORI, di età tra i 15 a 16 anni, sono stati arrestati per il presunto coinvolgimento nel pestaggio. Il ministro dello Sport OLANDESE Edith Schippers ha dichiarato all’emittente nazionale NOS, prima ancora della notizia della morte di Nieuwenhuizen, che “è assolutamente terribile che qualcosa di simile possa accadere in un campo sportivo OLANDESE”. I GIOCATORI arrestati sono al momento in custodia cautelare.

    (le maiuscole sono mie)

    Si parla dei colpevoli genericamente come “giocatori”, e si scrive ben tre volte la parola “olandese”

    PECCATO CHE I “GIOCATORI” DI QUELLA SQUADRA “OLANDESE” SIANO TUTTI IMMIGRATI!

    basta consultare la formazione sul loro sito

    http://0-media-cdn.foolz.us/ffuuka/board/sp/image/1354/56/1354561377319.png

    Naturalmente non lo farà nessuno, e i boccaloni resteranno convinti si tratterà di giovani olandesi (magari un po’ nazisti come Breivik)

    PS

    Per evitare che anche quei pochi interessati vadano a controllare…

    CASUALMENTE, IL SITO DELLA SQUADRA ADESSO E’ CHIUSO PER “LUTTO”

    C’è solo un comunicato di “cordoglio” dei dirigenti…

    http://www.nieuw-sloten.nl/

    Peccato che abbia fatto in tempo a prendere uno screen-shot.

    Probabilmente rischio un’accusa di razzismo e la visita degli psico-poliziotti per questo…

  2. Werner dicembre 4, 2012 1:46 pm  Rispondi

    Bernabé è ebreo, e mi pare sia noto a tutti, così come lo è il sedicente filantropo Soros, famoso speculatore finanziario.

    Come sempre sono gli ebrei ad attuare questa persecuzione nei confronti di coloro che sono contrari al fenomeno dell’immigrazione, anzi, pardon, invasione di massa, tanto caldeggiata dagli ebrei “nostrani” Lerner e Pacifici, e dai mezzi di informazione di DeBenedetti.

    Sono loro che hanno in mano il Sistema di cui l’articolo fa menzione, pur essendo “quattro mosche” in tutto il pianeta, eppure impongono a 25 stati europei l’immigrazione selvaggia di arabi, negri e zingari, al fine di distruggere l’identità nazionale di ognuno di essi. Ma poichè essi sono tutti sionisti, ovvero la vera essenza del giudaismo, il loro obbiettivo da più di 2000 anni è quello di far SCOMPARIRE LA RELIGIONE CRISTIANA, ovvero quella religione rivelata da Gesù Cristo per ordine di Dio, il nostro Messia che loro hanno ucciso.

    Tutti a parlare di libertà, libertà, libertà, ma sta di fatto che non vi è cosa più liberticida di quanto possa essere l’imposizione di un determinato modo di pensare, di agire e di parlare, come avviene nelle peggiori tirannie. Per carità, nessuno ha il diritto di infierire contro qualcun altro, ma allo stesso tempo tutti hanno il diritto di difendersi da ciò che li assale, e l’immigrazione è una di queste.

    E poi finiamola con questo razzismo, il RAZZISMO NON ESISTE, è solo un fenomeno inventato dai politici e dai mass media per forzare i cittadini ad accettare l’immigrazione, a partire dai punti più negativi, e far sentire in colpa coloro che dissentono da questo fenomeno.

  3. Antonella dicembre 4, 2012 4:49 pm  Rispondi

    MAI MAI MAI E POI MAI MI ADEGUERO’ AL SISTEMA. NEANCHE CON COERCIZIONI O CON MINACCE VARIE. ANDATE AL DIAVOLO GLOBALISTI DEI MIEI STIVALI INSIEME AI GALOPPINI CHE PAGATE PER IMPEDIRE LA LIBERTA’ D’ESPRESSIONE.

  4. alfabetagamma dicembre 5, 2012 2:51 am  Rispondi

    Vomitate pure i vs tardi deliri demenziali …il risveglio mattutino col sole a scacchi è terapeutico .

  5. alfabetagamma dicembre 5, 2012 2:59 am  Rispondi

    Ah, dimenticavo, la magnum di Dom Perignon che stapperò quando giustizia sarà fatta è una vintage cuvéé 1982, della cantina di famiglia…ad maiora 🙂 ps. antonella, oltre al resto, degli effetti personali, si preparerà anche un toy consolatorio, suppongo 😉

    • Werner dicembre 5, 2012 1:18 pm  Rispondi

      Chiunque tu sia, sappi che ride bene chi ride ultimo, e vedremo se le nostre opinioni anti-sistema sono “tardi deliri demenziali”.

      Inoltre se intervieni qui solo per recare attacchi personali ad Antonella (che costituisce reato), e non per esprimere le tue opinioni, ti consiglierei di farne pure a meno, visto che poi il tuo commento verrà rimosso dall’admin.

  6. Luciano dicembre 5, 2012 1:24 pm  Rispondi

    Santino Spinelli??? artista ROM???
    ora dobbiamo prendere anche lezione da costoro? ma lo avete mai sentito questo sapientone??? riesce a sparare più stronzate di un idiota al manicomio…
    Ah già, ma è uno zingaro! quindi siamo noi che non riusciamno a comprendere…

  7. Antonella dicembre 5, 2012 1:25 pm  Rispondi

    è sempre lo stesso personaggio, con nick diversi

    • admin
      admin dicembre 5, 2012 2:04 pm  Rispondi

      Si, è sempre il solito perditempo. Ma è il caratteristico rappresentante di quelli come lui, del resto è la conferma che nei centri di salute mentale è permesso il collegamento internet.

  8. Marte Ultore dicembre 7, 2012 10:53 pm  Rispondi

    Mi chiedo perché l’amministratore non elimini le sconcezze di questo pervertito (o invertito?).
    Comunque non è proprio vero che sia la prima volta nella storia che una società si suicida deliberatamente, qualcosa di molto simile accadde alla fine dell’impero romano. La società cristiana voleva fare tabula rasa del vecchio e trovò nei barbari lo spietato strumento.
    Solo che all’epoca non c’erano milioni di plebi, non c’era un uso “scientifico” e tecnologico dei modi per distruggre una popolazione, e la cosa si risolse in un mezzo successo perché non si poteva arrivare ovunque e dappertutto e in fondo i barbari erano pochi anche se ammazzavano parecchio gli autoctoni. La vera novità sta nel fattori di potenza cui questo sentimento è portato dalle tecnologie moderne.

    • admin
      admin dicembre 8, 2012 12:09 am  Rispondi

      Delle sue decine di commenti che ci invia dal centro di salute mentale, ne lasciamo alcuni come esempio del livello intellettivo dei nostri nemici.

  9. Antonio dicembre 8, 2012 3:38 am  Rispondi

    la feccia immigrazionista è il cancro da estirpare

  10. TONI gennaio 2, 2013 6:56 pm  Rispondi

    bel sito ragazzi viva resistenza nazionale abbasso gli xenofili

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