Primavere arabe: l’Egitto condanna a morte Terry Jones

Corano tra le fiamme

Come l’Iran di Khomeini: piccoli integralisti crescono

I giudici dall’alta corte per la sicurezza centrale egiziana hanno condannato a morte il reverendo americano Terry Jones, noto per avere bruciato in passato copie del Corano. Gli stessi giudici hanno chiesto la pena di morte per i sei imputati copti, tutti residenti negli Stati Uniti, accusati di avere prodotto il film anti-islam «L’innocenza dei musulmani», chiedendo al gran mufti l’autorizzazione per la condanna, come previsto dalla legge egiziana.

Solidarietà ai nuovi martiri – speriamo per ora solo “virtuali” – dell’arroganza censoria islamica.
Arroganza che accomuna gli Islamici ai nostri antirazzisti da cortile. Delirio censorio che accomuna i nuovi “ayatollah” egiziani ai “nostri” Riccardi, Pacifici, Severino; i giudici del Cairo ai magistrati di Roma Luca Tescaroli e Stefano Aprile gli aguzzini dei quattro giovani tuttora detenuti per avere “diffuso idee” contrarie alla propaganda xenofila.
Per ora in Italia si “limitano” alle minacce e alla privazione della libertà. Ma non è detto non si arrivi anche qui, nella democratica penisola, all’assassinio politico di chi non la pensa come il Sistema desidera.

Oggi, Riccardi ha dei nuovi amichetti con cui dilettarsi di censura.


6 Comments

  1. redderationem novembre 29, 2012 12:31 pm  Rispondi

    vedremo se, al momento del redde rationem, glielo dirai in faccia ai magistrati che sono “aguzzini”…ha proposito, ai già preparato pigiama, biancheria di ricambio, spazzolino e dentifricio?

    • admin
      admin novembre 29, 2012 4:36 pm  Rispondi

      Non porto il pigiama.
      Però è terribilmente noioso, cerchi di essere più interessante. Si sforzi.

  2. redderationem novembre 29, 2012 12:33 pm  Rispondi

    ps: che tu lo pubblichi o meno, non mi può fregar di meno….

  3. Antonella dicembre 2, 2012 10:27 am  Rispondi

    eh eh eh …doveva pulirsi il sedere con le pagine del corano, altro che…

  4. Werner dicembre 2, 2012 8:53 pm  Rispondi

    L’Islam non è una religione, ma un culto semipagano inventato da un comune mortale di nome Mohammed, che ha voluto imitare Gesù Cristo e diffondere la sua “parola”.

    Gli islamici non hanno alcun rispetto per i cristiani, che osano definire “infedeli” (quando in realtà furono loro ad abbandonare il Cristianesimo per abbracciare questa nuova “fede” all’epoca in cui si diffuse in Medio Oriente e Nord Africa), sopprimono tutto ciò che non è arabo.

    Sono talmente ignoranti, o perlomeno così fanatici, da negare il fatto che in Egitto il Cristianesimo esiste da quando è scomparsa la civiltà egizia, i copti appunto, ma loro con le guerre di invasione hanno “islamizzato” un paese. Anche l’Iran preislamico, la Persia, era una grande civiltà, ma gli arabi hanno distrutto tutto.

    Qui in Europa se non riprendiamo coscienza di noi stessi, della nostra storia, delle nostre tradizioni cristiane, e non ci riprendiamo dal punto di vista demografico, ci finirà proprio come l’Egitto, la Persia e la Turchia.

  5. Marte Ultore gennaio 31, 2013 12:38 am  Rispondi

    Ma no proteo, non serve il ripristino della pena capitale nemmeno ufficiosa, cosa che fanno anche ora pubblicando tutte le generalità e la residenza degli imputati “scomodi”, tipiche delazioni a compiere delitti politici, puoi fare caso che per reati ben più gravi, ma solo penali, la riservatezza viene tutelata infatta; ma dicevo, non serve nemmeno sporcarsi le mani, basterà venga emessa una sentenza da un tribunale islamico e per “i buoni rapporti”, lo Stato italiano non potrà non consegnare il malcapitato imputato nelle coscienziose mani dei tribunali stranieri nei quali si ha la massima fiducia per uno svolgimento equo del processo.

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