Arabi in Siria a fare “shopping” di bambine

Mercato arabo delle schiave bianche

Arabi a caccia di “carne bianca” tra le popolazioni della Siria

Le chiamano «spose a basso prezzo». Mogli bambine, facili da trovare, facili da portare via, con le famiglie disposte a tanto pur di veder migliorate anche solo di poco le loro disastrose situazioni economiche nei campi profughi sempre più gremiti e disperati lungo il confine. Il mercato è fiorente e in crescita. Tanti tassisti di Amman ormai si sono industriati. Attendono i ricchi sauditi e dei Paesi del Golfo all’aeroporto o di fronte agli hotel a cinque stelle. Basta poco per capire cosa vogliono. «Le donne siriane piacciono nel mondo arabo. Sono chiare di pelle in un parte del globo dove il sole abbronza e invecchia troppo in fretta, alte, gli occhi grandi», raccontano gli attivisti locali per la difesa dei diritti umani a Cassandra Clifford, nota militante americana per le garanzie dei più deboli e fondatrice dell’organizzazione umanitaria «Bridge to Freedom Foundation». Costano poco, bambine di 15 o 16 anni cedute dalle famiglie appena sfuggite agli orrori della guerra civile per cifre che possono restare nei limiti dei 1.000 o 2.000 euro. Una quisquilia, noccioline per gli uomini d’affari del Golfo. Sono abituati a spendere ben di più. Una notte in compagnia di prostitute ucraine in un albergo a Dubai può costare anche il doppio.

Ecco altre vittime delle “rivoluzioni colorate”.
La Siria era un luogo piuttosto tranquillo per il metro mediorientale. Lo era, finché qualche demente decise che Assad doveva essere sostituito con un fantoccio.
Avete mai messo la mano in un vespaio? Stesso risultato.
Stesso risultato raggiunto in altri termini, da un fantoccio dell’Occidente, Eltsin, che pilotò la Russia, dalla sera alla mattina, dall’economia pianificata al liberismo selvaggio, prostrando la popolazione e gettandola in pasto ai famelici Oligarchi. Anche lì: gente alla fame e donne vendute al miglior offerente.

Ma gli Arabi sono moralmente a sé, e si mostrano, anche in questa occasione, per quello che sono. Una popolazione di sfruttatori che ha della donna la stessa considerazione che hanno di un cammello.
In questo non dissimili dalle orde di puttanieri occidentali che affollano i paesi-bordello quali Cuba e Thailandia. Ma quello che per noi è una vergogna, per loro è la normalità. Questo differenzia l’Uomo dall’Arabo.


Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *