Parma, è “guerra” tra Patrioti italiani e immigrati islamici

Cittadini esasperati chiedono di vietare le “feste islamiche” dinanzi alla moschea abusiva di via Campanini. Gli immigrati islamici presidiano l’area vietando agli italiani di circolare liberamente e dirigono abusivamente il traffico nei pressi della moschea illegale indossando pettorine arancioni e sostituendosi alla Polizia municipale. Un vero e proprio antistato.

La sede della moschea abusiva occupata da "poveri migranti"

Più di 100 firme in due giorni. Per la precisione 108: in tanti, tra residenti e lavoratori del quartiere Pip di via Mantova, hanno aderito a un’istanza inviata a sindaco, questore, prefetto e persino ministero dell’Interno. Il problema è sempre lo stesso: la sede della comunità islamica di via Campanini, da anni al centro di polemiche e proteste da parte di chi vive nella zona.

“Nel quartiere non se ne può più della maleducazione e mancanza di rispetto delle norme, delle leggi e delle regole da parte dei frequentatori della moschea che ad oggi è ancora illegale”, scrive Cesare Piazza, presidente del comitato degli artigiani del quartiere, già vincitore della sua personale crociata contro i musulmani di Parma grazie a una sentenza del Consiglio di stato che sancisce l’irregolarità del capannone adibito a luogo di culto.

“Lo scorso 19 agosto – afferma Piazza – abbiamo contato circa 2500 persone. La polizia municipale aveva chiamato la Digos e nei giorni seguenti alcuni di noi sono stati sentiti dagli agenti di via del Taglio e il fascicolo è stato trasmesso in Procura della Repubblica per problemi di ordine pubblico. Un artigiano ha avuto anche problemi a raggiungere la propria ditta in quanto alcuni islamici con giubbetti catarifrangenti e palette dirigevano il traffico e non volevano farlo passare!”. In vista dell’imminente ricorrenza musulmana della “festa del sacrificio” (che dovrebbe tenersi tra il 25 e il 28 ottobre), l’artigiano prevede l’arrivo “durante una normale giornata di lavoro” di “oltre 2 mila fedeli” che si aggiungeranno ai “tir in manovra e le auto dei lavoratori” con “conseguente pericolo per chiunque! In particolare se qualcuno dovesse farsi male, i soccorsi non riuscirebbe nemmeno a raggiungere il ferito!”.

L’istanza – corredata da fotografie e fotogrammi di filmati che testimoniano l’afflusso di fedeli in moschea e mostrano parcheggi in doppia fila e individui con pettorine arancioni – chiede l’intervento urgente delle istituzioni: “Questa festa – conclude Piazza – deve assolutamente essere vietata”.

Non è normale che dei cittadini debbano presentare un’apposita istanza per chiedere alle istituzioni di vietare manifestazioni di immigrati che creano illegalità e degrado. Questi “signori” si permettono di arrivare nel nostro paese e di presidiare un quartiere, aprire moschee abusive e dirigere il traffico senza essere vigili urbani. In un paese civile e soprattutto democratico, ovvero governato nell’interesse del popolo, tali soggetti sarebbero stati arrestati per i numerosi reati commessi, la moschea sgomberata e tali luoghi restituiti al vivere civile dei cittadini italiani. E invece no, in Italia tutto è possibile. L’Italia è il paese delle meraviglie, tutto è concesso agli stranieri, nulla agli italiani.

Ma gli italiani non sono tutti uguali. Non tutti sono disposti, rispettando gli insegnamenti riccardiani,  alla “sottomissione”. Ci sono italiani che vogliono reagire e che, come i cittadini di Parma, non daranno tregua agli invasori.


8 Comments

  1. Angelo Cagnolati ottobre 22, 2012 7:10 pm  Rispondi

    Fuori gli invasori dalla nostra terra, con le buone o con le cattive; prima che sia troppo tardi !

    • JCPC ottobre 22, 2012 9:17 pm  Rispondi

      Voglio ricordarvi che questi immigrati conoscono a fondo la legge e costituzione Italiana, ed agiscono in modo che, in corte (se dovesse arrivare a tal punto) sanno come difendersi dal loro “abuso” Non solo conoscono benissimo le leggi ma conoscono la Sacra Bibbia meglio di qualiasi Italiano….garantito.

      • gianni schirru ottobre 23, 2012 7:25 pm  Rispondi

        non fateli più intelligenti di quello che sono.loro fanno affidamento sul buonismo ipocrita degli italiani e sulle toghe rosse. gli italiani stanno pagando lo sbaglio di averli accolti a braccia aperte. non ne conosco uno che almeno una volta non abbia scambiato cordialmente quattro parole con loro.visto che vi piacevano tanto quando erano in pochi, teneteveli adesso che vi cagano in testa. io no. non potevo vederli prima e non potrò vederli finchè camperò.

  2. Antonella ottobre 26, 2012 9:49 am  Rispondi

    Nemmeno io posso vedere gli islamici. C’è immigrato e immigrato, e questi maomettani sono di una arroganza insopportabile. Comunque, la festa del sacrificio è oggi 26 ottobre. E tutti lì a sgozzare il povero agnello, magari dentro nei garege senza alcuna igiene e senza pensare alla sofferenza della povera bestia.

  3. enzo novembre 4, 2012 5:47 pm  Rispondi

    Non per mettere il dito nella piaga
    ma a furia di votare comunista cos’altro si potevano aspettare 🙁

  4. enzo novembre 4, 2012 5:50 pm  Rispondi

    Ma sul cartello , nella parte in arabo c’e’ scritto parma con due P ?

  5. enzo novembre 4, 2012 5:51 pm  Rispondi

    corrige 🙁

    Ma sul cartello , nella parte in arabo c’e’ scritto parma con due B ?

  6. Maria febbraio 28, 2013 10:20 pm  Rispondi

    Tutto questo è inconcepibile, siamo un popolo di pecore. Provate ad andare a casa loro, costruire una chiesa cristiana abusiva e dirigere il traffico il giorno di Natale….è il modo migliore per diventare il pranzo di qualche islamico .
    Ma dove sono gli uomini italiani??? dove sono quelli che con il forcone hanno sempre buttato fuori gli impostori?? Rubano nelle nostre case, mangiano i nostri soldi , danneggiano le nostre strade ed intralciano la nostra vita quotidiana…noi dobbiamo andare a lavorare per pagargli i 40 euro giornalieri…e loro intanto hanno il tempo di pregare. L’italiano è un cordardo che non crede in nulla se non nelle partite di pallone, per quelle ci sta a piacchiare, distruggere e rincorrere….che pena.

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