Bari, commercianti in rivolta: “No ai negozi degli immigrati”

Gli immigrati vorrebbero colonizzare la centralissima via Argiro, da poco pedonalizzata e abbellita, con i loro squallidi negozi. I commercianti sono in rivolta, temono la concorrenza sleale e il degrado che inevitabilmente creano le attività degli immigrati.

Via Argiro, commercianti in lotta: "Non vogliamo i negozi degli immigrati"

La scena di qualche giorno fa non è passata inosservata. Quei tre ragazzi orientali davanti alla vetrina contavano meticolosamente il numero dei passanti per capire se l’affare sulla nuova strada pedonale, inaugurata meno di un anno fa, si può fare.

Via Argiro potrebbe essere colonizzata dai cinesi e dalle lanterne rosse. Quella che sino a qualche settimana fa sembrava una semplice indiscrezione da bancone adesso prende forma. I cinesi avrebbero puntato gli occhi su uno dei negozi sfitti collocato nel primo isolato partendo da piazza Umberto. L’affare si concluderebbe con un affitto da 3 mila e 800 euro e 12 mensilità anticipate. Insomma, 50mila euro subito e cash per avere le chiavi della serranda. «Colpa – dicono i commercianti – di un mercato immobiliare dopato e di affitti alle stelle che i negozianti italiani non si possono più permettere». Perché nonostante le sue difficoltà  la strada per decollare ha ancora bisogno dell’arredo e del nuovo asfalto  via Argiro fa comunque gola agli amanti dello shopping e alle grandi firme. Lungo i sette isolati sono circa 6 i locali al momento vuoti, con marchi storici che hanno chiuso, come Biancaneve, noto rivenditore di corredo. Alcuni sono stati già affittati (si parla di una tavola calda in stile bio, di un marchio famoso di pelletteria e di una raffinata sartoria napoletana) mentre altri restano ancora a mostrar i cartelli di locazione in attesa di nuovi inquilini. E tra questi spunterebbero proprio i cinesi generando un panico commerciale lungo la strada. “Succederà – avvertono i negozianti – come in via Melo tanti anni fa. E’ bastato il primo insediamento straniero per richiamarne altri. Gli ultimi isolati sembrano una Chinatown”.

E in queste ore tra una vetrina e l’altra non si parla d’altro. «Non sarebbe un fatto positivo – spiega Irene Giorgio, vicepresidente dell’associazione dei commercianti di via Argiro – perché significherebbe snaturalizzare l’identità e l’immagine di questa strada dello shopping. Noi commercianti del borgo murattiano stiamo investendo molto proprio sull’immagine.

Bene hanno fatto i commercianti ad assumere questa posizione, i negozi degli immigrati creano solo degrado nelle strade in cui si insediano. Per non parlare della concorrenza sleale e quindi dei danni economici che essa crea. Ovviamente il nostro auspicio è che questo tipo di atteggiamento venga assunto in ogni circostanza, anche quando non vi sia un interesse materiale che possa essere “leso” dagli immigrati. L’immigrazione è un male anche quando non crea danni economici, la contrarietà alla “colonizzazione migrante” deve essere totale e perenne.

Qui è in gioco un bene più prezioso dei soldi ovvero la nostra identità e la sopravvivenza stessa del popolo italiano. E’ per questo che dobbiamo combattere, è per questo che occorre la Resistenza Nazionale.

Complimenti a questi commercianti Patrioti non disponibili alla sottomissione, un esempio da seguire.

 

1 comment

  1. Werner ottobre 23, 2012 12:19 am  Rispondi

    Finalmente qualcuno che tira fuori i coglioni! Basta con questa tolleranza a tutti i costi.

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