La fine dell’Euro? Una manna per l’Italia

Due economisti della banca d’affari Merril Lynch[nbnote ]http://online.wsj.com/article/SB10001424052702303644004577523090813458030.html[/nbnote], Woo e Vamvakidis hanno analizzato lo scenario della fine dell’Euro, per comprendere quali paesi ne sarebbero danneggiati e, quali eventualmente, ne trarrebbero benefici: una semplice analisi costi-benefici per ciascuno dei 17 membri della zona euro.
Per cercare di capire quali paesi sono nella posizione più adatta per una uscita ordinata in termini di dimensioni delle loro posizioni di bilancio e di bilancia commerciale. Hanno inoltre esaminato il probabile impatto di un uscita sulla crescita, gli oneri finanziari e bilanci nazionali.

I risultati danno una lettura interessante che noi, su questo blog avevamo anticipato: l’Italia emerge come il paese che piu si avvantaggerebbe da un’uscita, quello con il più grande incentivo. L’Italia, ha infatti un avanzo primario di bilancio, ovvero e’ in attivo prima del pagamento degli interessi sul debito, e ha solo un piccolo disavanzo delle partite correnti. Allo stesso tempo, le imprese italiane sono, tra le europee, quelle che hanno più da guadagnare dall’uscita italiana dalla camicia di forza ‘euro’ e successiva svalutazione. Poco Sorprendentemente per noi, e molto per gli euro fanatici e i pennivendoli, il paescoane piú verrebbe danneggiato da un’uscita dall’euro, è la Germania, infatti, dall’analisi dei costi-benefici, il ritorno al Marco con immediata impennata della valuta, porterebbe a una riduzione della crescita, oneri finanziari più elevati e un tracollo dell’esxport.

Quindi, l’Italia non ha alcun interesse economico nella permanenza nell’Euro, tantomeno hanno motivazioni economiche i tremendi sacrifici imposti ai cittadini. Vogliono soltanto che continuiamo a servire il debito in silenzio e che il loro disegno di un governo sovranazionale si compia.
Per questo, chi detiene il vero potere e i suoi emissari hanno bisogno che l’euro sopravviva.

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