Silenzio, o sale lo “spread”

Mario Monti non ha digerito le critiche del presidente della Confindustria Giorgio Squinzi e, al summit degli economisti di Aix-en-Provance, ha avuto modo di sfogarsi con i giornalisti. Secondo il premier “dichiarazioni” come quelle rilasciate dal numero uno di Confindustria contro la spending review e l’operato dell’esecuticvo in materia economica (Squindi ha parlato di “macelleria sociale”) “fanno aumentare lo spread e i tassi d’interesse a carico non solo del debito ma anche delle imprese, e quindi invito, come esponente del governo a non fare danno alle imprese”.

“Suggerirei – ha detto il Premier commentando le parole del numero uno di Confindustria – di fare più attenzione, non tanto per rispetto al Governo, che evidentemente non lo merita sulle basi di ciò che viene detto, ma per le imprese”[nbnote ]http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20120708_155445.shtml[/nbnote]

Prima si usavano metodi più “virili”, come l’olio di ricino, per “silenziare” chi dissentiva. Oggi, che viviamo un’epoca degradata anche nel modo con il quale si esercita il potere, si usa un più apatico ricatto morale. Zitti, o sale lo spread!
L’élite tecnica ha tutto un Pantheon di dei vendicativi: Pil, Euro e Spread sono quelli ai quali sacrificano la libertà dei popoli e, ora, anche quella d’espressione. Libertà d’espressione che, comunque, non ha mai goduto di buona salute.

Oltre questo, il “dio spread” non è imbizzarrito per le parole di qualcuno, ma per la stupidità di chi insiste nell’assurda missione suicida chiamata Euro.

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