Monte dei Paschi di Siena: la banca dei “migranti”

Il progetto “Paschi senza frontiere” avviato dall’istituto bancario Monte dei Paschi di Siena, riceve il riconoscimento di FMI e World Bank come “esempio virtuoso di sostegno alla cooperazione tra soggetti privati di differenti nazionalità” impegnati nella gestione transfrontaliera delle rimesse-Comunicato 26/09/2011[nbnote ]http://www.fondazioneleonemoressa.org/newsite/2011/09/monte-dei-paschi-di-siena-progetta-di-abbattere-il-costo-delle-rimesse/[/nbnote]

Accadeva qualche mese fa. La MPS era per il FMI un “esempio virtuoso” nella cooperazione con gli immigrati.
Era ed è invece, una banca con l’acqua alla gola, che oggi rapina chiede 3 4 miliardi di euro allo Stato (quindi a noi), e che si permetteva, pochi mesi fa, di fare un regalo ai “migranti”, su ovvio input politico di chi quella banca controlla, il PD.
Se voi inviate un bonifico pagate la commissione, è così che le banche rubano guadagnano. Se però vi chiamate Mohammed e andate al MPS, inviare soldi per voi sarà gratuito.

E come abbiamo scoperto non è il solo attacco di xenofilia dei maldestri dirigenti di MPS, solo uno dei tanti. I più sono condotti attraverso il braccio “filantropico”, la Fondazione che controlla la Banca.

L’Università per Stranieri di Siena,
con il contributo della
Fondazione Monte dei Paschi di Siena,
offre per l’anno 2012 borse di studio
per la frequenza ai
Corsi di Lingua e Cultura Italiana
Corsi di Lingua Italiana per Docenti di italiano stranieri
BORSE TIPO A Pari all’ammontare delle tasse di iscrizione al corso
BORSE TIPO B Pari all’ammontare delle tasse di iscrizione al corso e al costo
dell’alloggio presso una residenza universitaria in stanza doppia;
BORSE TIPO C Pari all’ammontare delle tasse di iscrizione al corso, al costo dell’alloggio presso una residenza universitaria (camera doppia), rimborso del costo del biglietto aereo A/R, fino ad un massimo di € 600 da paesi extra-comunitari e € 300 da paesi comunitari;
BORSE TIPO F Pari all’ammontare delle tasse di iscrizione al corso e al costo del biglietto aereo A/R, fino ad un massimo di € 600 da paesi extra-comunitari e € 300 da paesi comunitari.
Tutti i tipi di borse comprendono l’imposta di bollo, se dovuta.[nbnote ]http://www.unistrasi.it/public/articoli/1608/Files/Borse2012.pdf[/nbnote]

Mentre i vostri figli pagano per studiare, e se fuori sede affitto e altri costi, il MPS offre gentilmente nell’anno 2012, quindi mentre incassa 3 miliardi di soldi pubblici, una parte di questi soldi a “studenti immigrati”: vitto, studio e alloggio gratis.

Ma non è finita qui, e come potrebbe una Banca che deve licenziare 4mila dipendenti (parte dei quali pre-pensionati che dovremo mantenere noi) rinunciare al racket dell’immigrazione?

E così si organizzano “incontri” e “tavole rotonde”. E come veniamo a sapere dal testo, il MPS è sempre vicino al fenomeno dell’immigrazione. E promuove, buttando soldi che non ha, corsi di integrazione e stupidaggini simili.
Ovviamente con la complicità incestuosa della politica senese. La stessa complicità che ha mandato a fondo la banca.

SIENA. Banca Monte dei Paschi di Siena e l’Associazione Corte dei Miracoli organizzano una giornata di lavori dedicata al tema dell’immigrazione nella provincia di Siena, dal titolo “I nuovi Italiani, dall’integrazione all’interazione”, che si terrà martedì (21 giugno) al Complesso Museale del Santa Maria della Scala.
L’istituto senese, da sempre vicino al suo territorio storico, si fa promotore di questa importante occasione di confronto su un fenomeno, come quello dei nuovi cittadini, sempre più diffuso, soprattutto in riferimento alle prospettive di sviluppo e di equilibrio sociale, puntando alla realizzazione di più proficue relazioni tra gli operatori economici, le famiglie, il mondo dell’associazionismo e del volontariato.
La giornata sarà strutturata in due sessioni: una mattutina alla quale interverranno i rappresentanti delle diverse realtà operanti sul territorio e gli addetti ai lavori che, insieme, presenteranno dati statistici relativi al fenomeno dell’immigrazione nella provincia, i percorsi di integrazione già intrapresi, le attività di formazione messe in atto, attraverso l’illustrazione di esperienze concrete. Accanto ai corsi di lingua italiana, la comunità senese negli ultimi anni ha infatti coinvolto i nuovi cittadini all’interno di progetti indirizzati alla trasmissione della cultura e delle tradizioni italiane e ha promosso momenti di incontro collettivi e personali, per individuare e valorizzare le capacità professionali già espresse nei paesi d’origine.
La giornata proseguirà con la sessione pomeridiana, che metterà a confronto alcune delle istituzioni del territorio attraverso un dibattito finalizzato ad individuare politiche più efficaci di accoglienza, integrazione e valorizzazione dei nostri nuovi italiani, proponendo una visione più fresca del concetto di integrazione ormai superato nell’attuale contesto socio-culturale da quello più calzante di interazione.
Alla tavola rotonda pomeridiana interverranno il direttore generale di Banca Monte dei Paschi di Siena Antonio Vigni, il vice presidente dell’Associazione Corte dei Miracoli Giulio Aldinucci, il sindaco di Siena Franco Ceccuzzi, l’assessore al welfare della Provincia di Siena Simonetta Pellegrini, il presidente del Microcredito di Solidarietà Mario Marzucchi e il deputato della Fondazione Monte dei Paschi di Siena Enrico Cecchetti.

Ma poteva, il MPS, sempre così “attento all’immigrazione”, non elargire proficue somme di denaro a chi, sul business immigrati prospera, ovvero Caritas e associazioni varie? Ovviamente no:

Caritas e Migrantes presenteranno la guida “Immigrati a Roma. Luoghi di incontro e di preghiera”.
Domani, 18 gennaio 2011, alle ore 10.30, la Sala Conferenze del Monte dei Paschi di Siena in Via M. Minghetti 30/a (nei pressi di Piazza Colonna) a Roma, sarà teatro della presentazione della pubblicazione.
“Immigrati a Roma. Luoghi di incontro e di preghiera” contiene indicazioni sui luoghi romani di incontro e di preghiera tra cattolici, ebrei, protestanti, ortodossi, musulmani e seguaci di religioni orientali.
L?obiettivo della guida è quello di favorire l’apertura alle diversità culturali e religiose sia tra italiani che tra immigrati.[nbnote ]http://www.consorzioparsifal.it/news/n6324_p1/immigrati-roma-luoghi-di-incontro-e-di-preghiera.html[/nbnote]

Ma non basta. I dirigenti del MPS, con protagonista il celeberrimo Cecchetti, non si trattengono.
Come “investire” i soldi dei propri correntisti? In strutture per il territorio? Ma no, in Africa e a sostegno degli immigrati senegalesi che, come ben sappiamo, sono un grande motore per lo sviluppo della nostra economia.
E lo fa con la partecipazione di altre fondazioni, tra cui la Cariplo che, come sappiamo controlla un’altra banca in terapia intensiva: Banca Intesa.

Carovana4Africa
I migranti protagonisti in Italia e in Senegal

E’ l’esigenza di politiche di sviluppo e di politiche sociale integrate e coerenti ad emergere con forza nella due giorni dedicata all’iniziativa finale della terza annualità del progetto “Fondazioni4Africa” che si è tenuta il 28 ottobre a Siena ospite dell’Università per Stranieri e il 29 ottobre a Poggibonsi.

L’iniziativa “Fondazioni4Africa-Senegal”, promossa da quattro fondazioni italiane di origine bancaria (Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Cariparma) in collaborazione con quattro ONG italiane (ACRA, CISV, COOPI, COSPE), un istituto di ricerca (CESPI) e numerose associazioni di migranti della diaspora senegalese ha lavorato nei tre anni di vita per sostenere l’attivismo e il protagonismo delle associazioni di senegalesi che operano nelle varie regioni italiane e in Senegal.

L’iniziativa ha permesso di lavorare in Toscana in modo particolare con CASTO – Coordinamento delle Associazioni di Senegalesi della Toscana , ASP- Associazione Senegalesi di Poggibonsi -e FASET -Federazione delle Associazioni di Senegalesi della Toscana che hanno colto l’occasione del progetto “Fondazioni4Africa” per rafforzare le proprie strutture e migliorare l’azione di sostegno ai migranti, dell’intercultura e della cooperazione internazionale. E che, nella due giorni, hanno ribadito con forza la voglia e la necessità di essere protagonisti attivi della vita politica, sociale ed economica sia dell’Italia che del proprio paese di origine attraverso la cooperazione decentrata e il lavoro nei due territori. E’ stato sottolineato da più voci l’importanza dell’integrazione nella comunità di accoglienza pur conservando le proprie radici identitarie.

L’evento è stato aperto dal saluto delle autorità senesi presenti. “Con questo evento si conclude la prima fase di un progetto che ci ha visto partecipi in prima persona insieme ad altre tre fondazioni. – ha affermato Gabriello Mancini, presidente Fondazione Mps – Un’esperienza unica nel suo genere di collaborazione fra fondazioni con lo stesso dna, ma con diverse modalità operative e differenti territori di riferimento. Insieme all’Acri – ha proseguito Mancini – stiamo pensando di agganciare il nostro progetto pilota ad un uno nuovo che coinvolga il più alto numero di fondazioni possibili. Vogliamo far crescere questo expertise nato fra fondazioni”.

Dello stesso parere anche Enrico Cecchetti, membro della Deputazione Amministratrice della Fondazione Mps e referente in Fondazioni4Africa. “Il nostro approccio sistemico e multisettoriale è stato la carta vincente del progetto Fondazioni4Africa. L’obiettivo era puntare a interventi il più possibile risolutivi e in grado di produrre effetti moltiplicatori” ha osservato.

“Un modello sicuramente innovativo quello dell’iniziativa “Fondazioni4Africa” – ha confermato Marzia Sica, project manager di “Fondazioni4Africa/Senegal”- che ha permesso di riunire intorno a uno stesso tavolo e una stessa progettualità tanti attori diversi che si occupano di sviluppo: fondazioni, enti locali, ong e associazioni immigrate partner a pieno titolo. Necessario andare avanti con una seconda fase che prenda il via dalle lezioni apprese con questo primo intervento pilota”.

Nei numerosi interventi è la forza dell’associazionismo e della rete territoriale e istituzionale che negli anni i senegalesi italiani sono riusciti ad ottenere attraverso una fitta di rete di scambi con i due territori e la cooperazione decentrata a tenere banco. Senza nascondersi le difficoltà ancora presenti, minori finanziamenti alla cooperazione, lotte per i diritti ancora incompiute (di voto, di cittadinanza per le nuove generazioni, il ruolo delle donne e la difficoltà di accesso ai servizi), le associazioni senegalesi sono coese e propositive e hanno ribadito con forza la voglia e la necessità di essere protagoniste della vita politica e sociale ed economica sia dell’Italia e che del proprio paese di origine atraverso la cooperazione decentrata e il lavoro nei due territori.

“Adesso la nuova sfida – ha detto Fabio Laurenzi, presidente COSPE e moderatore dell’incontro senese – è quello di coinvolgere davvero i governi locali e nazionali per costruire politiche di sviluppo coerenti e integrate che escano dal “buon ” piccolo progetto che non incide davvero sulle dinamiche economiche e sociali. Da questo primo momento – ha concluso – ci aspettiamo grandi sviluppi. Per questo hanno dialogato enti che si occupano tanor di cooperazione che di politiche sociali e di immigrazione” .

Aperto al confronto con tutte le associazioni di senegalesi presenti in Toscana, l’evento ha avuto lo scopo di avviare un percorso per creare un sistema di dialogo e supporto costante tra le associazioni e gli attori istituzionali toscani che tutti auspicano andrà verso questa direzione.

Altri esempi di come MPS investiva e investe i soldi dei propri correntisti:

http://www.mutuobanca.com/mutuoextracomunitari.htm
http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13262

Sono evidenti due cose: i Banchieri vogliono l’immigrazione. La sostengono, e sponsorizzano qualsiasi evento e/o associazione che la favorisca.
Aprendo una breve parentesi, possiamo dire che, in questo senso, è ridicolo che i rivoluzionari da cortile delle ONG e dei centri sociali gridino contro le Banche, visto che ne sono, consapevoli o meno, i principali alleati ed esecutori. Gli utili idioti lautamente foraggiati.

L’altra cosa è che, evidentemente, gli immigrati non rendono. E non si vede perché l’Italia nel suo complesso dovrebbe seguire l’esempio fallimenteare di Mps e della sua dirigenza nel concepire gli immigrati come “risorsa”. Se c’è una cosa che tutto questo insegna è che gli immigrati, ben lungi da essere una “risorsa”, sono solo un costo.

Intanto la Mps incassa 3 4 miliardi dallo Stato (da noi), per poi sprecarli in queste iniziative inutili e inconcludenti.

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