Il tumore Euro

La Crisi, che non è passeggera, ma prelude ad un rovesciamento di sistema, è ormai al punto di non ritorno.

L’ha ben tratteggiate Jeremy Warner, un giornalista economico inglese, definendo l’euro un “tumore”. Sai che ti ucciderà, ma sai anche che la sua rimozione sarà traumatica, e così rimandi. E intanto il tumore cresce e la sua rimozione diviene sempre più traumatica. Qualcuno deve interrompere il “circolo vizioso”.

La nostra strategia in questo senso l’abbiamo tratteggiata più volte: abbandonare la moneta unica e recuperare la sovranità monetaria.

  • La Nuova Lira, per motivi pratici, dovrà avere un cambio alla pari con l’euro.
  •  Nel periodo di transizione, si metterà in atto un controllo dei flussi finanziari in uscita.
  • Lo Stato inizierà immediatamente i pagamenti con la nuova moneta.
  • Nella fase di transizione, nella quale probabilmente ci sarà “carenza fisica” di nuova moneta, si potrà supplire a questo, “segnando” i vecchi euro che verranno man mano ritirati.
  • La Nuova Lira subirà una svalutazione tra il 20% e il 30%, questo avrà due conseguenze: una positiva, rendendo export e turismo altamente competitivi. L’altra avrà un impatto devastante sul prezzo del carburante: questo potrà essere evitato, abbattendo le accise sul carburante della stessa entità della svalutazione.
  • Riguardo al Debito ci sono due soluzioni: dichiarare default o ridenominare il debito in Nuova Lira. Noi proponiamo un procedimento “misto”: default del debito verso grandi istituzioni e ridenominazione di quello in mano a famiglie e individui. Gli scettici asseriscono che, dopo, nessuno presterebbe più denaro all’Italia: l’esempio argentino è lì a dimostrare il contrario, inoltre, dopo questa soluzione, l’Italia che ha un avanzo primario, sgravata dal pagamento di interessi sul debito, non avrebbe bisogno di ricorrere al mercato.

Questo scenario, porterebbe l’Italia fuori dal baratro nel giro di qualche mese. Nel breve termine, ci sarebbe uno schizzo dell’inflazione che, se il nostro piano venisse attuato, verrebbe assorbita nel giro di qualche mese. Il debito pubblico scenderebbe a livelli “umani”, ovvero intorno al 40% del Pil.
Le esportazioni e il turismo trainerebbero l’economia e, senza il peso degli interessi sul debito, sarebbe possibile abbattere la tassazione a livelli inferiori al 30%.

Questa è la nostra linea economica. Andava attuata un anno fa, in modo ordinato.
Oggi, il trauma sarà più forte, ma il tumore va rimosso. E il tumore ha un nome: Euro.


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